Attualità
Ennesimo terremoto a Pechino: indagati per corruzione i vertici militari del Dragone, tra cui il fedelissimo Zhang Youxia
La campagna anticorruzione di Xi Jinping colpisce i vertici supremi dell’esercito cinese. Indagato il potente Vicepresidente della Commissione Militare Zhang Youxia: a rischio il controllo di Pechino sulle forze armate e l’industria bellica.

La scure della campagna anticorruzione del Presidente Xi Jinping si abbatte, ancora una volta, sui vertici più alti e apparentemente intoccabili dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA). Il Ministero della Difesa cinese ha annunciato l’apertura di un’indagine per “sospette gravi violazioni della disciplina e della legge” – il consueto eufemismo di Pechino per indicare la corruzione – a carico di due figure apicali delle forze armate: il generale Zhang Youxia e il generale Liu Zhenli.
Non si tratta di una purga di secondo piano, ma di un colpo al cuore del comando militare cinese.
Per comprendere la portata dell’evento, è utile inquadrare i ruoli dei due indagati:
- Zhang Youxia (75 anni): È membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale e Vicepresidente della Commissione Militare Centrale (CMC). Considerato il più stretto alleato militare di Xi Jinping, è un veterano con reale esperienza di combattimento. I legami tra Zhang e Xi sono profondi e di natura “familiare”, dato che i rispettivi padri furono compagni d’armi durante la rivoluzione.
- Liu Zhenli (61 anni): È membro della CMC e Capo del Dipartimento di Stato Maggiore Congiunto, responsabile della supervisione delle operazioni, dell’addestramento e della prontezza al combattimento dell’intero esercito.
La cronologia di una purga senza fine
Il giro di vite contro la corruzione è iniziato nel 2012, con l’ascesa al potere di Xi, ma ha subito un’accelerazione drammatica negli ultimi anni. Il 2023 ha visto la decapitazione dei vertici della Forza Missilistica (le truppe strategiche nucleari), mentre nell’ottobre del 2025 ben otto alti generali sono stati espulsi dal Partito Comunista. Tra questi figurava He Weidong, il generale “numero due” del paese, che aveva servito a stretto contatto proprio con Xi e Zhang Youxia.
Anche i precedenti ministri della Difesa, Li Shangfu e Wei Fenghe, sono caduti sotto i colpi di questa epurazione continua.
Le ricadute sul complesso militare-industriale
Da un punto di vista strettamente tecnico ed economico, l’impatto di questa instabilità è notevole. Questa paralisi al vertice sta rallentando in modo significativo le procedure di approvvigionamento di armamenti avanzati, colpendo direttamente i bilanci e le entrate delle principali aziende del complesso militare-industriale cinese.
In un’ottica keynesiana, il blocco della spesa pubblica militare – solitamente un volano per l’innovazione tecnologica e l’occupazione in Cina – rischia di avere ripercussioni sulla catena di fornitura dell’alta tecnologia di Pechino. In sintesi: un apparato militare terrorizzato dai controlli interni tende a non spendere e a non prendere decisioni, bloccando di fatto la modernizzazione delle forze armate.








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