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Disoccupazione stabile al 12% a Luglio, ma in un anno 585.000 posti di lavoro persi (Tutti i Dati)

A LUGLIO 2013 LA DISOCCUPAZIONE AL 12,0%, STABILE NEGLI ULTIMI 3 MESI

L’ISTAT comunica che a luglio 2013 gli occupati sono 22 milioni 509 mila, sostanzialmente invariati rispetto al mese precedente e in diminuzione dell’1,9% su base annua (-433 mila). Il tasso di occupazione, pari al 55,9%, rimane invariato in termini congiunturali e diminuisce di 1,0 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 76 mila, diminuisce dello 0,3% rispetto al mese precedente (-10 mila) ma aumenta dell’11,8% su base annua (+325 mila). Il tasso di disoccupazione si attesta al 12,0%, invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 1,3 punti percentuali nei dodici mesi.

Tra i 15-24enni le persone in cerca di lavoro sono 635 mila e rappresentano il 10,6% della popolazione in questa fascia d’età. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero l’incidenza dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 39,5%, in aumento di 0,4 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,3 punti nel confronto tendenziale.

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DAI DATI DEL SECONDO TRIMESTRE 2013 RISULTA CHE IN UN ANNO SI SONO PERSI 585.000 POSTI DI LAVORO

Nel secondo trimestre 2013 si accentua la diminuzione su base annua del numero di occupati (-2,5%, pari a -585.000 unità), soprattutto nel Mezzogiorno (-5,4%, pari a -335.000 unità).

La riduzione degli uomini (-3,0%, pari a -401.000 unità) si associa a quella delle donne (-1,9%, pari a -184.000 unità).

Al persistente calo degli occupati più giovani e dei 35-49enni (rispettivamente -532.000 e -267.000 unità) continua a contrapporsi la crescita degli occupati con almeno 50 anni (+214.000 unità).

Prosegue la riduzione tendenziale dell’occupazione italiana (-581.000 unità), mentre si arresta la crescita di quella straniera (-4.000 unità). In confronto al secondo trimestre 2012, tuttavia, il tasso di occupazione degli stranieri segnala una riduzione di 3,5 punti percentuali a fronte di un calo di 1,2 punti di quello degli italiani.

Nell‘industria in senso stretto prosegue la flessione dell’occupazione, con una discesa tendenziale del 2,4% (-111.000 unità), cui si associa la più marcata contrazione di occupati nelle costruzioni (-12,7%, pari a -230.000 unità). Per il secondo trimestre consecutivo, e a ritmi più sostenuti, l’occupazione si riduce anche nel terziario (-1,0%, pari a -154.000 unità).

Non si arresta il calo degli occupati a tempo pieno (-3,4%, pari a -644.000 unità rispetto al secondo trimestre 2012), che in quasi metà dei casi riguarda i dipendenti a tempo indeterminato (-2,5%, pari a -312.000 unità). Gli occupati a tempo parziale aumentano in misura minore rispetto al recente passato (1,5%, pari a +59.000 unità); peraltro la crescita riguarda esclusivamente il part time involontario.

Per il secondo trimestre consecutivo, e con maggiore intensità, cala il lavoro a termine (-7,2%, pari a -177.000 unità), cui si accompagna la nuova diminuzione dei collaboratori (-7,0%, pari a -32.000 unità).

Il numero dei disoccupati, pari a 3.075.000, è in ulteriore aumento su base tendenziale (13,7%, pari a +370.000 unità). L’incremento, diffuso su tutto il territorio nazionale, interessa in oltre la metà dei casi le persone con almeno 35 anni. Il 55,7% dei disoccupati cerca lavoro da un anno o più.

Il tasso di disoccupazione trimestrale è pari al 12,0%, in crescita di 1,5 punti percentuali rispetto a un anno prima; per gli uomini l’indicatore passa dal 9,8% all’attuale 11,5%; per le donne dall’11,4% al 12,8%. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni sale al 37,3% (+3,4 punti percentuali), con un picco del 51,0% per le giovani donne del Mezzogiorno.

