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Dire NO, quando il DIRITTO POSITIVO viola spudoratamente il DIRITTO NATURALE

 

Scritto da Valentina Lucarelli e Dario Polini

Alla Commissione Europea non sta’ bene il nostro Documento Programmatico di Bilancio per l’anno 2019 ! Diretta emanazione del Governo Italiano sostenuto dalla maggioranza Parlamentare eletta da regolari elezioni politiche di Marzo 2018.
DPB espressione di uno Stato, di una politica retta da un Suffragio Universale Italiano, con la finalità di sopravvivenza, di autoconservazione, di uscita dalla crisi economica nazionale, ridando impulso alla nostra economia, favorendo lo sviluppo e l’avvio di nuove imprese, con conseguente creazione di nuovi posti di lavoro, sostenendo la capacità di spesa dei cittadini, favorendo la ripresa della domanda interna distrutta dalle politiche di austerity, cercando di risollevare artigiani, commercianti, partite iva che più di tutti hanno pagato la crisi, con provvedimenti come la Pace Fiscale o la Flat Tax.

Ma per l’organo Europeo è negativa la valutazione preliminare sul rispetto delle regolette dei numeretti casuali : il Fiscal Compact (firmato da Mario Monti nel 2012) prevede il pareggio in bilancio ma di fatto è un’austerità illegale (nulla) per contravvenzione di fonti di diritto gerarchicamente superiori (Trattati UE) (che prevedono il 3% del rapporto deficit pubblico/PIL) , come autorevolmente affermano diversi economisti, che auspicano anche, con le prossime elezioni Europee, una modifica ai Trattati UE che prevedano una soglia più elevata e oculata rispetto al detto numeretto casuale. Altro numeretto estratto dalla boccia dal bambino bendato è il 60% cui deve tendere la costante riduzione del debito pubblico rispetto al PIL : peccato che con il divieto per la Banca di Italia di emettere denaro, la stessa può solo emettere titoli di Stato i cui interessi aumentano, solo per questo e con un meccanismo perverso, il nostro debito pubblico. Con l’aggravante di uno Spread movimentato ad arte dagli speculatori che vogliono far crescere il debito pubblico Italiano come leva ricattatoria su un Governo voluto da elezioni politiche del Popolo.
Scena già vista con il Governo Berlusconi, ora basta non cascarci e tenere la barra ferma come ogni capitano è in grado di fare…..

Perché ?

Perché l’UE è una realtà politica (non territoriale, non di governo) che svolge, con la sua attività normativa e giudiziaria, una funzione di indirizzo della condotta degli Stati che la compongono, con dichiarata finalità di “promuovere il benessere dei suoi popoli” (Art. 3, punto 1, Trattati Consolidati UE).

Ma se l’UE, con regolette in barba alle finalità dei Trattati UE, dice a uno Stato membro come l’Italia di buttarsi nel fosso ?
Alias : rinunciare alla ripresa economica, a ridiventare un competitor e costringendoci alla svendita dei beni pubblici a favore degli Stati prepotenti che sostengono gli eurocrati.

Noi che facciamo, ci buttiamo ?
No !

No, perché è contro ogni buon senso, ogni autoevidenza di ovvietà, è contro ogni istinto naturale di autoconservazione, istinto naturale di difesa, contro il presupposto razionale e sociale di giusto e buono, è contro la natura umana, detto in altre parole, è contrario al Diritto Naturale che è sottinteso da sempre ad ogni ordinamento giuridico, ad ogni Diritto Positivo scritto, quello codificato qualunque ne sia la fonte.
Quando il Diritto Naturale, nei termini esposti, è violato spudoratamente dal Diritto Positivo, questo è nullo.
Il Diritto Naturale ha trovato ovvio riconoscimento sin dalla nascita dell’essere umano come senziente, dai tempi dell’età classica del Sec. V a.C., alla filosofia Greca e Latina antica, al Diritto Giustinianeo, fino all’epoca moderna. Esempi pratici ne sono : la legittima difesa, il diritto alla vita, il diritto alla salute, il diritto alla proprietà (come prolungamento delle nostre facoltà), il divieto di induzione in schiavitù, ecc.
Nel “Minosse” (opera di filosofia antica greca Platonica) si afferma : “La vera legge è solamente quella giusta (nei termini basici sopra esposti di Diritto Naturale), e ciò che non è retto (orthòn) può sembrare legge agli insipienti, ma invero è illegale (ànomon)”. Insipienti sono questi eurocrati, vanno cambiati.
Molte norme scritte hanno codificato in parte le norme del Diritto Naturale, pensiamo ai principi contenuti nelle Costituzioni, mischiandole però col passare del tempo a norme Costituzionali di segno diametralmente e paradossalmente opposto, erodendo e svuotando di fatto quei principi iniziali. Anche per questo la norma Costituzionale introdotta nel 2012 del pareggio di bilancio dovrebbe essere nulla, infatti condanna all’immobilità politica e alla disfatta socio-economica di uno Stato.

Valentina Lucarelli e Dario Polini


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