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Felici e contanti

All’ultima maturità poteva starci anche un tema del tipo: “Riflessioni sulla sovrumana potenza, e sul lodevole altruismo, dei banchieri centrali”. Forse sarà per la prossima. Perciò, parlo con quelli che la notte prima degli esami non è ancora arrivata. E siccome prima o poi quella notte, e quel tema, capiteranno, vi do qualche dritta in proposito. Pensate che, all’ultimo Euro-summit, c’è stata una standing ovation per Mario Draghi. Tutti in piedi, sull’attenti, a fare la ola, compreso il nostro premier Conte. Al che, voi, futuri studenti di quinta, potreste legittimamente domandarvi: ma perché? E allora sentite che ha detto Macron: “Vorrei ricordare un giorno d’estate del 2012 quando Draghi disse quelle parole (‘whatever it takes’) e ciò è ancora luminoso”.
 
Ecco il punto, amici: ogni era ha gli eroi che si merita. E ogni eroe ha detto almeno una frase scolpita nel tempo e pronunciata in un “luminoso giorno d’estate” o qualcosa del genere. Tipo, agli studenti di quel bel dì s’insegnava il motto di sfida di Cesare: “Alea iacta est”. Poi egli varcò il Rubicone e diede il là ad un impero. Oppure, il mesto commento di Galileo Galilei: “Eppur si muove”. Ma il tapino, pur chinando il capo alla censura, segnò i destini della scienza. O, ancora, le prime parole famose di Neil Armstrong sulla luna: “Un piccolo passo per l’uomo, un gigantesco passo per l’umanità”. E ci aprì le praterie delle stelle. Ecco; a voi, ragazzi di oggi, toccano le monumentali parole di un uomo capace di lasciare una traccia ancora più fulgida – anzi più luminosa, come dice Macron – nella vita vostra e dei vostri nipoti. Whatever it takes: “qualsiasi cosa sia necessaria”; per salvare l’Europa. Una promessa, una missione, innanzi alle quali trascolorano, in un malinconico crepuscolo, persino Cesare e gli augusti, Galileo e il macrocosmo, Armstrong e l’Apollo 11. Quisquilie e pinzillacchere rispetto a quanto fece Draghi in un luminoso giorno d’estate eccetera eccetera.
 
Come dite? Cosa fece Draghi? Trovò le migliaia di miliardi di euro necessari per salvare l’eurozona. Cosa dite? Dove li trovò? Non distraetevi – che diamine! – non concentratevi sui dettagli, sul metodo. Mirate piuttosto la sostanza prodigiosa dell’insieme, la smisurata dimensione del miracolo. Non solo li trovò, quei quattrini, ma – proprio come aveva giurato – reperì tutti quelli necessari, non uno di meno. E ogni qual volta si ripresenterà un’urgenza (escluse, beninteso, necessità popolari, calamità naturali, ed esigenze sociali) egli riuscirà di nuovo in questa profana moltiplicazione di pani e pesci. E i mercati godranno come ricci. E a voi, scolari, trattati da somari, gli odierni maestri di pensiero insegneranno a fare la ola. E quando non ci sarà più lui, lo farà un suo successore. Non merita, forse, la vostra imperitura gratitudine, un’azione del genere? Non peccano per difetto gli elogi di Macron? Tremano i ginocchi – non è vero? – dinanzi a un tal super potere, esercitato, per di più, con “luminosa” sensibilità. È un dono trasmesso per via dinastica – sapete – come il tocco dei re taumaturghi nel medioevo. E la vostra fortuna è quella di vivere proprio ora, proprio qui, in quest’epoca mirabile in cui non avete Cesare, né Galileo, né Armstrong, ma un’entità in grado di fare “whatever it takes”: tutto ciò che è necessario per farvi vivere per sempre felici e contenti.
 
Francesco Carraro
www.francescocarraro.com

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