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Gas Naturale: non aspettatevi nessun regalo. Il futuro non è roseo

 

Vorrei darvi qualche indicazione sul quello che ci si può aspettare dal mercato del gas naturale, cioè quello che pagherete in futuro il gas stesso. Prima di tutto , data la decisione del governo Draghi di non aiutare a debito le famiglie e il suo scarsissimo controllo sulle società energetiche, quello che arriverà sarà poco ammortizzato. La decisione di non fare uno sforamento di bilancio, neanche minimo, significa che il quello che va in contributi, limitati, per le bollette viene tagliato a qualche altro capitolo, che sia la sanità, l’istruzione , l’assistenza sociale. Un gioco a somma zero che aiuta solo la comunicazione, ma che, in realtà, fa ben poco per l’economia. Le aziende che chiudono in rapida successione ne sono l’indice. Fra quakche mese vedremo ciò che resta delle macerie del sistema produttivo italiano.

Comunque facciamo qualche valutazione sulle aspettative del prezzo del gas naturale. Attualmente i contratti a termine TTF sul mercato olandese si stanno stabilizzando nella fascia 70 – 80 euro per megawatt/ora. cioè tre volte comunque il prezzo che veniva pagato sino allo scorso maggio.

Che succederà nel resto del 2022-23?

Le aspettative di prezzo sul mercato europeo vedono il classico calo estivo con rimbalzo a ottobre 2022, per poi raggiungere nuovi massimi, non molto dissimili dagli attuali, come potete vedere. (TTF sta per title transfer facility, cioè la denominazione della borsa olandese per il gas)

che questo sia il futuro che attende il mercato viene indicato anche dai prezzi previsti sul mercato a termine britannico.

Quindi le previsioni sono semplici: il mercato del gas non risolverà la propria crisi almeno sino al 2023.  Saranno necessari investimenti aggiuntivi per portare in produzione i giacimenti ora dormienti e aumentare la produzione di quelli attivi. Inoltre rimangono le incertezze geopolitiche, anche se la Russia è troppo dipendente dal gas per potersi permettere di non venderlo. Semplicemente lo venderà, a un prezzo inferiore, alla Cina e nell’Estremo oriente, ma questi mercati, a loro volta, non lo acquisteranno dal Golfo o dall’Australia, liberando quote per l’Europa. Esiste però sempre il collo di bottiglia della rigassificazione. In questa fase avremmo bisogno un po’ di programmazione a medio termine dell’energia, ma oggi si guarda settimana per settimana. Il medio – lungo termine nella UE o è una bestemmia, o è terreno dei demagoghi.

 

 


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