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Dieci anni dopo il divorzio del 1981 Andreatta confessa: fu congiura aperta per impedire al dissenso di organizzarsi.

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Nel 1981 avvenne ciò che comunemente viene ricordato con il nome di “divorzio” tra il Ministero del Tesoro e la Banca d’Italia. Con un semplice scambio epistolare tra Beniamino Andreatta e Carlo Azeglio Ciampi fu conclusa un’epoca. La Banca d’Italia non aveva più l’obbligo di finanziare la nostra spesa pubblica sovrana, non era più tenuta ad acquistare i titoli di Stato che rimanevano invenduti alle aste. Il finanziamento del nostro debito da allora dipese esclusivamente dai mercati.

Circa gli effetti del divorzio sono i numeri a parlare, con un raddoppio del rapporto debito/pil in appena dieci anni:

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Ma la verità la raccontò a tutti anche lo stesso Andreatta, sulle colonne di “Il Sole 24” già nel 1992, frase che ho riportato integralmente anche nel mio libro “Il tramonto della democrazia”:

Il divorzio non ebbe allora il consenso politico, ne’ lo avrebbe avuto negli anni seguenti; nato come “congiura aperta” tra il ministro e il governatore divenne, prima che la coalizione degli interessi contrari potesse organizzarsi, un fatto della vita che sarebbe stato troppo costoso – soprattutto sul mercato dei cambi – abolire per ritornare alle piu’ confortevoli abitudini del passato”. (clicca qui per l’articolo del quotidiano).

Tutto vero. Infatti oggi siamo letteralmente terrorizzati dal ritorno alle “più confortevoli” abitudini del passato. Ma quelle confortevoli abitudini altro non sono che la democrazia e la libertà, per il cui ripristino nessun prezzo può spaventare! 

Avv. Marco Mori – blog scenari economici.it – autore del “Il tramonto della democrazia – analisi giuridica della genesi di una dittatura europea” acquistabile su www.ibs.it

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