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DA QUANDO IN QUA GLI SCHIAVI PAGANO LE PENSIONI ?

 

L’uscita di Tito Boeri, presidente dell’INPS, per cui senza immigrati si perderebbero 37 miliardi di euro… in 22 , cozzano contro ogni comune logica.

Basterebbe fargli notare che chi sta pagando ora i contributi INPS non è sicuramente sbarcato né quest’anno né lo scorso anno sulle nostre coste, ma si tratta di immigrati di lungo termine, molti dei quali dell’est Europa, che si è ormai perfettamente integrato nel tessuto sociale e lavorativo nazionale, spesso anche con qualifiche elevate .

Bisognerebbe far notare anche al dott. Boeri, come a tutti i Soloni che parlano di immigrati che ci pagano le pensioni, che nel 2015 gli immigrati hanno inviato rimesse all’estero per 5,2 miliardi di euro. Dato un tasso di risparmio del 8,5% medio (dati istat) abbiamo avuto un danno al PIL nazionale per ben 4,795 miliardi:  infatti se i lavoratori in oggetto fossero stati italiani non avrebbero operato rimesse all’estero. Calcolata una pressione reale fiscale sul PIL del 50,2% (CGIAA di Mestre) abbiamo un calo di entrate fiscali pari a 2.379 milioni di euro, superiore al mancato introito per contributi previdenziali nel caso non vi fossero immigrati, per .1618 milioni. Caro Boeri , anche i numeri ti danno torto.

Aggiungiamo poi che nel caso non vi fossero migranti avremmo come risultato NON che non vi sarebbe produzione, ma semplicemente che la stessa sarebbe svolta con un maggior uso della meccanizzazione e, quindi una maggiore produttività. Iniziamo sfatando un mito

Con lo stesso logico ragionamento nel settecento le Colonie del Sud degli USA importarono centinaia di migliaia di schiavi, per ottenere forza lavoro a basso costo

Vi fu una sanguinosa guerra civile, centinaia i migliaia di morti, etc. Pensate che ora in Alabama importino immigrati per accogliere il cotone ?

Ecco come si raccoglie il cotone negli USA oggi, e cotone di qualità!

Passiamo ai pomodori. Si possono far raccogliere dagli schiavi in condizioni di semi schiavitù, come piace tanto a Gassman j.

Oppure raccoglierle in modo moderno, automatizzato e con grande efficienza.

Certo, un po’ più asettico, non c’è quel sapore di Sud degli Stati Uniti così romantico, che rimanda a bianche ville con Rossella O’Hara che vi attende e schiavi buoni che vi salutano… Ah, ma la schiavitù sarebbe un male…

Perché diciamolo chiaramente: L’ALTO COSTO DEL LAVORO PORTA ALL’EVOLUZIONE TECNOLOGICA ED AL MIGLIORAMENTO DEI PROCESSI PRODUTTIVI. Importare schiavi come stiamo facendo ora porta solo ad un abbassamento della produttività del lavoro, oltre ad essere inumano per le persone portate qui da quei moderni schiavisti che sono le ONG. La dignità e l’umanità vorrebbero che queste persone potessero lavorare nei propri paesi, arricchendoli,  e permettendo a noi di evolvere tecnologicamente. Invece si sceglie l’impoverimento per tutti.

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