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CORRUZIONE AMBIENTALE. L’Agenzia ONU per l’Ambiente sotto accusa, ma poi ci fa la predica per il Green Deal

Il Financial Times è venuto in possesso di un report che accusa la GEF (Global Environmental facility, l’agenzia dell’ONU sull’ambiente) predisposto dal UNDP, l’ufficio di auditing interno, nel quale si mette in luce come vi siano tracce di frodi e di “Cattive attestazioni finanziarie”.

“I problemi individuati dall’audit potrebbero compromettere seriamente il raggiungimento degli obiettivi dell’ente controllato”, afferma il rapporto.

Il GEF è stato istituito all’inizio degli anni ’90 in collaborazione con la Banca mondiale per combattere il cambiamento climatico. I suoi obiettivi principali erano aiutare a combattere le sfide ambientali come la deforestazione, la conservazione delle specie e il controllo dell’inquinamento. Negli ultimi anni, GEF è diventata un’organizzazione indipendente con un budget di oltre 21 miliardi di dollari spesi  in 170 paesi, di cui 7 miliardi di dollari in progetti gestiti da UNDP.

L’audit copre il 2018 e il 2019, anni in cui diversi paesi donatori hanno espresso delle grosse perplessità sulla modalità in cui venivano spesi i fonti.

Il maggiore indiziato è un progetto avente sede in Russia, del valore di diversi milioni di dollari, e che sarebbe stato oggetto di un’appropriazione indebita multimilionaria, sulla quale i paesi donatori, fra cui USA, Francia e Giappone vogliono che sia fatta chiarezza.

“Casi di cattiva condotta e appropriazione indebita di fondi continuano a ostacolare lo sviluppo sostenibile in tutto il mondo”, hanno affermato i principali donatori a marzo nella lettera ad Achim Steiner, amministratore dell’UNDP, dal 2017.

L’UNDP ha risposto alle accuse di corruzione, dicendo che “prende estremamente sul serio tutti i casi di cattiva gestione finanziaria e altre irregolarità”. UNDP ha detto che i progetti GEF “monitorati più da vicino”.

“Il portafoglio, la maggior parte dei quali è implementato da istituzioni nazionali e subnazionali, organizzazioni della società civile e altre organizzazioni delle Nazioni Unite, è soggetto a un intricato sistema di revisioni regolari, valutazioni indipendenti e audit”, ha affermato l’UNDP.

L’UNDP ha anche affermato che mentre ci sono state “accuse di uso improprio dei fondi” in numerosi progetti, queste denunce sono solo “una piccola frazione – l’1,4% del portafoglio finanziato dall’UNDP dal GEF, ma si tratta comunque di molti milioni di dollari, anche perchè solo il 7% dei progetti del GEF è controllato dal UNDP, per cui altri csi sono assolutamente probabili.

Le accuse di cattiva condotta al GEF non sono le prime accuse collegate ai programmi delle Nazioni Unite per combattere il cambiamento climatico.

Ad agosto, il FT ha osservato che il Green Climate Fund, la più grande istituzione finanziaria mondiale per il clima, sostenuto dalle Nazioni Unite e con sede in Corea del Sud, è stato oggetto di denunce interne per cattiva condotta.

“Le parole ‘clima’ e ‘corruzione’, le persone vedono questi due mondi diversi, ma c’è molta sovrapposizione fra di loro”, ha detto Brice Böhmer, responsabile dell’integrità della governance climatica di Transparency International, il gruppo globale anti-corruzione.

Una persona che ha familiarità con le accuse UNDP-GEF ha detto a FT: “Nessuno è mai responsabile. L’UNDP si lascia fuori dai guai”, . “Questi fondi sono destinati ai più poveri tra i poveri … a quale livello i donatori  [del GEF] decideranno di sospendere i finanziamenti?”


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