Difesa
Ecco la Portaelicotteri da Sbarco che la Russia sta costruendo in Ucraina
Nonostante la guerra e le sanzioni, Mosca prosegue i lavori sulla classe Ivan Rogov nel cantiere Zaliv occupato. Un progetto ambizioso nato dalle ceneri dell’affare Mistral, ma esposto ai crescenti rischi del conflitto.

In un contesto geopolitico infuocato dalla guerra in Ucraina e dalle pesanti sanzioni internazionali, la Russia prosegue con determinazione, quasi a voler sfidare le avversità, la costruzione della sua prima nave d’assalto anfibio di nuova generazione, capoclasse del Progetto 23900 “Ivan Rogov”, come ben riportato da TWZ.
Immagini satellitari recenti, ottenute da Maxar Technologies e datate 17 novembre 2024, confermano che i lavori presso il cantiere navale Zaliv, situato nella strategica penisola di Crimea occupata dalla Russia, non solo continuano ma mostrano progressi significativi rispetto all’anno precedente. Questa attività febbrile avviene tuttavia in un’area ad altissimo rischio, già colpita in passato dalle forze ucraine, sollevando interrogativi sulla sostenibilità e la sicurezza di un progetto così imponente e strategicamente rilevante.
The Ukrainian military publication Defense Express revealed satellite images showing progress on Russia’s new flagship, “Ivan Rogov,” under construction in occupied Kerch, Crimea.
This vessel will surpass the sunken cruiser “Moskva” in size and capacity, accommodating up to 900… pic.twitter.com/ffwwswOkJ8
— WarTranslated (@wartranslated) April 3, 2025
Un Gigante dei Mari in Costruzione
Le immagini satellitari, sebbene mostrino una nave ancora lontana dal completamento – mancano il ponte di volo e l’isola di comando – rivelano uno scafo in uno stato di costruzione avanzato.
Sono visibili due ampie aperture rettangolari, molto probabilmente destinate agli elevatori per spostare aeromobili e materiali tra il ponte di volo e gli hangar sottostanti. L’analisi delle immagini, corroborata da fonti come Defense Express (che ha pubblicato un’immagine definita “primavera 2025”, pur sollevando qualche perplessità sulla datazione esatta rispetto alle immagini Maxar di fine 2024) e da precedenti report dell’agenzia statale russa TASS del 2021, permette di delineare le imponenti dimensioni della futura unità:
- Lunghezza: Stimata in poco meno di 220 metri (circa 722 piedi).
- Larghezza: Oltre 40 metri (circa 131 piedi).
- Pescaggio: Previsto intorno ai 7 metri (quasi 23 piedi).
- Velocità: Fino a 24 nodi.
- Dislocamento: Le stime variano significativamente, parlando di 30.000 o addirittura 44.000 tonnellate. Quest’ultimo dato la collocherebbe tra le più grandi navi di questo tipo al mondo, paragonabile alla classe America della U.S. Navy (che disloca circa 44.000 tonnellate a pieno carico). Resta incerto se queste cifre si riferiscano al dislocamento a nave scarica o a pieno carico operativo.
La capacità operativa prevista per le navi del Progetto 23900 è altrettanto notevole. Si parla della possibilità di imbarcare:
- Fino a 16 elicotteri (modelli e rendering ufficiali mostrano elicotteri Ka-27/29 per guerra antisommergibile/utility e Ka-52 d’attacco). Potenzialmente, potrebbero ospitare anche altri tipi di aeromobili.
- Sei mezzi da sbarco, lanciati e recuperati tramite un bacino allagabile a poppa (well deck).
- Circa 75 veicoli militari.
- Fino a 900 soldati equipaggiati.
- Materiali aggiuntivi per supportare operazioni anfibie complesse.
Sebbene sia stata ventilata l’ipotesi che la Russia possa sviluppare nuovi jet da combattimento a decollo corto e/o verticale (STOVL) da impiegare su queste navi, ad oggi non esistono prove concrete di lavori su un simile progetto. È invece più plausibile, seguendo una tendenza globale, l’integrazione di droni nei gruppi imbarcate.
Origini Contese: Dalle Mistral Francesi al Progetto 23900
La genesi del Progetto 23900 è direttamente legata alle conseguenze dell’annessione russa della Crimea nel 2014. Nel 2011, la Francia aveva approvato la vendita di due moderne navi d’assalto anfibio classe Mistral alla Russia. Tuttavia, l’accordo fu annullato dal governo francese proprio a seguito dell’occupazione della Crimea.
Le due navi, già in costruzione, furono successivamente vendute all’Egitto, lasciando la Marina Russa con un vuoto capacitivo significativo. Il Progetto 23900, la cui cerimonia di impostazione della chiglia si è tenuta a Zaliv nel 2020 per le due unità previste (Ivan Rogov e Mitrofan Moskalenko), nasce quindi con l’obiettivo dichiarato di colmare questa lacuna e fornire alla Russia una capacità di proiezione anfibia che le mancava.
