Seguici su

Energia

Crisi energetica e chiusura di Hormuz: la Corea del Sud torna alle targhe alterne e riaccende il Carbone. Lezioni di pragmatismo

La Corea del Sud risponde alla crisi petrolifera di Hormuz con pragmatismo: targhe alterne per il settore pubblico, ritorno al carbone e al nucleare per salvare l’industria. E per proteggere l’economia, il Presidente vara un extra-budget e blocca i prezzi dei carburanti.

Pubblicato

il

La chiusura dello Stretto di Hormuz sta inviando onde d’urto in tutta l’economia globale, ma c’è chi non resta a guardare passivamente i mercati. La Corea del Sud, nazione dotata di un apparato industriale formidabile ed estremamente energivoro, ha deciso di affrontare la scarsità di petrolio con un pragmatismo che, alle nostre latitudini, sembra ormai dimenticato. Niente panico o proclami ideologici, ma un piano d’emergenza strutturato, che unisce razionamento intelligente, forte intervento statale e un sano realismo sulle fonti energetiche.

A partire da mercoledì, il governo di Seul implementerà un sistema di rotazione obbligatoria dei veicoli per il settore pubblico. Si tratta di un meccanismo basato sull’ultima cifra della targa: le auto sono divise in cinque gruppi e ciascun gruppo dovrà restare fermo un giorno a settimana. Il sistema era già in vigore in forma “morbida”, ma ora i controlli saranno severi e le istituzioni inadempienti verranno sanzionate. I veicoli elettrici e a idrogeno restano logicamente esentati.

Se la crisi degli approvvigionamenti dovesse aggravarsi, portando l’allerta nazionale sulle risorse dal livello 2 (attuale) al livello 3, il razionamento diventerà obbligatorio anche per i privati. L’ultima volta che Seul ha dovuto adottare una misura simile era il 1991.

I Numeri del Razionamento e del Consumo Per comprendere l‘impatto della misura, diamo uno sguardo ai dati:

  • Veicoli coinvolti: 1,5 milioni (limitatamente al settore pubblico).
  • Risparmio stimato: 3.000 barili di greggio al giorno.
  • Consumo totale sudcoreano: 2,8 milioni di barili al giorno.
  • Quota trasporti: circa il 50% del consumo totale.

Può sembrare un risparmio marginale, ma si inserisce in un quadro operativo molto più ampio. Il governo ha infatti chiesto alle 50 aziende più idrovore di idrocarburi di elaborare piani di riduzione dei consumi, offrendo incentivi concreti a chi raggiunge gli obiettivi. Si fa inoltre appello allo smart working e alla flessibilità degli orari per spalmare la domanda di traffico.

La vera lezione di realismo, ma che farà certamente storcere il naso a qualche purista dell’ambientalismo a tutti i costi, arriva sul fronte della generazione elettrica. Per ridurre il consumo di gas naturale liquefatto (GNL), divenuto scarso e costoso, Seul allenterà le restrizioni sulle centrali a carbone nei giorni con bassi livelli di polveri sottili. Contemporaneamente, verranno accelerate al massimo le procedure per rimettere in rete ben cinque reattori nucleari attualmente in manutenzione. Quando l’economia nazionale e la produzione industriale sono a rischio, le utopie lasciano giustamente il passo alla necessità di tenere accese le fabbriche.

Intervento Statale e Bilancio Espansivo Il Presidente Lee Jae Myung non si è limitato a chiedere sacrifici, ma ha agito per proteggere l’economia reale. In perfetto e condivisibile stile keynesiano, ha richiesto la rapida approvazione di un bilancio supplementare d’emergenza per sostenere le piccole e medie imprese e le famiglie vulnerabili, duramente colpite dall’impennata delle bollette.

Inoltre, il governo ha introdotto un tetto temporaneo ai prezzi del carburante per stabilizzare il mercato interno e ha avviato una dura indagine della magistratura su possibili cartelli tra i raffinatori locali. In tempi di crisi, lo Stato interviene pesantemente nell’economia per proteggere la domanda aggregata, calmierare i prezzi e punire senza sconti le speculazioni ai danni dei cittadini.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI
E tu cosa ne pensi?

You must be logged in to post a comment Login

Lascia un commento