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Deutsche Bank – Commerzbank: una fusione all’orizzonte (di Tanja Rancani)

 

 

Il giorno 8 Dicembre la FAZ domanda in un titolo cosa accadrebbe se Deutsche Bank e Commerzbank venissero fuse. Una questione preoccupante o solo una delle tante fusioni tecniche nel mondo dell’alta finanza, che cerca comunque di valorizzare delle “sinergie”? Traduco in grossi schemi, prima di arrivare alle conclusioni per i scenari economici nostrani.

Onde aiutare i due colossi finanziari a risollevarsi dalla crisi prolungata nella quale versano, il ministero delle finanze tedesco riflette su una possibile fusione, questo secondo fonti (non specificate) dal ministero. Lo scenario è stato  descritto dalla rivista Focus, ma non commentato dalle due banche o dal ministero delle finanze.

Già da qualche mese comunque circola questa notizia insider tramite l’agenzia Reuters, che specificamente dichiara che questa sia un opzione valutata nel del ministero delle finanze e da parte del socialdemocratico Olaf Scholz. Secondo Focus lo Stato tedesco potrebbe entrare come azionista di  maggioranza in Deutsche Bank per un tempo limitato a 5 anni, potendo quindi fare questa operazione. Commerzbank è già in possessione maggioritaria dello Stato tedesco al 15%.

Un secondo scenario potrebbe essere il rifinanziamento di Deutsche Bank attraverso finanziatori privati, quali l’industria tedesca e possibilmente dei prestiti Statali, quindi al fine di poter trovare i fondi necessari per rilevare Commerzbank. Oppure viene discusso nel ministero la possibilità di fondare una Holding nella quale entrambi le banche aderiscono confluendo le proprie azioni.

Incalzato diverse volte dai giornalisti, il CEO di Deutsche Bank Christian Sewing, ha commentato che una fusione non sarebbe in prospettiva almeno per i prossimi 12-18 mesi, perchè prima la banca dovrebbe fare i propri compiti(?): nelle ultime settimane infatti i titoli della banca sono stati messi a dura prova dallo scandalo Danske-Bank, conti off-shore i cosiddetti “Panama-Papers” e lo scandalo riciclaggio, raggiungendo un minimo storico del valore delle azioni sui mercati finanziari. Comunque le obbligazioni di Commerzbank non sono messe tanto meglio, anzi!

Così descrive la FAZ brevemente la situazione a metà Dicembre 2018. Visto che i giornalisti nostrani amano occuparsi delle vacanze sciistiche di Alessandro di Battista e dei panini alla Nutella di Salvini, le conclusioni in prospettiva agli scenari economici li faremo noi. In effetti proprio questo mese abbiamo capito che ce stato un accordo tra Deutsche Bank e MPS su 17,5 milioni di euro, che la prima dovrà versare alla seconda come risarcimento. Ma Deutsche Bank ha ancora diverse gatte da pelare nel nostro paese e noi cittadini vorremmo avere delle risposte! Ad esempio come è andata a finire la questione “manipolazione di mercato e abuso di informazioni privilegiate” di Deutsche Bank sui nostri BTP del 2011, il colosso bancario fu indagato dalla corte di Trani e per un ammontare di ben 7 miliardi di euro.

Non da meno è una riflessione sull’importanza del mercato italiano per Deutsche Bank, siamo difatti l’asset più importante in Europa e questo mi crea sinceramente qualche disaggio. La banca è presente su tutto il territorio nazionale, anche offrendo servizi terzi a Poste Italiane o Cassa Depositi e Prestiti. Pensate che era tra i fondatori dell’Istituto di Credito Fondiario, quindi circa 150 anni fa. Le prime attività di Deutsche Bank in Italia riguardano il collocamento di obbligazioni per il Governo italiano, di diverse province, di enti territoriali e di società ferroviarie. Insomma questo colosso tedesco fa parte del nostro tessuto finanziario come se fosse nostrana. Anche se Deutsche Bank ha aperto il primo ufficio di rappresentanza solo nel 1977, il legame istituzionale con il Paese è di antica data. Nel 1883 ha partecipato alla sottoscrizione delle obbligazioni del Comune di Roma, nel 1890 ha costituito i consorzi di garanzia per le prime emissioni obbligazionarie italiane. E stata inoltre cofondatore nel 1894 della Banca Commerciale Italiana. La presenza nel Paese si è rafforzata negli anni con l’acquisizione di Banca d’America e d’Italia (1986), Banca Popolare di Lecco (1994), Finanza & Futuro (1995) e Milano Mutui (1996).

Insomma la prospettiva di fusione con un’altra banca tedesca in condizioni più che critiche, appunto la Commerzbank, che con il suo asset di NPL spaventa  persino JP Morgan, non è delle più rasserenanti. Io spero che non si vorrà procedere su base della bad company, ossia quel giochetto che si fa quando si ha una parte sana e una malsana di un azienda (o diverse aziende), creando l’azienda cattiva dove depositare NPL’s, titoli tossici, querele e i rispettivi risarcimenti e ovviamente tutto il direttivo scomodo! E la banca buona che si tiene quindi gli asset strategici e performanti. Potete immaginare che fine che fa la bad company e con questo tutte le grane legali di Deutsche Bank, non solo nel nostro paese, vero?

A proposito oggi il titolo Deutsche Bank è sotto i 7€, tenete presente che il prezzo minimo sotto al quale il titolo diviene un osservato speciale è di 8€. E Commerzbank? – 1.08% siamo a 5.68€/azione. Teniamo quindi i nostri fari puntati su questa situazione dei virtuosi tedeschi, che la polveriera sulla quale siamo seduti (anche noi), rischia seriamente di provocare la prossima crisi strutturale dell’eurozona!


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