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Esclusivo, Rapporto Lombardia 2013: la Locomotiva economica si avvia ad uscire dalla crisi (tutti i dati)

LA LOMBARDIA HA RETTO LA CRISI 2008-13 MEGLIO DEL RESTO DEL CENTRO-NORD

Abbiamo segnalato in parecchi articoli, che la Lombardia, oltre ad essere il motore economici italiano, si sta comportando in questa crisi in modo nettamente migliore rispetto alle altre regioni del Centro Nord ed alla media nazionale.

QUI abbiamo visto che in Lombardia le Sofferenze Bancarie sui prestiti alle imprese sono al 7,6%, contro una media nazionale del 10,6% e valori tra il 9% ed il 14% delle altre grandi regioni del centro-nord.

QUI abbiamo visto che nel Periodo 2008-12 la Regione che ha retto meglio come variazione di PIL e’ la Lombardia (-2,6%), che ha retto molto meglio del Piemonte (-8,4%), del Veneto (-8,1%), dell’Emilia Romagna (-7,0%) e del Lazio (-6,4%) e del Mezzogiorno (-10,1%). Anche le previsioni sul PIL 2013-14 in Lombardia sono migliori rispetto al resto d’Italia.

QUI abbiamo visto che i consumi elettrici del primo semestre 2013 sono calati in Lombardia del -1,7% contro un -3,3% nazionale.

QUI abbiamo visto che la Lombardia nel periodo 2008-12 ha perso solo l’1,4% di occupazione, contro una media nazionale del -4,4%

Ricordiamo inoltre che la Lombardia ha avuto nel 2012 un saldo migratorio in ingresso pari al 30% del totale italiano, cifre che e’ salita al 50% nel mese di Gennaio 2013.

 

UNA REGIONE VIRTUOSA E VERO MOTORE DEL PAESE

QUI abbiamo visto che la Lombardia ha il minor tasso di Lavoro Nero d’Italia (4,5% contro 6,5%)

QUI abbiamo visto che la Lombardia ha la minor spesa pubblica italiana al netto degli interessi (34,6% contro 45,6%)

QUI abbiamo visto che la Lombardia ha un residuo fiscale di 56 miliardi di euro, pari al 17% del suo PIL, dato che non ha eguali su scala mondiale, ed ogni Lombardo, neonati inclusi, stacca un assegno di quasi 5.800 euro all’anno verso il resto di Italia.

QUI abbiamo visto che la Lombardia ha un saldo Import-Export per merci e servizi attivo per 53 miliardi, pari al 16% del PIL, pari a due volte e mezzo quello della Germania

QUI abbiamo visto che la Lombardia e’ ininterrottamente dal 1861 la Locomotiva d’Italia, e che anche prima di tale data era la regione piu’ dinamica

La Lombardia da sola rappresenta il 16,4% della Popolazione italiana, ma ben il 21% del PIL, il 28% dell’export e del valore aggiunto manifatturiero, ed attrae ben il 70% degli investimenti esteri.

 

PRODUZIONE INDUSTRIALE, NEL 2 TRIMESTRE 2013 TORNA IL SEGNO POSITIVO: +1,2% (su 1 trim. 2013), +0,1% (su 2 trim. 2012)

E’ uscito il rapporto Unioncamere, che segnala come nel  secondo trimestre 2013 registra un dato congiunturale positivo della produzione industriale che cresce dell’1,2% (dato destagionalizzato), contro il -2,0% dello scorso trimestre, e una variazione tendenziale quasi nulla (+0,1%) contro il -3,4% dello scorso trimestre. Anche per le aziende artigiane manifatturiere il dato congiunturale è positivo (+0,9%) mentre la variazione tendenziale rimane negativa (-1,9%). L’indice della produzione industriale sale a quota 95,0 (dato destagionalizzato, base anno 2005=100). In sintesi:

– Nel 2 trimestre la Lombardia ha fatto +0,1% annuo di produzione industriale (contro -4,3% annuo della media Italiana)

