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Crisi silenziosa della logistica USA: se le merci non viaggiano, l’economia reale frena

Se la logistica americana frena, l’economia reale è nei guai. Oltre 3.700 licenziamenti tra magazzini, fabbriche e trasporti svelano il calo della domanda reale che si cela dietro i finti ottimismi finanziari.

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Dietro la narrazione di un’economia americana che viaggia apparentemente a gonfie vele, trainata dai listini azionari da record e dalle narrazioni rassicuranti, c’è un indicatore anticipatore che sta lampeggiando in rosso intenso: la catena di approvvigionamento. Se la logistica non tira e si occupa di merci, qualcosa non va anche nell’economia reale, anche se tutti fanno finta di nulla. O almeno, banalmente, meno merci stanno viaggiando in questo momento. E se le merci non si muovono lungo il Paese, significa che la domanda aggregata – il vero e insostituibile motore del sistema economico secondo la dottrina keynesiana – si sta pericolosamente raffreddando, come riportato da Freightwaves.

Una recente ondata di licenziamenti lungo l’intera rete della supply chain statunitense ha colpito quasi 4.000 lavoratori. I tagli, documentati ufficialmente dai moduli WARN-Act , moduli di preavviso di licenziamento di massa, depositati in vari Stati e dagli annunci delle singole aziende, si estendono dalla California alla Pennsylvania, colpendo fabbriche, magazzini di terze parti e terminali ferroviari.

Il miraggio dell’auto elettrica e la manifattura in ritirata

I licenziamenti più pesanti, numericamente parlando, provengono dalla filiera automobilistica e manifatturiera. Spicca in modo quasi didascalico il caso di SK Battery America, che ha dovuto licenziare 958 lavoratori (ben il 37% della sua forza lavoro) nel suo modernissimo impianto di batterie per veicoli elettrici a Commerce, in Georgia. La motivazione ufficiale risiede nel calo della domanda di veicoli EV, che sta costringendo le grandi case automobilistiche a rivedere in fretta e furia i loro piani di produzione. La transizione verde, spesso calata dall’alto a colpi di sussidi statali, si scontra brutalmente con le reali propensioni di spesa dei consumatori. Nel frattempo, sul fronte dell’automotive tradizionale, il produttore di componenti First Brands Group, finito in procedura fallimentare (Chapter 11), ha annunciato 905 esuberi totali distribuiti tra gli stabilimenti di Texas e Tennessee.

Magazzini e distribuzione: la frenata della “Third-Party Logistics”

La contrazione morde duramente anche gli operatori logistici di terze parti (3PL), i veri smistatori silenziosi del commercio moderno. Diversi centri di distribuzione stanno riducendo drasticamente il personale a causa di ristrutturazioni aziendali, perdita di importanti contratti commerciali, o per un semplice consolidamento della rete:

  • Saddle Creek Logistics Services: 151 licenziamenti in una struttura a Bessemer, in Alabama.

  • GEODIS Logistics: 105 posti di lavoro tagliati ad Ashville, Ohio, a seguito della chiusura delle operazioni di un cliente chiave.

  • GXO Logistics: chiusura programmata delle attività per conto di un cliente a West Jefferson, Ohio, con il conseguente impatto su 102 lavoratori.

  • CJ Logistics America: 71 licenziamenti annunciati in un magazzino a Fontana, California.

Immagine illustrativa – Unsplash

Ferrovie, spedizioni commerciali e beni alimentari in affanno

Il trasporto su rotaia e le spedizioni rapide non sono immuni dal ciclo economico avverso. L’operatore intermodale Parsec LLC sta letteralmente smantellando diverse strutture di movimentazione merci dopo aver perso contratti di prim’ordine, tagliando decine di posti in Ohio, in Florida, e in South Carolina. Anche colossi indiscussi del calibro di FedEx stanno razionalizzando: la chiusura di un hub in Pennsylvania (63 dipendenti) rientra nella loro nuova iniziativa “Network 2.0”, mirata a recuperare l’efficienza perduta raggruppando le consegne in un modello più scarno.

Tutto questo ci porta a una conclusione economica inevitabile: i famosi colli di bottiglia post-pandemici, dove l’offerta non riusciva a stare al passo di una domanda iper-stimolata, sono ormai un ricordo sbiadito. Oggi il problema è un calo strisciante dei consumi reali, fisici. Si possono pompare i mercati finanziari, ma non si può fingere di trasportare scatole vuote.

La Mappa dei Licenziamenti nella Supply Chain (Marzo 2026)

AziendaPosizione GeograficaSettore OperativoPosti Tagliati
SK Battery AmericaCommerce, GAProduzione batterie EV958
First Brands GroupBrownsville, TX (3 sedi)Produz./Distrib. ricambi auto572
First Brands GroupFayetteville, TNProduzione ricambi auto333
Ashley Furniture IndustriesMesquite, TXCentro di produzione mobili266
Campbell’sParis, TXProduzione alimentare205
WalgreensHouston, TXCentro di distribuzione159
Saddle Creek Logistics ServicesBessemer, ALMagazzino / 3PL151
Parsec LLCJacksonville, FLLogistica intermodale150
Parsec LLCColumbus, OHTerminal ferroviario intermodale115
GEODIS LogisticsAshville, OHMagazzino / 3PL105
GXO LogisticsWest Jefferson, OHMagazzino / 3PL102
HGS CX TechnologiesEl Paso, TXOperazioni assistenza clienti92
Commercial Vehicle GroupPiedmont, ALComponentistica per camion76
CJ Logistics AmericaFontana, CAMagazzino71
Food 4 Less #364Inglewood, CARetail alimentare (Grocery)64
FedExPittston, PALogistica spedizioni63
Boelter / Custom DecoToledo, OHProduzione63
Bluum USAIrving, TXServizi tech / supporto logistico60
Foods Co #371Sacramento, CARetail alimentare (Grocery)58
FreshKO Produce ServicesFresno, CADistribuzione prodotti freschi58
Parsec LLCNorth Charleston, SCLogistica merci su rotaia39
Totale Licenziamenti Confermati3.760

Questi sono posti di lavoro reali che sono andati persi, e che sono l’indice che qualcosa di più profondo non sta funzionando.

 

L’autore Fabio Lugano è laureato con il massimo dei voti alla Bocconi , Fabio Lugano è un esperto di mercati, criptovalute e intelligenza artificiale. In passato è stato consulente al Parlamento Europeo e al Ministero per gli Affari Europei. Oggi aiuta le aziende a creare piani di sviluppo per l’innovazione tecnologica e per l’energia.

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