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Disastro ferrovie tedesche: lo strumento della “Transizione verde” nei trasporti è un disastro completo

 

La Germania, il paese che spinge di più in Europa per la transizione verde, ha deciso di introdurre il “Biglietto unico ferroviario” a 9 euro nel tentativo di convincere i pendolari e i viaggiatori a non prendere più auto o aereo, ma la mossa rischia di essere un boomerang, l’ennesimo di un’Europa velleitaria e non più in grado di programmare alcunché. Questo perché…. il sistema ferroviario tedesco cade, letteralmente, a pezzi.

Come riporta Handelsblatt c’è il caos sulla rete ferroviaria tedesca. Venerdì, ad esempio, 309 treni sono stati involontariamente fermati dalla filiale per il  trasporto merci di Deutsche Bahn. Il giorno prima, DB Cargo aveva avvisato i  clienti che qusto sarebbe stato un anno tremendo: sui tutti i corridoi ferroviari essenziali, dal Reno alle Alpi, dalla Scandinavia al Mediterraneo o dal Mare del Nord agli Stati baltici, ci saranno mesi di interruzioni a causa dei lavori di costruzione. I clienti industriali, furiosi, non hanno potuto dire che  “La rete è crollata”.

Non che i treni passeggeri non mostrino i limiti del materiale. Solo circa due terzi dei treni a lunga percorrenza erano puntuali ad aprile. Se i segnali o gli interruttori non girano, il sistema di condizionamento dell’aria si guasta o i servizi igienici sono difettosi. Insomma uno schifo, per tutti.

Però a pagare il prezzo maggiore è il trasporto merci: poiché i treni passeggeri hanno la precedenza sul traffico merci nella rete, DB Cargo ha già ridotto volontariamente i volumi di trasporto al fine di evitare un blocco totale dei trasporti.

“Si tratta di discutere con le aziende quali merci devono essere trasportate e quando per alleviare la rete”, spiega un portavoce della filiale del trasporto merci ferroviario. Le aziende si erano dimostrate molto pragmatiche nei colloqui.  Nel frattempo però bisogna costruire, se no i problemi non si risolveranno mai.

Perché questo caos? Perché dalla privatizzazione nel 1990 vi è stato un calo brutale degli investimenti e delle manutenzioni. La rete è diventata quindi sempre più vecchia e inadeguata. Ora il governo ha stanziato molto più soldi, ma costruire su una rete esistente significa chiuderla parzialmente con quello che ne consegue. Si cerca di tamponare cambiando le programmazioni e facendo viaggiare i treni merci anche di domenica, ma non è sufficiente. I 13 miliardi di investimento nella rete sono quasi una disgrazia e gruppi come la BASF hanno deciso di tagliare il treno e tornare all’inquinante trasporto su gomma. Almeno quello arriva.

Ora il governo tedesco “Verde” vuole puntare sul trasporto ferroviario e scopre di non avere una rete, anzi di non avere proprio nulla, proprio per l’austerità degli ultimi trent’anni, che ovviamente non si può invertire in un semestre, ma richiederà anni di lavori rendendo il “Biglietto unico a 9 euro” una trovata demagogica. Però  fino a ieri bisognava essere “Competitivi” e “Austeri”. Intanto il Giappone avrà il 260% di rapporto Debito/PIL, ma ha anche la miglior rete ferroviaria al mondo, che accentua l’efficienza del sistema economico.

I Tedeschi hanno il “Freno del debito”, ma i freni non trasportano né merci nè passeggeri. Li lasciano a terra…


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