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La tragica logica della guerra in Iran: globalisti impazziti di paura mandano Merkel e Macron a prendere pacche sulle spalle da Trump (probabilmente seguiranno i calci nel sedere)

Proprio prima dello scoppio della guerra con l’Iran vediamo la delegazione dei globalisti filo clintoniani catapultarsi a Doha, in Qatar, guarda il caso! Vi svelo due o tre retroscena.

Appena prima dell’elezione di Trump si disse sui media alternativi – ed anche con qualche dettaglio molto tecnico a supporto, tipo conti di banche USA da dove sarebbero partiti i fondi ecc., a cui sembra non sia seguita smentita non tanto dei clintoniani ma della banca coinvolta, ndr – che la Fondazione Clinton aveva trasferito i suoi averi in Qatar in vista di una possibile elezione di Donald J. Trump, nei conti secretati della Banca Centrale Quatarina comandata dalla famiglia iper clintoniana Al Thani, padri padroni del Qatar.

Pochi ricordano che i giacimenti di gas qatarini sono GLI STESSI di quelli iraniani, i dirimpettai sciiti sullo stretto di Hormuz, vince chi il gas lo pompa fuori prima. Rammentiamo anche che la Fondazione Clinton fece da consulente – alcuni dicono anche da garante – per la fattibilità geostrategica il progetto con Obama alla Casa Bianca, ci sono comunicazioni ed email, Wikileaks etc., che hanno fatto emergere una verità di tale tipo (…).


Ovvero, se ci sarà la guerra in Iran questo comporterà anche la fine del problema siriano in quanto non ci sarà più il gas da pompare dal Qatar e da portare in EUropa. Parlo di un ipotetico conflitto tra Iran, Israele, USA ed alleati nel golfo contro Teheran.

Tradotto: fine del gas sia lato iraniano che lato qatarino, UGUALE fine della guerra in Siria.

Questa in fondo è la ragione perchè i russi non impediranno tale guerra, visto che così facendo le loro forniture di gas all’EUropa saranno garantite – ed indispensabili – per gli anni a venire.

Oggi i notabili globalisti se ne vanno a Doha, i malpensanti dicono perchè sono preoccupati per i loro risparmi, i soliti peccatori che pensano male (ma magari ci azzeccano pure): forse qualcuno di loro ha i soldi nella banca centrale del Qatar ed inizia a preoccuparsi della propria pensione in caso di guerra? Chissà…
Certo, sembrerebbe quasi un viaggio di notabili a reclamare il loro compenso pregresso, un viaggio della speranza.

Se conosco bene gli arabi, ed i qatarini sono un caso anche più complesso, nel caso le ipotesi sopra fossero veritiere – parlo di ipotesi, si noti bene – col cavolo restituiranno i soldi che devono ai vari Sarkozy e compagnia cantante. Anzi, temo gli verrà detto qualcosa del tipo: il tuo ruolo era ed è scongiurare la guerra in con l’Iran e se non ci riesci io mi “puppo” i tuoi soldi per ricostruire. Alcuni mi hanno informato che forse, e sottolineo forse, non ci vado troppo lontano (…).

In parallelo vediamo oggi due elementi essenziali in USA: il primo, stanno bloccando tutte le nomine di Trump impedendogli così di attuare la sua politica. In primis le nomine della FED, da cui deriverebbe un cambio del dollaro molto più debole di quello attuale. Infatti a Marvin Goodfriend, il candidato tecnico super specializzato di Trump, stanno facendo una guerra mai vista al Senato, primo caso di guerra politica con tale veemenza ed impiego di risorse per un semplice membro non presidente della FED. E’ chiaro il motivo: se il dollaro si indebolisce crolla il castello globalista e pure l’EU, che ne è il fortino.

Ma la nomina di Goodfriend non è l’unica, ce ne sono molte altre: hanno stimato che con la velocità degli ultimi tempi –a causa delle guerriglia a colpi di ostacoli burocratici organizzati sistematicamente dai vietkong Dem al Senato – ci vorranno 9 anni per confermare tutte le nomine trumpiane. Peccato che al massimo Trump starà alla Casa Bianca per altri 7 anni!

In secundis, proprio ieri il Senato USA, lo stesso che sta bloccando la nomina di Goodfriend, ieri ha passato un bozza di provvedimento per evitare che Trump licenzi Muller. Ricordo che ormai Muller ha annunciato e confermato che Trump NON è indagato. Ossia potrebbe anche tornarsene a casa, non fosse altro che avere Muller come Special Prosecutor significa limitare Trump, sperando di fargli paura o quanto meno di accorciargli le briglie.

Tutto questo ci fa capire perchè Trump è praticamente costretto ad attaccare l’Iran, così facendo creerà enorme scompiglio nelle fila globalista: eventualmente – così alcuni malpensanti ma forse anche bene informati pensano – molti notabili (Clinton inclusi) verranno prosciugati dei loro risparmi. E quando uno finisce i soldi è solo questione di tempo prima che scenda a più miti consigli. Naturalmente l’estrema ratio della doppia visita di Macron e Merkel negli USA di questi giorni va contestualizzata in tale senso: ritengo che al francese più che le pacche sulle spalle, gli faranno male i calci nel sedere nel momento in cui partiranno i dazi contro l’EU (che vanno controbilanciati non con una simpatica visita ma con concessioni economiche basate sulla simmetria dei dazi che l’EU a trazione franco-tedesca invece non vuole concedere agli States; Trump è un affarista mica un povero travet come Macron, sebbene vestito presidente francese).

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MD


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