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Cuba: manifestazioni di massa per il caro prezzi e la mancanza di cibo. Rivoluzione “Arancione” in arrivo?

Migliaia di cubani hanno marciato domenica sul lungomare Malecon dell’Avana e altrove sull’isola per protestare contro la carenza di cibo e i prezzi elevati durante la crisi del coronavirus, in una delle più grandi manifestazioni antigovernative in memoria. Molti giovani hanno preso parte alla protesta pomeridiana nella capitale, che ha interrotto il traffico fino a quando la polizia è intervenuta dopo diverse ore e ha fermato la marcia quando alcuni manifestanti hanno iniziato a lanciare sassi.

A L’Avana, centinaia di persone si sono radunate in varie strade e viali, principalmente nelle vicinanze del Malecón. I rapporti raccolti  indicano che i manifestanti hanno marciato attraverso San Lázaro, Galiano e 23 fino a raggiungere il Malecón dove ci sono stati scontri tra manifestanti e polizia. Altri scontri si registrano a Camaguey e Guira de Melena

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel è apparso in televisione per condannare le proteste e ha invitato i sostenitori del governo a scendere in piazza in risposta. “Chiediamo a tutti i rivoluzionari del paese, a tutti i comunisti, di uscire in strada e di andare nei luoghi in cui avranno luogo queste provocazioni”, ha detto Díaz-Canel. “L’ordine per la battaglia è dato: in piazza, rivoluzionari”.

Alcuni sostenitori sono scesi quindi in piazza per sostenere il governo:

Membri del governo cubano hanno chiamato in causa l’ingerenza degli USA nelle manifestazioni

“Il dipartimento di Stato USA e i suoi funzionari, coinvolti sino al collo nel promuovere l’instabilità sociale e politica a Cuba, non dovrebbero esprimere la loro ipocrita preoccupazione per una situazione sulla quale hanno puntato. Cuba è e resterà una nazione pacifica, al contrario degli USA”.

Julie Chung, assistente del Segretariop di Stato per l’Emisfero occidentale ha twittato: “Le proteste pacifiche stanno crescendo a Cuba mentre il popolo cubano esercita il suo diritto all riunionea pacifica per esprimere preoccupazione per l’aumento dei casi/decessi COVID e della carenza di medicinali. Lodiamo i numerosi sforzi del popolo cubano che mobilita donazioni per aiutare i vicini bisognosi“.

Tutto lascia pensare che, dopo la crisi economica causata dal Covid-19 e che si è innestata su una situazione economica non facile, accentuata dalle misure restrittive del governo USA, Cuba stia covando una rivoluzione “Arancione”, cioè a controllo filo americano e simile a quella Ucraina. Vedremo se la repressione del governo comunista, ora che la famgilia Castro ne è uscita, sarà sufficientemente rigida dal fermarla sul nascere.

 

 

 


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