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Gad Lerner: quando l’antifascismo diventa un po’ fascista… (ma non ditelo a Cecchi Paone)

 

Gad Lerner, l’uomo del Rolex d’oro, colui che non deve chiedere mai, perchè pensa di avere sempre ragione, con i suoi comportamenti ed i suoi giudizi ha dimostrato, i  questi giorni, quanto sia sottile, quasi impalpabile, laa differenza fra un certo antifascismo ed il fascismo, quello becero. Entrambi vogliono far tacere l’avversario, chi con le leggi chi con l’olio di ricino, entrambi vogliono liste di  proscrizione e magari i giuramenti di fedeltà dei docenti universitari (nel 1931 su 1251 docenti universitari si rifiutarono di giurare il 18, a mostrare come il conformismo accademico sia cambiato di poco) e dei giornalisti, mettendo al bando  Del Debbio , Cruciani, Belpietro, Feltri e Giordano, il tutto per il bene della democrazia, ovviamente.

Però, dopo le elezioni, il disprezzo per il popolo del Divo Gad. Leggiamo le sue parole celestiali:

“L’Italia leghista è un rivolgimento profondo, sociale e culturale prima ancora che politico, come testimonia il voto nelle ex regioni rosse. Già in passato le classi subalterne si illusero di trovar tutela nella trincea della nazionalità. Non finì bene”

Certo che le “Classi subalterne”, questi poveri servi della gleba, se si sono rivoltati ai loro Leader Rossi con il Rolex , ai loro stereotipi classisti, se hanno osato sperare di poter vivere meglio, che esistesse veramente un ascensore sociale cosicchè i figli potessero sperare in un futuro. Come hanno osato pensarlo !

Al fianco dei “Comunisti Chic” ci sono poi i liberali cosìliberali dal potersi permettere di insultare e dare del fascista a tutti. Come, ad esempio, Cecchi Paone, che da Del Debbio ha mostrato cosa sia la tolleranza e la capacità di dialogo….

Tutti fenomeni della Milano Bene, della città Multietnica di Sala. Ecco perchè abito in Campagna.


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