Il Rischio Calcolato: Costruire Sotto Tiro
La decisione di costruire navi di così alto profilo e valore (stimato in centinaia di milioni di dollari) proprio nella Crimea occupata appare come una mossa audace, se non azzardata. Il cantiere Zaliv non è un luogo sicuro.
Nel novembre 2023, un attacco missilistico da crociera ucraino ha gravemente danneggiato la corvetta russa Askold (Progetto 22800 Karakurt), dimostrando la vulnerabilità del sito. Le forze ucraine hanno ripetutamente utilizzato missili da crociera, missili balistici, droni kamikaze e droni navali contro navi e sottomarini russi in porto (e in navigazione nel Mar Nero), nonché contro altre infrastrutture strategiche in tutta la penisola. Sebbene negli ultimi mesi la frequenza degli attacchi a lungo raggio sulla Crimea sembri diminuita, e la Russia stia intensificando le proprie difese aeree e missilistiche, il rischio permane elevato.
Ci si potrebbe chiedere perché l’incompleta Ivan Rogov non sia stata ancora presa di mira. Una possibile spiegazione è che le risorse ucraine (in termini di intelligence, pianificazione e munizionamento a lungo raggio) siano state prioritariamente allocate verso bersagli di impatto più immediato o più vicini alla prontezza operativa. Tuttavia, danneggiare o anche solo ritardare significativamente la costruzione della prima nave del Progetto 23900 rappresenterebbe un indubbio successo strategico, oltre che propagandistico e morale, per Kiev.
L’Importanza Strategica di Zaliv e le Sfide della Manutenzione Russa
La scelta di Zaliv sottolinea l’immenso valore che il Cremlino attribuisce alle infrastrutture portuali e cantieristiche della Crimea, che offrono accesso cruciale ad acque calde. Storicamente, i cantieri ucraini (inclusi quelli crimeani) hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione delle grandi unità della flotta sovietica, comprese tutte le portaerei classe Kiev e l’unica portaerei attualmente (in teoria) in servizio con la Russia, l’Admiral Kuznetsov (la cui gemella incompleta è stata poi completata in Cina come Liaoning). Nel 2021 erano stati annunciati piani per espandere ulteriormente le capacità del cantiere Zaliv.
Tuttavia, la capacità russa di mantenere in efficienza le sue grandi navi di superficie è notoriamente problematica. Il caso dell’Admiral Kuznetsov è emblematico: dopo l’affondamento nel 2018 dell’unico bacino di carenaggio galleggiante russo abbastanza grande da ospitarla (il PD-50), si è reso necessario un complesso e lungo lavoro di ampliamento di un bacino fisso presso il cantiere Sevmorput. Sebbene la portaerei sia ora di nuovo in acqua, i tempi per un suo effettivo ritorno in servizio attivo rimangono altamente incerti. Questo contesto rende ancora più vitale per Mosca il successo del Progetto 23900.
Flessibilità Operativa: Il Valore Aggiunto delle Nuove Unità
Anche senza aerei ad ala fissa convenzionali, e persino in uno scenario in cui l’Admiral Kuznetsov non dovesse tornare pienamente operativa, l’aggiunta di due grandi navi d’assalto anfibio rappresenterebbe un significativo potenziamento delle capacità della Marina Russa. Come evidenziato in passato da The War Zone, queste navi offrono una notevole flessibilità:
- Operazioni Anfibie: Capacità di sbarcare truppe, veicoli e materiali su spiagge ostili.
- Piattaforma Ospedaliera: Utilizzabili come navi ospedale in scenari di conflitto o emergenza umanitaria.
- Nave Ammiraglia: Adatte a fungere da centri di comando per operazioni litoranee.
- Guerra ASW/Mine: Con modifiche o un gruppo aereo specializzato, potrebbero assumere ruoli antisommergibile o di contromisure mine.
- Operazioni Non Belliche: Dimostrata utilità in missioni di soccorso post-disastro e assistenza umanitaria.
Un futuro ancora da disegnare
Attualmente, la consegna della prima unità della classe Ivan Rogov è prevista per il 2027, con due anni di ritardo rispetto alla pianificazione originale. Anche senza ulteriori interruzioni dirette causate dal conflitto, resta da vedere se il cantiere Zaliv riuscirà a rispettare questa nuova scadenza.
Le sanzioni internazionali, imposte da Stati Uniti ed Unione Europea in particolare, hanno avuto un impatto significativo sull’industria della difesa e cantieristica russa, colpendo direttamente anche lo stesso cantiere Zaliv. Queste misure restrittive complicano l’approvvigionamento di componenti, tecnologie e finanziamenti, aggiungendo un ulteriore livello di incertezza.
Ciò che è chiaro è che, nonostante i rischi militari derivanti dalla guerra in corso, le difficoltà logistiche e l’impatto delle sanzioni economiche, la Russia sta portando avanti la costruzione della sua nuova classe di navi d’assalto anfibio nel cuore della Crimea occupata. In questo modo mostra la propria volontà di mantenere un’importante peso anche nel mare.
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