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Dopo il Dieselgate, i voti comprati per i Mondiali 2006 e l’indagine su Deutsche Bank ora arrivano i wurstel cancerogeni dell’OMS: é forse una reazione USA contro la protervia tedesca?

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Eh si, viene da dire che abbiamo sempre idealizzato i tedeschi e la Germania, la loro correttezza, la loro rettitudine. O meglio, forse i media negli ultimi 70 anni non ci hanno mai fatto vedere quanto ugualmente fallace sia la stirpe erede del grande Goethe, alla fine sono umani anche loro…

Oggi che la Germania ha deciso in modo più o meno sotterraneo di esporsi mediaticamente a livello globale nella successione geopolitica dell’impero USA; come conseguenza vediamo le reazioni di chi probabilmente si è sentito preso in giro, ossia gli USA: Obama – erroneamente, come in molti altri affari di politica estera – si è fidato dei soggetti sbagliati, nel suo immaginario Berlino doveva essere il baluardo contro l’espansionismo russo in Europa ed anche il severo rettore filo americano del continente europeo in grado di porre un limite a quegli indicibili poteri che nel suo immaginario di Presidente democratico della minoranza nera d’oltreoceano avevano ucciso l’icona Dem moderna, JFK. Appunto, mai errore è stato così grande, almeno Roosevelt aveva dalla sua una prima assoluta, oggi Obama ha semplicemente perseverato nell’errore.

E dunque arrivano le reazioni neanche troppo sotterranee degli USA: prima il Dieselgate, poi lo scandalo sull’aver suppostamente comprato i voti per avere i Mondiali di calcio del 2006 in Germania, di seguito lo scandalo su Deutsche Bank in russia (work in progress, stay tuned) che rischia di mettere nei pasticci la banca sistemica tedesca. Ed oggi, dulcis in fundo, lo scandalo sui wurstel tedeschi diventati da un giorno all’altro cancerogeni per almeno un miliardo di persone che ancora ritengono “fair” quello scritto sui giornali, in ogni caso i contraccolpi non tarderanno a farsi sentire. A parte che erano anni che si sapeva della pericolosità degli insaccati e delle carni lavorate, la domanda è quale sarà la reazione a questo battage mediatico lato tedesco, chi è senza peccato scagli la prima pietra! Non mi stupirei che la guerra dei colpi proibiti continuasse con la messa al bando dell’aspartame made in USA da parte Europea (questo avverrebbe dopo il blocco dell’Europa allo scambio transatlantico di informazioni degli utenti europei di Facebook, ndr), di conserva magari partirebbe l’attacco al glutammato tanto caro alle non sopraffine cucine tedeschi. O amenità del genere…

Questo per dire che è in corso uno scontro basato sugli interessi tra USA e Germania, scontro duro.

Ed infatti fino ad oggi la reazione sembrerebbe essere “alla tedesca”, compassata. Poi si cercherà di sostituire il timoniere per ovviare almeno in apparenza all’ineluttabilità della reazione USA, anche per confondere se volete: via Frau Merkel – che andrebbe all’ONU, un altro pezzo del puzzle geostrategico tedesco, mettere un proprio segretario alle Nazioni Unite – dentro Schauble come primo ministro teoricamente meno legato a Mosca. In realtà si fa finta di non capire che nessuno dei due comanda in Germania, chi tira le fila sono gli esportatori che hanno di fatto già deciso: no al TTIP e si ad un avvicinamento alle risorse naturali che mancano a Berlino, ossia Drang nach Oesten, spingersi verso Est! Sempre la stessa storia….

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Appunto, sottolineo il no tedesco al TTIP in quanto strumento USA per attirare a se l’Europa continentale e soprattutto, a termine, ridurre la competitività germanica. Leggasi, anche e soprattutto evitando che si crei a vantaggio USA una sfera di influenza NATO-occidentale sotto il dominio americano con una rilevante partecipazione europea, sfera in contrapposizione con la Russia Cinese (è lapalissiano che se saltasse la Germania salterebbe lo schema NATO in Europa, assieme a tutti gli sforzi per portare nell’alleanza l’est Europa che nell’ideale tedesco dovrebbe solo rappresentare una annessione economica è non militare – o anche lebensrum economico – , per lo meno volendo continuare a fare affari con l’orso russo, che è lo scopo finale). Tale situazione chiaramente non può che non andare giù ai tedeschi, meglio rimanere nel mare nostrum di quelli che stanno in mezzo, poter scegliere se partecipare ai convivi o decidere di andare con l’acerrimo nemico è una leva di potere, sempre che a forza di tendere la corda poi non si rompa…

Si, perchè nessuno ci ha detto a che rapporti di cambio della rispettiva valuta tale TTIP dovrebbe essere reso applicabile tra USA e EU tedesca. E questo fa un mare di differenza per i paesi esportatori come la Germania che hanno nella competitività della valuta il proprio fattore critico di successo! L’euro è servito principalmente a tale fine, far fittiziamente svalutare la Germania facendo pagare il conto ai paesi ex competitors meno rigorosi e quindi più deboli, con in prima fila l’Italia. Lo sto dimostrando da anni ormai.

Ossia lo scontro è finalmente in atto, il raddoppio dell’infrastruttura di importazione gas dalla Russia via Baltico con destinazione Germania durante l’epilogo della crisi di Atene è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Restiamo in attesa dello scambio di colpi, restando lo srivente convintissimo che la madre di tutte le sfide passerà per la rottura dell’euro a cui contribuiranno un poker di paesi EU iper-alleati del dominus americano: UK, Polonia, Italia ed Olanda. In questo contesto il Belpaese diventerà certamente terreno di scontro tra i due poteri globali, ossia tra il dominus ed il traditore in pectore, ma con un po’ di fortuna si arriverà all’epilogo sperato e forse un giorno Roma potrà fregiarsi nuovamente di una valuta che non abbia come unico scopo quello di non svalutarsi attivamente ed anche sostanzialmente alla bisogna, come è invece il caso dello pseudo-marco chiamato euro…

Attenzione però ai dettagli, non ho detto che si tornerà necessariamente alla lira.

Non dimentichiamo mai che il fine USA è quello di evitare di perdere lo status di valuta di riserva globale ossia quel magico strumento che gli ha permesso di accumulare enormi deficit commerciali e di bilancio senza tema di far svalutare il biglietto verde!

Tutto il resto è corollario.

Mitt Dolcino

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