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Finalmente è partito il futuro dell’ENERGIA: partita la costruzione di ITER, il primo reattore a fusione nucleare efficiente

Parte il futuro dell’energia con il via libera definitivo, dopo 35 anni di preparazione, alla costruzione di ITER, International Termonuclear Experimental Reactor,  nato da una collaborazione fra UE, US, Cina, India , Russia e Giappone, che si propone in riuscire a proporre, per la prima volta, una fusione nucleare “Calda” con un bilancio energetico attivo. al costo di 24 miliardi di dollari avremo un reattore che sarà in grado copiare il processo di fusione degli atomi di idrogeno deuterio del sole, ma iniettando 50 MW di energia per ottenerne 500: otterremo più energia di quanta ne utilizziamo ponendo le basi per un utilizzo civile per questa fonte energetica.

Il sole fonde in continuo due atomi di idrogeno per ottenerne uno di elio. Per ottenere una reazione nucleare del genere è necessario contenere in uno spazio molto ristretto, a pressioni enormi, l’idrogeno, e nel sole, come nelle altre stelle, questo accade attraverso la forza gravitazionale. Sulla terra si è cercato di riprodurre questo fenomeno, al di fuori delle esplosioni nucleari, utilizzando potentissimi campi elettromagnetici in macchine chiamate “Tokamak”, nel quale il plasma di idrogeno ad altissima temperatura veniva confinato sino a giungere alla fusione.

Il problema è che i Tokamak sinora avevano un saldo energetico negativo: utilizzavano più energia di quanta ne producevano. Per ITER sono stati sviluppati nuovi supermagneti in Ittrio, Bario e ossido di Rame, o YBCO, che sono molto più efficienti di quelli precedenti e che dovrebbero permettere il miracolo della fusione energicamente conveniente. Il tutto lavorerà ad una temperatura di -269 gradi, molto vicina allo zero assoluto, per assicurare la minima resistenza elettrica possibile. questo permetterà di creare un campo magnetico della potenza di 11,8 Tesla, circa un milione di volte più forte del campo magnetico terrestre, il tutto per contenere il flusso di plasma di idrogeno super-riscaldato , e partirà la fusione.

La fusione nucleare  non produce scorie nucleari, come la fissione utilizzata dal 1945, ma comunque emette raggi Alfa, Beta e Gamma , per cui sarà necessario schermare il processo in modo adeguato. Il progetto è di sostituire, con questo strumento, l’energia prodotto al mondo dalle centrali a carbone, pari al 40% del totale.

Curiosamente il reattore a fusione, almeno nella prima fase , rimarrà dipendente dalla sporca fissione nucleare: infatti il reattore utilizza una fusione fra due isotopi di idrogeno, il deuterio ed il tritio, con quest’ultimo rarissimo, quasi assente in natura, perchè ha un tempo di decadenza di soli 12 anni. quest’ultimo attualmente viene soprattutto creato come effetto secondario della fissione nucleare. Quindi, almeno inizialmente, i reattori “Puliti”, avranno bisogno ancora di quelli “Sporchi”, ma è solo questione di tempo. L’energia pulita proviene dall’investimento e dalla ricerca, non dalla regressione.


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