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DEF: realismo ottimo, ma bisogna fare di più. I vincoli europei sono dannosi

Oggi il DEF, Documento di Economia e Finanza, è stato presentato. I contenuti erano attesi da un po’:

  • Un rallentamento del PIl dal 1 allo +0,2%. Sembra una taglio notevole, ma a politiche predefinite dal governo Gentiloni (con disavanzo solo allo 0,8% del PIL) avrremmo avuto una decrescita almeno dello 0,5-0,6%;
  • La crescita attesa dal reddito di Cittadinanza sarà dello 0,2%, cosa ovvia essendo trasferimenti che poi si trasformano in consumi, più che in investimenti;
  • I due miliardi messi da parte per gli “IMprevisti” resteranno tali;
  • il debito passa dal 132,8% tendenziale e 132,6% programmatico contro il 132,2 previsto, un lieve ritocco, ma se il PIL non cresce come dovrebbe, non si può fare altro.
  • la copertura dei possibili aumenti IVA è da trovare, e restano quindi le clausole di salvaguardia.
  • Lo sblocca cantieri ed il decreto crescita dovrebbero generare un extra 0,1% rispetto allo 0,1% finora programmato, tutto principalmente dovuto al reddito di cittadinanza

Non c’è stata una conferenza stampa comune con Tria e questo sicuramente indica una certa freddezza nei rapporti fra ministro incaricato e parte politica della maggioranza. Comunque la situazione viene a mostrare , in modo lampante, l’inadeguatezza di una politica economica europea fatta solo di vincoli e di lacciuoli, di vincoli inviolabili creati in altri momenti, per affrontare altri problemi economici, e che invece vengono applicati ora, esattamente come curare una persona ferita con un anticoagulante  utilizzato per curare un ictus la settimana precedente.

Quando furono stabiliti i limiti di Maastricht l’inflazione era ancora vista come un elemento presente, con quella italiana sopra il 5%, quella tedesca attorno al 6% e si fissarono limiti basati sul momento e sul ricordo dei 10 anni precedenti, limiti che ora sono insensati, inadatti ad un ambiente di stagnazione e di deflazione, eppure, assurdamente, si prosegue a propinare ad un paziente la cura sbagliata per il momento, solo perchè quella cura fu prescritta in un momento diverso. Purtroppo la flessibilità e la duttilità di pensiero sembrano elementi estranei alla politica europeaa e questo ,, prima o poi, ne causerà una crisi irreversibile, se non curata.

 

 


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