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Crisi energetica: aziende forzatamente in ferie in Cina

 

Almeno cinque province della Cina, Guangdong, Anhui, Jiangsu, Zhejiang e Shandong, stanno applicando misure per ridurre il consumo d’elettricità, giungendo ad ordinare di ridurre o sospendere completamente le produzioni industriali, il tutto fino al mese di ottobre.

Tra l’altro ci sono interruzioni programmate di elettricità settimanale nel  Dongguan e Guangdon, e lo stesso, anche se in misura minore, accade anche nelle altre province. In questo caso le aziende cercano di far corrispondere i turni di lavoro con le chiusure o mettono i dipendenti in ferie.

Le aziende del settore del mobile a Houjie, Dongguan, hanno implementato pienamente le misure per limitare l’uso di elettricità a partire da questo mercoledì. Le interruzioni dell’energia sono molto pesanti: le industrie manifatturiere leggere subiscono possono subire l’interruzione dell’elettricità per cinque giorni, e l’erogazione solo per due, ma i settori altamente energivori dovranno chiudere tutta l prossima settimana, fino alle tradizionali ferie di ottobre, per risparmiare energia.  L’energia viene tolta dai settori industriali e convogliata verso i servizi essenziali e domestici per non creare dei problemi insormontabili alle persone. 

Perché avvengono questi lockdown così diffusi? China Business News riporta come gli imprenditori diano la responsabilità alle nuove normative di carattere ambientale che limitano l’uso del carbone nell’attività di generazione elettrica. In realtà il problema economico sembra essere più profondo: l’aumento del costo del carbone, legato alla carenza di produzione nazionale e al non utilizzo, per motivi politici, delle importazioni dall’Australia, ha portato il costo del kilowatt/ora a 0,60 centesimi di yuan, a fronte di un prezzo pagato dal pubblico di 0,40 centesimi. Una perdita per Kilowatt che non tollerabile, se non in modo episodico, anche perchè il carbone / petrolio e Gas Naturale devono essere comprati sul mercato internazionale a prezzi sempre più crescenti.

Le conseguenze per noi sono chiare: l’interruzione delle produzioni industriali in Cina avrà come conseguenza ulteriori rotture di stock nelle forniture internazionali, con un incremento dei già presenti shock sul lato dell’offerta e quindi altri episodi di carattere stagflazionistico.

China Business News ha riferito che il motivo della carenza di alimentazione nel Guangdong, secondo persone che hanno familiarità con la rete elettrica del Guangdong, è che la carenza di energia è la chiave. “Finora la centrale termica non ha funzionato a pieno regime. Una delle unità è fuori servizio e l’altra ha solo la metà della normale fornitura di energia”. “Il prezzo dell’elettricità per kilowattora di energia termica è superiore a 40 centesimi di RMB, ma il costo della produzione di energia ha raggiunto quasi 60 centesimi di RMB. Ciò significa che per ogni chilowattora di elettricità si perde più di un centesimo di RMB. .”


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