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CRIPTO: LA BoJ ESPLORA LA CRIPTOVALUTA DI STATO. Un interessante paper sui pro e contro della CBDC

Da un paio d’anni ormai si parla con sempre più insistenza di CBDC, cioè Central Bank Digital Currency, monete digitali emesse dalle banche centrale, che quindi ne conservano il mining centralizzato (cioè ne controllano l’emissione), ma che, per molti altri aspetti, sono comparabili alle varie criptovalute come Bitcoin, Ethereum etc. La Banca Centrale Giapponese (BoJ) ha recentemente pubblicato un interessante paper in cui analizza in profondità i pro ed i contro di tale soluzione anche perchè considera con attenzione un problema che sinora ha bloccatola loro introduzione: le transazioni offline.

Se una valuta virtuale ben disegnata è resiliente agli attacchi esterni e sicura in modo intrinseco, ed anche i problemi di privacy possono essere limitati tramite una gestione libera e non identificata dei portafogli sino ad un determinato valore, rimane ancora un problema essenziale: come operare nel caso di crollo della infrastruttura tecnologica del web? La verifica delle transazioni deve avvenire tramite connessione internet, se manca questo passaggio viene ad esser impossibile effettuare transazioni. Questo fattore viene ad essere particolarmente critico in un paese in cui i  cataclismi naturali sono frequenti e spesso notevolmente devastanti, come lo Tsunami del 2011.

La soluzione analizzata è interessante e la potremmo definire di “Media Tecnologia”. Invece che affidarsi a paper wallet, a portafogli di carta , di difficile verifica, preferisce affidarsi alluso di smartphone per codificare le transazione dirette fra le persone (peer to peer) denominato DigiTally, in cui lo strumento tecnologico viene utilizzato per  creare un codice che, comunicato alla controparte anche in modo orale, le permette di registrare la transazione e memorizzarla internamente. In questo modo tornano ad essere possibili le transazioni fra singoli utenti anche in caso di interruzione del servizio internet, ma, prima o poi, sarà necessario accedere ad una connessione per “Scaricare” se singole transazioni e farle certificare dalla rete complessiva. Perchè , comunque, lo strumento analizzato dalla BoJ nel suo complesso è uno strumento basato sul sistema chiave pubblica/privata comune alle valute su blockchain.

Quello che è importante, anche se poco analizzato, delle eventuali CBDC è la possibilità di effettuare operazioni di politica monetaria o fiscale in modo immediato. Considerando l’attuale crisi COVID-19, se la Banca d’Italia avesse avuto a disposizione una CBDC, su richiesta del Governo, avrebbe potuto far giungere in modo istantaneo  alla popolazione i contributi economici necessari a superare il lockdown. Inoltre credito e moneta sarebbero istantaneamente controllabili da parte della banca centrale.  Rimane evidente che lo studio della BoJ, approfondito su aspetti molto pratici, sembra aprire veramente le porte ad una soluzione di questo genere.


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