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DOVE INVESTONO GLI ITALIANI OGGI

 

Noi italiani da sempre siamo considerati tra i più grandi risparmiatori del mondo. Risparmiare ed investire è una nostra pecularietà che arriva da lontano. Cioè da quel mondo contadino che insieme alle banche ha costruito nei secoli questa nazione, ma è più che altro dal mondo contadino che arriva la Nostra attitudine per il risparmio.

Tutte le famiglie avevano i propri risparmi, che dopo gli anni ’50 del secolo scorso hanno iniziato a diventare anche investimenti. Il contadino che arrivava dalla campagna e che entrava nel mondo del lavoro industriale in città, incontrava in quegli anni le prime possibilità di investimento fruttuoso. Non più solo i libretti di risparmio dove poter ‘nascondere’ i propri soildi come si faceva per secoli, in fondo al pozzo di famiglia, ma alle Poste Italiane si potevano mettere i soldi risparmiati e ritirarne un po’ di più, grazie agli interessi.

I primi investimenti degli italiani:

E’ proprio alle Poste Italiane che negli anni ’50 e ’60 che gli italiani scoprono i Buoni Fruttieri Postali, garantiti dallo Stato italiano davano ottimi interessi ed erano veramente convenienti. All’epoca c’era anche una inflazione piùttosto importante e comprare 100 mila lire di Buoni Postali e ritirare 120 mila lire 2 o 3 anni dopo iniziava ad essere un ottimo affare,

I Buoni Postali sono stati un ‘amore’ per i piccoli investitori italiani fino a qualche anno fa’, quando dopo aver tanto patito l’inflazione e dopo aver tanto cercato la moneta forte, siamo entrati nell’euro.

L’euro si è rivelata una moneta molto forte, che non svalutava gli stipendi, un vero e proprio dramma degli impiegati salariati italiani per almeno 30 anni, ma per contro ora abbiamo una moneta forte si traduce in bassi tassi di interesse.

Il problema dei bassi tassi di interesse sugli investimenti degli italiani

I Buoni Postali non sono più l’investimento preferito degli italiani, ormai sono da considerarsi più un buon metodo per risparmiare soldi, visto che i loro interessi sono al di sotto dell’1% all’anno, stessa cosa vale per i libretti postali, ma anche per tutti gli altri tipi di obbligazioni Statali.

Anche i BOT sono stati per decenni un importante punto di riferimento nel panorama finanziario italiano. BOT, CCT, erano le sigle che si sentivano nominare spesso nelle famiglie italiane, anche quelle più umili formate da un capo famiglia e dalla moglie operai, chi più chi meno tutti avevano un po’ di risparmi in BOT, ma ora le cose sono molto cambiate, un cambiamento dovuto proprio al fatto che ormai chi vuole investire in modo redditizio deve per forza di cose rischiare.

Gli italiani non conoscono la finanza.

La cultura finanziaria in Italia è una delle più basse tra i paesi avanzati, solo il 40% conosce il significato di termini di finanza elementare, è questo che emerge da uno studio del 2017 fatto da Banca d’Italia, Consob, Ivass, per questo a volte gli italiani preferiscono tenere i soldi “al sicuro” su prodotti finanziari garantiti dallo Stato ma senza praticamente guadagnarci un euro.

Per questo motivo gli operatori finanziari di banca spingono molto il risparmiatore ad investire ( spesso utilizzando metodi al limite della truffa, come si è visto nei mesi scorsi) ed investire in strumenti finanziari che possono dare un rendimento importante.

4.051 miliardi di euro di investimenti

Nel portafoglio delle famiglie italiane ci sarebbero 4.051 miliardi di euro nel 2016 di investimenti in liquidità ( escludendo gli immobili) con un aumento ( dati 2015) dello +0,5% in Italia e dello + 3,2% in tutta l’eurozona.

In particolare, nel Nostro paese – come ci dice la Consob – la limitata alfabetizzazione del risparmiatore italiano ne limita la comprensione dei fenomeni sia finanziari che di politica estera che ne derivano.

Si pensi che solo il 6% degli intervistati dell’indagine conosce come si diversificano gli investimenti, un numero veramente impressionante di persone che – da solo – dovrebbe dare un’idea di cosa stiamo parlando. Per far capire il vero e proprio dramma culturale che stiamo vivendo, bisogna considerari che la popolazione di paesi poveri dell’Africa conosce mediamente più di Noi le nozioni di investimento, obbligazioni, cambiali, diversificazione del portafoglio titoli e altri concetti elementari di finanza.

Polizze e fondi comuni, la nuova moda

Come dicevamo, per ‘scappare’ dalla morsa dei bassi tassi di interesse, gli italiani stanno facendo una vera e propria rivoluzione del proprio portafoglio titoli. Di quei oltre 4.000 miliardi di investimenti liquidi, già 400 sarebbero stati trasferiti da Obbligazioni di Stato ed altri titoli garantiti, verso polizze vita e fondi comuni di investimento.

Insomma: oggi come oggi , quelli che erano gli investimenti sicuri degli italiani sono orientati per il 35% su fondi investimento e polizze vita, cioè un tipo di investimenti che non sono più così sicuri al 100% ma che nemmeno hanno rendimenti bassissimi come quelli offerti dalle obbligazioni di Stato.

Il risparmio gestito e cosidedetto ‘professionale’, cioè gestito da professionisti è ancora visto con diffidenza, ma ormai possiamo dire che il risparmiatore italiano, anche se è stato scosso dalle note vicende che hanno messo in grave difficoltà tutto il sistema creditizio italiano nel 2016, sta lentamente evolvendosi e sta prendendo la forma di quegli investitori dei paesi più avanzati che hanno nella finanza l’economia trainante.

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