Economia
Dazi USA: Cosa può fare l’Italia (a cura di Primo Gonzaga)
Cosa fare per affrontare la crisi legata all’imposizione dei dazi

PARTE I – SINTESI
Vorrei sottolineare che:
1) Gli USA nel breve CONTINUERANNO AD IMPORTARE in quanto non possono in alcun modo sostituire tutte le merci con produzioni interne. Ridurranno un po’ ma non in maniera significativa.
2) I DAZI SONO DIFFERENZIATI PER PAESE e in una battaglia competitiva favoriranno i prodotti con dazi minori rispetto a quelli con tariffe maggiori.
In altre parole, ci sarà un vantaggio relativo per i paesi con dazi minori, rispetto ad esempio, a Cina e Vietnam (che triangola prodotti cinesi)
Per questo la Politica dei dazi, avrà due effetti:
1) ridurre l’approccio mercantilista e globalista
2) redistribuire una torta tra paesi e quindi ridisegnare i rapporti commerciali di mezzo mondo
Come sopravvivere a questa bordata USA? In due modi:
- A) ampliando il mercato interno con una manovra espansiva
- B) trattando con gli USA da alleati, ottenere dei dazi competitivi e riprendendoci una fetta di produzione delocalizzata in Cina (per questo ci sarà anche per noi la possibilità di riconfigurare i dazi verso paesi che fanno del dumping salariale e ambientale la loro forza).
PARTE II – ANALISI DEI DATI
Per chi vuole approfondire in seguito offriamo una analisi del documento originale della Casa Bianca, e indichiamo i dazi differenziati per paese e infine i dati di import Export di ICE dai quali si può facilmente evincere l’impatto macroeconomico sull’Italia
- IL DECRETO ESECUTIVO
Per intraprendere un negoziato corretto e vincente è necessario analizzare le ragioni del Decreto Esecutivo (sotto due parti tradotte del documento originale) e comprendere quali sono i settori più sensibili ai dazi e quelli meno sensibili.
Fonte (Casa Bianca con nostra traduzione )
Leggendo il documento risulta chiaro che gli USA non vogliono più dipendere da altri e soprattutto non vogliono più dipendere da partners commerciali (CINA) che poi sono competitors geopolitici e nello sviluppo di armamenti che ne compromettano la sicurezza.
In questo senso l’Italia non risulta affatto un competitor sia perchè alleato di lungo periodo sia per la tipologia delle sue produzioni esportate in USA
E’ evidente che gli Europei hanno un vantaggio competitivo su Cina Taiwan etc. Perchè in parte l’import si ridurrà di qantità, ma andrà soprattutto a ridurre quei paesi con Dazi più alti quindi la “torta” sarà più piccola ma all’interno l’Italia potrà ricavarsi uno spazio più ampio.
I NUMERI DEL CONTENDERE (ITALIA SI PUO’ RICAVARE BENISSIMO UNA NICCHIA)
Facciamo un esempio numerico per far comprendere meglio:
Nel 2023 import complessivo USA è stato di 3.000 mld (con un saldo negativo superiore a 1.000 MLD
La Cina ha esportato in USA circa 427 Mld con un saldo positivo di 279 mld
La Germania ha esportato in USA circa 159 Mld con un saldo positivo di 83 mld
L’Italia ha esportato in USA circa 72 Mld con un saldo positivo di 44 mld
Ora poniamo che la politica dei dazi permetta di ridurre l’import USA del 10% portandolo a 2.700 con 900 Miliardi di saldo negativo . Sarà un mercato ridotto, ma ancora amplissimo. Ebbene se i dazi andranno a penalizzare la Cina e gli altri paesi con dazi doppi rispetto all’Italia , noi potremo prendere una parte del mercato abbandonato dai competitors cinesi vietnamiti etc .
Questo è obiettivo Italiano, sostituire i competitors sgraditi e inserirsi da alleati nelle filiere strategiche USA dalle quali saranno espulsi paesi con politiche di potenza non accettabili dagli USA
(fonte ICE)
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