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DAZI EUROPEI: o l’Unione compensi in abbondanza le nostre filiere o METTIAMO IL VETO AI DAZI ALLA RUSSIA

 

 

Già da Luglio si parlava dei dazi americani ai prodotti di europei a causa dei contributi europei al consorzio Airbus. Dai primi di settembre c’era la certezza che il WTO avrebbe condannato l’Unione. La procedura per questi dazi fu addirittura iniziata dal presidente Obama, per cui questo risultato era perfettamente prevedibile ed evitabile da tempo, addirittura, dai tempi del governo Gentiloni. In queste pagine a luglio avevamo suggerito che, per evitare questa grana enorme, il ministro degli esteri tecnico Moavero Milanesi si muovesse per tempo, magari supportando qualche iniziativa di carattere politico, come la partecipazione alle pattuglie nel Golfo Persico. Non c’è un ministro degli esteri che se ne sia interessato. Infatti:

  • Alfano, al termine del proprio mandato, se ne è infischiato;
  • Moavero Milanesi, tecnico intoccabile, se ne è fregato, come un po’ di tutta la politica estera italiana;
  • Di Maio ha ereditato una situazione compromessa e, sinceramente, si è mostrato in grado solo di collezionare qualche gaffe, senza essere in grado di fare nessun colpo di reni.

Ora per colpa dei contributi dell’Unione ad un consorzio Francese, Tedesco, Inglese e Spagnolo, Airbus saranno penalizzati con un dazio del 20% sul prezzo all’ingrosso, che si tramuterà in un aumento al dettaglio del 10%. Ora anche se è vero che i prodotti italiani sono di fascia alta è probabile che si trovino spiazzati di fronte ai concorrenti, creando perfino spazio per la minaccia strategica della nascita di un settore dell’imitazione “Parmesan” di altra gamma. L’imitazione nord americana già esporta più dell’originale italiano.

Quindi siamo stati colpiti dai dazi per colpa di azioni fatte dall’Unione a favore di altri stati, contro il nostro interesse, e non siamo stati in grado di evitarli per una politica estera serva dell’Europa. A questo punto le nostre filiere alimentari, dal formaggio al prosciutto cotto ai liquori, è messa a rischio. Ricordiamo il caos causato da una crisi limitata nel settore del latte ovino appena un anno fa, con i pastori che vuotavano il latte per strada. Chi tutelerà adesso gli agricoltori e le loro famiglie?

Si parla di fondi di compensazione da parte dell’Unione, ma questi devono essere Rapidi, Abbondanti e Capillari. Il danno è figlio di un comportamento illegittimo di Bruxelles a favore di Francia e Germania, ed adesso devono pagare per i 450 milioni di export danneggiati. Se questo non accadrà l’Italia DEVE porre il veto al rinnovo dei dazi alla Federazione Russa. Con quella decisione ci siamo giocati un miliardo di export agroalimentare in Russia, mentre sono state esentate le auto tedesche, la cui esportazione è perfino aumentata. Se il governo non prende questa decisione si rivela per quello che sembra essere stato fin dai primi giorni: un governo succube, senza spina dorsale, senza idee che non sia la pura sottomissione a Bruxelles. Gli italiani lo noteranno e se ne ricorderanno.

 

 


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