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Fitto presenta Eastinvest, fondo da 20 miliardi di euro per le regioni europee ai confini orientali

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Oggi e’ un punto di partenza. Non consideriamo il lavoro concluso. Questa comunicazione e questo evento segnano l’inizio di un impegno a lungo termine”. Lo ha dichiarato il vicepresidente della Commissione europea, con delega alla politica di coesione, Raffaele Fitto, intervenuto alla Conferenza di alto livello sulle regioni di confine orientali. “Continueremo a lavorare con voi, con gli Stati membri, le regioni, le comunita’ locali, per rafforzare questi territori, per sostenere le persone che vi abitano e per difendere insieme i valori che definiscono la nostra Unione. Perche’ proteggere queste regioni significa anche proteggere l’Europa stessa, la sua sicurezza, la sua coesione e i principi che ci uniscono”, ha aggiunto.

“Per queste regioni, piu’ che in qualsiasi altra parte d’Europa, c’e’ un chiaro prima e dopo il 24 febbraio 2022. Luoghi che un tempo erano costruiti per la normale vita quotidiana, per il turismo commerciale transfrontaliero, ora sono utilizzati per la sicurezza, attivita’ a duplice uso, logistica, droni e supporto di emergenza”, ha proseguito indicando le sfide delle regioni al confine orientale. “Dal declino economico alla militarizzazione della migrazione e allo spopolamento. Anche le regioni confinanti con l’Ucraina si trovano ad affrontare importanti sfide economiche e sociali, tra cui l’afflusso di sfollati, l’interruzione degli scambi commerciali e il deterioramento del patrimonio edilizio, sanitario e dei servizi sociali”, ha detto Fitto.

Per le regioni ai confini orientali dell’Unione europea “c’e’ un chiaro prima e dopo” rispetto all’invasione dell’Ucraina. Lo ha affermato sempre Fitto, durante la conferenza di alto livello a Bruxelles sulle regioni orientali dell’Ue al confine con Russia, Bielorussia e Ucraina. Nelle aree e comunita’ in questione ci sono infatti da considerare “le sfide economiche e sociali” dovute al passaggio dalla cooperazione economica e dal turismo alle tensioni di sicurezza. “Queste regioni hanno asset importanti” e l’Ue “vuole tradurre la resilienza in opportunita’”, ha spiegato Fitto, parlando del piano EastInvest.

Nove i Paesi – Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria – coinvolti nel piano, che prevede anche misure contro le minacce ibride.

I Paesi in questione stanno affrontando minacce alla sicurezza, calo degli investimenti, del commercio e del turismo, oltre a spopolamento e difficoltà nelle attività transfrontaliere. Ma con meno persone e meno risorse, queste aree diventerebbero più facilmente preda delle mire russe. Allo stesso modo, l’impoverimento e la decadenza potrebbero rendere chi rimane più sensibile alla propaganda dell’estrema destra e della Russia.

“Dall’inizio della guerra di aggressione della Russia, i luoghi che un tempo erano stati costruiti per la normale vita quotidiana, per lo shopping transfrontaliero e il turismo, ora vengono utilizzati per la sicurezza, attività a duplice uso, logistica, droni e supporto di emergenza”, ha affermato Fitto.

La Commissione si è anche impegnata a “riesaminare il modo in cui le regioni di confine orientali possano beneficiare al meglio delle opportunità offerte dal futuro Fondo europeo per la competitività”, 410 miliardi di euro per le imprese innovative dal 2028.

Presente alla conferenza anche la presidente della commissioni Ursula Von der Leyen che ha detto ” Eastinvest “è un programma da 20 miliardi di euro specificamente dedicato alle regioni dei confini orientali. Sarà attuato nei prossimi due anni e aiuterà queste regioni, creando nuovi lavori, nuove opportunità economiche, una nuova prosperità”. Estinvest punterà a spingere gli investimenti in “energie rinnovabili, agricoltura, progetti forestali e altro ancora”, ha sottolineato von der Leyen, ringraziando il vicepresidente della Commissione Raffaele Fitto per l’iniziativa presentata alcuni giorni fa.

Per le regioni ai confini orientali dell’Unione europea “c’e’ un chiaro prima e dopo” rispetto all’invasione dell’Ucraina” ha ribadito Fitto, il vero artefice di questo piano, che deve rafforzare la resilienza delle regioni cosi vicine al confine russo pefche come ha spiegato anche il vicepresidente “Queste regioni hanno asset importanti” e l’Ue “vuole tradurre la resilienza in opportunità'”.

Alla conferenza a Bruxelles erano presenti i primi ministri di Romania, Estonia, Lettonia e Lituania, oltre alla presidente della Bei Nadia Calvino.

L’Europa “deve essere forte, un punto di riferimento per i cittadini e per le imprese. Per questo dobbiamo continuare a portare avanti con determinazione il progetto europeo, migliorando il funzionamento del mercato unico e rafforzando la coesione sociale tra i nostri territori. E’ esattamente cio’ su cui stiamo lavorando. Stiamo rendendo l’Europa piu’ semplice, piu’ flessibile e piu’ capace di sostenere i territori e le loro comunita’. Il nostro obiettivo e’ costruire un’Europa solida al suo interno e allo stesso tempo forte nello scenario internazionale”, ha concluso Fitto

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