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Eurobond e Lex Monetae. Perchè Lega e Forza Italia hanno fatto bene a votare contro al Parlamento europeo (di Giuseppe PALMA)

L’attacco che Movimento Cinque Stelle e PD stanno rivolgendo verso Lega e Forza Italia, soprattutto nei confronti della Lega, per aver votato contro gli eurobond al Parlamento europeo, è pretestuoso e infondato.

Va anzitutto rilevato che gli eurobond non sono la panacea di tutti i mali, anzi, potrebbero addirittura rappresentare il “male”. Cercherò di spiegare l’argomento tecnicamente, utilizzando un linguaggio semplice.

Eurobond significa emissione di titoli di stato il cui rischio verrebbe condiviso anche dagli altri Stati europei che aderirebbero alla misura. E fin qui parrebbe una cosa buona, positiva. Ma attenzione: l’intero ammontare dei nostri titoli di stato, che tanto per capirci determinano il debito pubblico, sono emessi tutti in euro ma sotto giurisdizione italiana (principio della Lex Monetae), cioè sono regolati dalla nostra legge, dal diritto interno. Cosa significa? Semplice. Se un domani ci trovassimo nella situazione di non poter accettare condizioni capestro, e quindi nella necessità di uscire dall’euro, il nostro debito pubblico resterebbe sotto giurisdizione italiana. Cosa vuol dire? Semplice. Se l’investitore rivuole i suoi soldi (capitale + interessi) dovrà accettare in pagamento la nuova moneta nazionale, senza alcun rischio di default da parte dello Stato italiano (articoli 1277, 1278 e 1281, comma I, del codice civile).

Problema: dal 2013 in avanti, “grazie” ad un atto governativo dell’esecutivo Monti, sono state introdotte le cosiddette Cacs, cioè delle clausole che mettono lo Stato italiano sullo stesso piano dell’investitore, dando a quest’ultimo la possibilità di scegliere la valuta di pagamento. Alias, rischio di default per la Repubblica. L’ennesimo regalo di Monti. Ma per ora, a dire il vero, si tratta di poca cosa.

Con gli eurobond, la giurisdizione sotto la quale finirebbero i titoli di nuova emissione non sarebbe più quella italiana, ma straniera (anglosassone, lussemburghese o chissà quale). Se un domani fossimo costretti ad uscire dall’euro per non accettare condizioni capestro, non saremmo più liberi di farlo perché dovremmo dichiarare default su quella parte di titoli emessi sotto giurisdizione straniera. La medesima situazione in cui si trovò la Grecia nel 2015, con oltre il 60% del proprio debito sotto giurisdizione straniera. Vogliamo un domani ritrovarci nella stessa situazione della Grecia, impossibilitati a riprenderci la sovranità, col cappio al collo? Riflettiamo su questo.

Va da sè che, anche con gli eurobond, ci troveremmo ugualmente fregati. E’ questo il motivo per cui Lega e Forza Italia hanno votato contro al Parlamento europeo.

Con gli eurobond perderemmo un’altra fetta di sovranità. È questo ciò che vogliamo?

Ah, dimenticavo: all’EuroParlamento il Movimento Cinque Stelle ha votato contro l’istituzione del Recovery Fund, sul quale del resto Conte si sta battendo. Giusto che si sappia.

Giuseppe PALMA


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