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EVVIVA I PESCATORI SONO TORNATI IN ITALIA . Dopo 107 giorni, ed a che prezzo?

 

Prima di tutto la soddisfazione e la gioia: i 18 pescatori di Mazara del Vallo sono tornati a casa. Sarebbe perfino quasi accettabile la solita sfilata di Di Maio e Conte, immeritata perchè questi lavoratori hanno passato 107 giorni in mano libica prima di essere liberati da Haftar, mentre una nave turca, oggettivamente del “Nemico” ora del signore di Bengasi, è stata fermata e liberata dopo soli 5 giorni. Fossimo dei cinici diremmo che si è cercato di far coincidere la liberazione con le feste natalizie, per dare almeno un minimo segnale positivo in una vicenda altrimenti estremamente negativa, con il governo che dava la netta sensazione di non essere particolarmente interessato .

Una domanda interessante è proprio: chi ha fatto liberare i 18  marinai? Perchè pare proprio che la Farnesina c’entri molto poco, ma invece c’entrino molto i Servizi esteri, cioè l’AISE:

quindi secondo il COPASIR, cioè l’organo più informato in materia in Italia in quanto demandato al controllo dei servizi segreti, il merito sarebbe proprio delle nostre Barbe Finte. Il che, però, ha anche dei risvolti non proprio  gratuiti…

Quindi la Farnesina fallisce, se mai ci ha provato, quindi subentra l’AISE che chiude tutto all’italiana, con la soluzione alla “Silvia Romano”: un po’ di milioni e via . Quanti ? Non lo sapremo mai , perchè il budget destinato dalla Presidenza del Consiglio per la materia Servizi è segreto, e ci mancherebbe fosse diversamente. Ora saremo cattivissimi: certo che a fine anno i bilanci si chiudono ed un ramo della Pubblica Amministrazione che non usa tutta la disponibilità ci fa proprio una brutta figura. Magari si sono presi due piccioni con una fava..

Comunque l’importante è che i marinai tornino a casa: in ritardo, ma meglio tardi che mai.

 

 


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