Dopo sette trimestri di discesa, torna ad aumentare il numero di inattivi 15-64 anni (+1,2%, pari a 172.000 unità), a motivo sia di quanti cercano lavoro non attivamente sia di quanti non cercano e non sono disponibili a lavorare. L’aumento in più di nove casi su dieci riguarda gli uomini, e coinvolge soprattutto i giovani di 15-34 anni

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La Geografia dell’Italia sta cambiando in questa crisi. Impressionante e’ pero’ la dinamica geografica che disegna 3 Italie:

A) La Lombardia che tiene: dove l’occupazione e’ crescita di 30.000 unita’ (+0,7% di occupati in un anno) e la disoccupazione s’e’ stabilizzata

B) Il Resto del Centro-Nord in forte difficolta’: gli occupati sono calati di ben 280.000 unita’ (-2,3% in un anno) con disoccupazione ovunque in evidente crescita. Per capirsi nel Lazio si sono persi 74.000 posti di lavoro, in Veneto 50.000, in Piemonte 40.000 ed in Emilia Romagna 31.000.

C) Il Mezzogiorno al collasso: gli occupati sono calati di ben 336.000 unita’ (-5,4% in un anno) con disoccupazione ovunque in fase esplosiva. In Puglia situazione drammatica con 104.000 posti di lavoro persi, 84.000 in Sicilia e ben 54.000 in Sardegna.

 

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 EUROPA: A LUGLIO DISOCCUPAZIONE STABILE AL 12,1% NELL’EUROZONA

Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile nell’eurozona per il quarto mese consecutivo attestandosi al 12,1% a luglio, lo stesso livello di giugno. Lo rileva Eurostat, sottolineando che nell’Ue a 28 Paesi il tasso è rimasto a sua volta stabile all’11%. L’istituto statistico di Bruxelles rileva che c’erano a luglio 26,654 milioni di disoccupati nel complesso dell’Ue, di cui 19,231 milioni nell’area della moneta unica, dove il numero è calato di 15 mila unità. Tuttavia, rispetto al 2012, i disoccupati sono 1,008 milioni in più nell’eurozona, ed in un anno il tasso e’ passato dall’11,5% al 12,1%.

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NEGLI ULTIMI 3 MESI QUALCHE SPIRAGLIO NELL’EUROPA PERIFERICA, MENTRE IN OLANDA LA SITUAZIONE PEGGIORA

I tassi di più alti si registrano in Grecia (27,6% a maggio) e Spagna (26,3%), mentre i più bassi sono quelli di Austria (4,8%) e Germania (5,3%). Sale invece il tasso di disoccupazione giovanile. Tra gli under 25, ancora nella zona dell’euro, tocca il 24% a luglio, dal 23,3% dello stesso mese dello scorso anno. Nell’Ue a 28, invece, il tasso aumenta al 23,4% dal 22,9% di luglio 2012. Tra i singoli Paesi, registrano una disoccupazione giovanile più alta Grecia (62,9% a maggio), Spagna (56,1%) e Croazia (55,4% nel secondo trimestre).

unemployment

Nei paesi piu’ significativi la situazione e’ la seguente a luglio 2013:

– Germania:  5,3% (-0,1% su luglio 2012, -0,1% su aprile 2013)

– Francia:  11,0% (+0,8% su luglio 2012, +0,2% su aprile 2013)

– Italia:  12,0% (+1,3% su luglio 2012, indentico ad aprile 2013)

– Spagna:  26,3% (+0,9% su luglio 2012, -0,2% su aprile 2013)

– Olanda:  7,0% (+1,7% su luglio 2012, +0,5% su aprile 2013)

– Belgio:  8,9% (+1,3% su luglio 2012, +0,3% su aprile 2013)

– Polonia:  10,4% (+0,2% su luglio 2012, -0,2% su aprile 2013)

– Portogallo:  16,5% (+0,5% su luglio 2012, -0,8% su aprile 2013)

– Cipro:  17,3% (+4,1% su luglio 2012, +1,5% su aprile 2013)

 

 

Conclusioni: la situazione pare stabilizzarsi sia in Italia che in Europa. Il saldo dal 2008 al 2013 e’ devastante sia in Italia che in Europa (specie nell’Europa periferica) .

 

By GPG Imperatrice

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