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Draghi apre la porta a nuovi stimoli: “riconsidereremo la nostro politica a marzo”

 

I tassi resteranno fermi o bassi ancora a lungo, ha assicurato il numero uno della BCE nella conferenza stampa successiva alla riunione che ha deciso di lasciare invariata la politica monetaria (TELEBORSA.IT)

(Teleborsa) – Parola a Mario Draghi, dopo che la Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di lasciare invariata la politica monetaria, come largamente previsto.

Draghi ha dichiarato che la posizione di politica monetaria della BCE potrebbe essere rivista già all’inizio di marzo, a causa delle turbolenze del mercato globale e delle dinamiche inflazionistiche più deboli del previsto. Il numero uno della BCE ha sottolineato che il percorso atteso dai prezzi nel 2016 è significativamente basso se confrontato con le previsioni di dicembre 2015. Ci si attende che l’inflazione si attesti a livelli bassi o negativi, con una ripresa solo nel 2016. La BCE riesce dunque a controllare l’inflazione?, ha chiesto un giornalista. “La nostra azione è stata significativa se non spettacolare”, ha risposto il governatore delle Banca Centrale, spiegando che “le misure decise a dicembre hanno funzionato, hanno avuto grande efficacia considerando il contesto in cui sono state prese”. “Da allora, però, le variabili sono cambiate, basta vedere il crollo del prezzo del petrolio e la situazione dei mercati finanziari”. “Stiamo adattando i nostri strumenti alla situazione che sta cambiando”, “stiamo facendo il necessario, non ci stiamo arrendendo, confermiamo la nostra determinazione“, ha sottolineato Draghi.

 Il numero uno dell’Eurotower ha poi osservato che il calo del petrolio dovrebbe garantire maggiore reddito alle famiglie e aumentare i consumi. La posizione dell’area euro è espansionistica e riflette anche la posizione dei rifugiati. I rischi di indebolimento della crescita economica sono aumentati, per via della bassa crescita dei mercati emergenti, dei rischi geopolitici, della volatilità dei mercati e della debole implementazione delle riforme. Questi rischi ha puntualizzato, il governatore della BCE, possono pesare non solo sull’export ma anche sulla fiducia.

Draghi ha poi aggiunto che la crescita deve essere supportata dal consolidamento fiscale e dalle riforme strutturali e che i paesi devono fare la propria parte, poiché le politiche fiscali e le riforme strutturali sono elementi importanti per incrementare lavoro e produttività.
“Dobbiamo ritornare ad una crescita sostenibile dell’Europa, che alzerà l’aspettativa di maggiore reddito per le famiglie rendendo la zona euro in grado di reagire agli choc”.

Migliora la situazione dei prestiti alle aziende ed alle famiglie. Il sistema bancario è in grado di reagire, ha detto Draghi, osservando che tutte le azioni fatte sinora sono servite a rendere il settore bancario più solido.

Relativamente ai rifigiati, Draghi sostiene che la situazione è “nelle nostre mani”, che “abbiamo l’opportunità di trasformare questi sviluppi in una crescita futura per l’Europa”.

www.teleborsa.it

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