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COVID-19: IL BUONO, IL BRUTTO, IL CATTIVO, E L’IMPENSABILE. Le quattro possibili evoluzioni economiche e sociali dell’epidemia

Leggendo diversi documenti e previsioni mi sono fatto l’idea che l’attuale epidemia di Covid-19 potrà avere diverse evoluzioni a seconda della capacità di contenerne la diffusione, eventualmente di trovare una cura, anche parziale, o un vaccino. Purtroppo queste ultime possibilità richiederanno, ad essere ottimisti, diversi mesi.  Ecco quali possibili orizzonti ci possiamo trvare ad affrontare:

  1. Il Buono: l’epidemia rimane limitata alla Cina e si esaurisce in un trimestre, almeno nella sua parte più virulenta;
  2. Il Brutto: l’epidemia rimane limitata alla Cina ma la virulenza rimane notevole anche nel secondo trimestre;
  3. Il Cattivo: l’epidemia dura oltre il primo trimestre e si espande all’ANSEAN con anche robusti focolai in USA ed Europa;
  4. l’Impensabile: Covid-19 diventa una vera pandemia globale.
  1. IL BUONO. Nel caso di un contenimento al solo primo trimestre i tecnici della Rabobank prevedono un calo della crescita del PIL anno su anno al 2,9%, per i primo trimestre, cioè circa 3 punti in meno di quanto previsto prima dell’epidemia, e già non era un risultato brillante. Su base annua scenderemmo a fine 2020 ad un 4,8-5,5% un punto percentuale in meno di quanto previsto dal governo,  e parliamo delle previsioni migliori. A risentirne sarebbe soprattutto il settoe manifatturiero con un calo della crescita a poco sopra il 2%, 4 punti percentuali al di sotto della media degli ultimi 6 anno. Il governo cinese interverrebbe con una massiccia iniezione di liquidità e già siamo a 414 miliardi di dollari. negli ultimi anni il peso dell’economia cinese su quella mondiale è cresciuto, tanto che il “Beta”, cioè la relazione diretta, fra crescita cinese e globale, è praticamente raddoppiato. Ci sarebbe un effetto di riversamento esterno attraverso export mancante, turismo e rottura delle catene logistiche. Sul primo punto vediamo quali paesi accolgono maggiormente il turismo cinese:  Sono soprattutto i paesi dell’area del sud est asiatico – Pacifico ad accogliere i tirusti cinesi e che quindi risentirebbero del calo degli introiti. Per quanto riguarda i flussi di export verso la Cina la situazione vede ancora soprattutto esplosiva per i paesi asiatici e del pacifico, come possiamo vedere.   Anche l’Europa , Germania in testa, verrebbe colpita con il 7% dell’export tedesco che va a Pechino. A risentirne soprattutto il settore Auto già in crisi.  Bisogna dire che la Germania importa anche il 9% dei propri semilavorati dalla Cina e che quindi dovrà ridirigere le proprie catene logistiche. In generale, dal punto di vista della dipendenza da semilavorati e catene logistiche, i dati sono i seguenti e vedono sempre l’Asia in testa, con anche Iran e paesi del Pacifico e dell’Africa a seguire.  Quindi saranno questi i paesi a risentirne di più, nell’ipotesi migliore. Nel lungo periodo avremmo un’esplosione del debito cinese, con l’intervento dello Stato a salvataggio delle varie società controllate.
  2. IL BRUTTO: in questo caso la durata del Covid-19 supera il primo trimestre, ma comunque rimane limitato alla Cina. In questo caso avremmo un effetto di più lungo periodo ed il cambio Yuan-Dollaro ne risentirebbe. Supererebbero i 7 Yuan per dollaro abbondantemente e questo potrebbe portare una spinta inflazionistica, anzi avremmo una secca stagflazione del sistema cinese. Il problema sarebbe capire se la ripresa economica sia reale o meno e, per farlo, sarebbe necessario rifarsi a misurazione indirette come, ad esempio, l’inquinamento. Comunque l’effetto sarebbe un calo del PIL a poco più del 3%, quindi circa la metà delle previsioni, con un ulteriore calo mondiale del 1%.
  3. IL CATTIVO: l’allargamento dell’epidemia al Su Est Asiatico ed all’area del Pacifico verrebbe a moltiplicare gli effetti già visti solo per la Cina. In questo caso, con anche l’eventuale diffusione di focolai in Europa, avremmo una ricaduta anche maggiore, soprattutto per la caduta mondiale del settore turismo e viaggi, oltre alla contrazione della manifattura in area Oriente -Pacifico. L’effetto mondiale sarebbe simile, se non superiore, a quello della Grande Crisi Finanziaria, con una media del -4% per l’area Europea. La SARS sarebbe nulla, a confronto. Ci sarebbe la necessità di rivedere completamente le politiche monetarie e, soprattutto finanziarie, mondiali. Con un calo medio del 4% del PIL europeo  salterebbe il debito dell’Italia ed a questo punto, vista la rigidità delle istituzione europee, probabilmente salterebbe l’Euro nel suo complesso. La riforma richiederebbe troppo tempo rispetto alla rapidità del morbo.
  4. L’IMPENSABILE. Nel caso di una pandemia mondiale non possiamo fare previsioni. iN questo caso il problema sarebbe, essenzialmente, più umano che finanziario.

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