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Credit Default Swap – CDS – se li conosci stai attento e li eviti, oppure ne sei dipendente! (di A. Scarano)

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Nella attuale battaglia finanziarizzata della finanza globalizzata sono disponibili sulla carta sia petardi che bombe nucleari. I CDS sono più somiglianti alle seconde.

Ma che cosa sono i CDS?

Sono qualificati come dei derivati, ovvero prodotti finanziari che derivano il loro valore da una qualche altra cosa chiamata in gergo “sottostante”. I CDS derivano il loro valore da una valutazione del rischio di merito creditizio ovvero dal rischio di default di un emittente titoli di debito.

Per questa natura di essere agganciati al rischio di credito vengono utilizzati come una sorta di polizza assicurativa.

Con tali strumenti finanziari gli intermediari – nella loro pelle speculativa – possono esporsi con grande facilità a grandi rischi concedendo protezione ai fallimenti, ovvero vendendo a raffica queste pseudo-polizze assicurative contro il fallimento (i CDS appunto) a chi voglia al contrario proteggersi da questo rischio.

E come guadagnano questi speculatori? Facile! vendendo queste assicurazioni incassano pingui “premi”, e – da notare – senza però avere l’onere – come invece devono precisamente fare le assicurazioni con complessi modelli attuariali – di accantonare un congruo capitale a fronte del rischio assunto; capitale disponibile nel caso di rimborso accadesse l’evento di fallimento. Da notare che rispetto una polizza RC auto che ha rischi molto distribuiti la vendita di CDS può rappresentare l’accumulazione e concentrazione di rischi in capo di un singolo soggetto, senza che questi debba essere dotato del congruo capitale che possa fronteggiare il verificarsi di quei rischi.

Insomma, una pacchia per chi incassa in continuazione premi!

E nel caso di fallimento?… Beh! dipende.. soprattutto dalle decisioni insindacabili della più potente organizzazione privata finanziaria al mondo: l’ISDA – International Swaps & Derivatives Association. Vedi la scheda sintetica ISDA di seguito.

A volte funzionano come i paracaduti che non si aprono quando servono, ed è per accadimenti storici che in letteratura i CDS vengono anche citati come i paracadute di piombo.

Ad esempio nel caso della Grecia per il fatto che formalmente il debito greco è stato rinegoziato, seppure comportando comunque una perdita di oltre il 50% del capitale facciale, i CDS non hanno rimborsato nulla, venendo tale rinegoziazione interpretata da ISDA non un “evento” di credito coperto dal CDS.

Quando nascono e come funzionano?

ll CDS, come strumento finanziario, nasce nei primi anni ’90 introdotto dalla nota banca d’affari americana J.P. Morgan.

Per fare un esempio pratico, alla data 8 ottobre 2013 per assicurare dal fallimento per la Repubblica Italiana 237,0 punti base ovvero il 2,37% dell’investimento nel titolo. Per assicurare, dunque, 1 milione di euro investiti in BTP occorre spendere 23.700 euro in CDS.

fonte:

http://www.markit.com/cds/most_liquid/markit_liquid.shtml

Se i CDS fossero impiegati correttamente e consapevolmente, questa pratica può  consentire di tenere sotto controllo i rischi e svincolare l’attività di impiego a sostegno dei rischi insiti nell’investimento.

Insomma, dal finire degli anni ’90, i maggior gruppi finanziari mondiali si sono lanciati sui CDS, facendo diventare questo settore massimamente importante sia come potenziali redditi sia come sua influenza sull’intero sistema dei mercati finanziari.

 

Ma dove si comprano e si vendono i CDS?

I mercati finanziari in cui vengono compravenduti i CDS non sono mercati regolamentati: sono i cd, mercati Over The Counter (OTC), mercati “fuori borsa”.

Le contrattazioni avvengono in maniera informale, attraverso conversazioni bilaterali tra le parti (domanda e offerta), via telefono o computer.

Le condizioni contrattuali non devono necessariamente corrispondere a quelle fissate nei contratti standardizzati (ISDA) ma vengono a volte personalizzati ed adattati alla bisogna.

Infatti sono e rimangono dei contratti tra due libere parti.

ISDA questa poco conosciuta superpotenza dei derivati?

L’associazione privata International Swaps & Derivatives Association (ISDA) è stata creata e viene ancora gestita dai principali operatori in derivati.

Stabilisce le varie tipologie di CDS e il contenuto del contratto, nonché di una vasta varietà di derivati finanziari.

L’ISDA svolge alcuni compiti simili a quelli svolti da un Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni sulla standardizzazione delle tipologie dei contratti, ma è una associazione privata ed non ha il crisma di una istituzione pubblica, che cura interessi pubblici.

l’ISDA, è dunque l’associazione finanziaria privata dei maggiori partecipanti del settore dei derivati OTC, e cura – appunto – lo sviluppo di questi mercati e, ovviamente, gli interessi di questi operatori.

I contratti standardizzati, predisposti dall’ISDA sono qualificati ISDA Master Agreement, e sono i contratti generalmente utilizzati per le negoziazioni di strumenti derivati in mercati OTC a livello internazionale anche perchè è integrata in una ponderosa documentazione legale assai estesa, completa e flessibile anche con le condizioni che si applicano automaticamente al verificarsi dell’evento di credito.

Morale, ad oggi, della storia dei CDS

Appare, alla luce della storia finanziaria internazionale moderna, in un certo senso criminogeno che il potere pubblico abbia abdicato – in questo contesto finanziario – al dovere di tutela pubblica rispetto agli effetti pervasivi dell’uso ed abuso dei CDS (e dei derivati in generale) e dunque non abbia concretamente posto in essere degli utili controlli pubblici ed imposto un mercato regolamentato dei CDS nell’interesse pubblico, lasciandolo invece libero di speculare ed imperversare nella supposizione – per molti versi errata – della sua concreta possibilità di autoregolamentazione pur quanto l’autoregolatore l’ISDA è espressione di fatto autoreferenziale dei soli operatori.

Nel caso dei CDS è poi particolarmente grave dato che sia ancora consentito ad alcuni soggetti – non controllati nell’interesse pubblico – che possano emettere e vendere polizze assicurative senza correlato vincolo di adeguato accantonamento di capitale a fronte dei rischi assunti.

SCHEDA ISDA

Creata nel 1985, l’ISDA è l’ente che si occupa della regolamentazione dei contratti derivati sottoscritti in mercati OTC. Aderiscono all’ISDA più di 800 soggetti finanziari che provengono da 60 diversi paesi nel mondo. Sono membri dell’associazione numerosi trader che negoziano nel mercato dei derivati: società, investment managers, governi ed enti sovranazionali, compagnie di assicurazione, aziende attive nel settore energetico ed in quello delle materie prime, nonchè banche internazionali e nazionali. Inoltre sono membri dell’ISDA anche i soggetti primari dei mercati finanziari come le Borse Valori, le clearinghouses, i Monte Titoli, studi legali, società di revisione contabile e altri fornitori di servizi del settore finanziario.
L’ISDA qualifica il proprio ruolo come soggetto referente e coordinatore del buon funzionamento del settore, impegnato a migliorarne la trasparenza con una documentazione standardizzata a livello globale.

http://www2.isda.org/

Alfonso Scarano

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