– La Produzione industriale ha un andamento simile alla media Europea ed e’ il 5% sotto quella del 2005 (l’Italia e’ sotto del 20%)

– Le aspettative di produzione per il 3 trimestre 2013 sono per una crescita piu’ consistente

– La quota del fatturato estero e’ salita al 40% (era al 31% appena 5 anni fa)

– Il fatturato a prezzi correnti ricalca l’andamento della produzione con una svolta congiunturale positiva nel secondo trimestre (+1,1%), rafforzata da un dato tendenziale anch’esso positivo (+0,6%).

– Gli ordinativi acquisiti nel trimestre dalle imprese industriali ripropongono la divaricazione degli andamenti in funzione del mercato di destinazione: negativi per l’interno (-2,1%) e positivi per il mercato estero (+1,1%). In crescita il portafoglio ordini con quasi 55 giornate di produzione assicurata.

– L’occupazione per l’industria ripropone un saldo negativo (-0,4%), dopo la sostanziale stabilità dello scorso trimestre dovuta prevalentemente a fattori stagionali. Segnali di distensione anche dai dati sulla CIG, con una riduzione sia della quota di aziende che hanno fatto ricorso alla cassa integrazione (26%), sia della quota sul monte ore (3,1%).

– Il tasso d’utilizzo degli impianti si stabilizza a quota 71,7% per l’industria

– Le aspettative degli imprenditori industriali per il terzo trimestre 2013 presentano un miglioramento generalizzato.

 

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CONCLUSIONI

Il dato principale che emerge dall’analisi relativa al II trimestre del 2013 è la dinamica congiunturale positiva fatta registrare dalla produzione manifatturiera in Lombardia. Questa dinamica positiva e’ in controtendenza sui trimestri precedenti, ed ha una dinamica del tutto diversa da quella media nazionale. Una serie di altri indicatori punta nella stessa direzione. Il fatturato, gli ordini esteri, la quota di fatturato esportata, la capacità utilizzata, le ore di lavoro, la diminuzione delle scorte sono tutti elementi che concordano nel segno. Parimenti, anche se con intensità decisamente inferiore, si muovono le dinamiche tendenziali, quelle cioè riferite all’anno precedente e che trovano conferma in una serie di indicatori sia coincidenti che anticipatori.

Ovviamente rimangono tre questioni di fondo. La prima fa riferimento al mercato del lavoro che, pur mostrando una percentuale di ore di CIG ordinaria sul monte ore in diminuzione, rimane sempre in uno stadio di occupazione decrescente. La seconda è che, pur essendo migliorato l’indice di diffusione, rimangono ancora larghe sacche di imprese, nei vari settori e nei diversi territori, in situazioni critiche. Infine, rimane la domanda di fondo sulla robustezza del risultato ottenuto. Se la brusca inversione di tendenza del I trimestre del 2013 può essere attribuita al calo del commercio internazionale e all’eccesso di austerità applicato e, nel caso dell’Italia, anche alle incertezze politiche, la robustezza della ripresa dipende in parte dalle risposte che si danno sull’evoluzione prevedibile di questi elementi. Come lo stesso Fondo Monetario Internazionale ha ammonito ci sono grandi rischi di revisioni al ribasso dei tassi di crescita riferibili al 2013 e al 2014.

La Lombardia si avvia ad essere la prima regione ad uscire dalla crisi in Italia. Il modello Lombardo e’ quello meno dipendente dallo stato in Italia, con una robusta Impresa manifatturiera esportatrice, ma a differenza delle altre regioni del Nord, con anche una massa critica e trainante nel terziario avanzato, nella logistica, nel settore dei servizi alle imprese, nel settore finanziario. Ovviamente restano criticita’ rilevanti, connesse proprio alla debolezza del Sistema Italia in cui la Lombardia e’ inserita, che fanno da freno alla dinamicita’ economica regionale.

 

By GPG Imperatrice

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