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CONSUMI: QUALCOSA DI PROFONDO NON VA. Calo negli USA nonostante le riaperture ed il reddito garantito

 

Qualcosa non sta andando bene negli USA, ed è qualcosa di molto profondo. Gli stimoli garantiti da Trump sono stati molto ingenti: al fianco dei milioni garantiti, come fondo perduto o prestito, alle aziende, Il CARES Act ha anche regalato ai lavoratori più poveri  un contributo  da $ 1.200. Inoltre circa 20 milioni di disoccupati americani hanno ottenuto un pagamento settimanale aggiuntivo di $ 600 per integrare le loro indennità di disoccupazione esistenti. L’obiezione più comune è che è più redditizio essere disoccupati che lavorare. Nonostante questo la macchina economica non funziona.

Come fa notare JPMorgan i consumi degli americani, dopo il crollo per il closedown , avevano ricominciato a crescere, ma ad un certo punto si sono bloccati, tornando addirittura indietro. Tutto questo è stato misurato utilizzando il misuratore di spesa delle carte di credito della Chase.

A partire da un momento più o meno corrispondente con il 22 giugno i consumi hanno ricominciato a calare, invece che aumentare e questo nonostante molti stati abbiano alleggerito il closedown.

Altre a questo si è registrata una differenza, negli USA,  da stato a stato e da generazione a generazione:

I”Boomer” le classi di età nella piena maturità, hanno tagliato le spese in modo molto più sensibile rispetto ai millennial o alla “Generazione Z”, cioè alle classi di età più giovani. Però i boomer, per molti fattori, sono coloro che avevano meno debito e più capacità di spesa, per cui la riduzione dei loro consumi è molto più grave e pesante.

Inoltre JPM ha documentato due fatti importanti, sinora poco pubblicizzati,  sull’interazione tra spesa e diffusione del virus: gli stati in cui il livello di spesa si è mantenuto più elevato sono anche quelli in cui il virus si è diffuso con maggiore rapidità Praticamente il fatto che il closedown sia stato meno duro economicamente ha anche significato una maggiore diffusione della malattia. Questo nel breve periodo può far bene all’economia,ma nel medio lungo può essere devastante.

Altri dati di JPMorgan mostrano una correlazione diretta fra spese nei ristoranti e diffusione del  virus. Questo non significa un rapporto immediato di casualità diretta: è anche possibile che chi spende al ristorante abbia anche altre abitudini pericolose, come frequentare  bar o club, per cui la chiusura di questi ultimi locali e non dei ristoranti, come in Texas ed in Florida, possa contenere il contagio senza eccessivi danni economici, ma, allo stato attuale, questa affermazione sembra molto ottimistica.

In generale possiamo facilmente affermare che gli stimoli finanziari non riescono piùa spingere i consumi. I motivi, intuibili, sono due:

  • ormai la fine dei sussidi viene avvertita imminente, ed i consumatori sentono molto l’incertezza del periodo successivo;
  • i disordini causati dal BLM stanno colpendo profondamente le abitudini dei consumatori che risparmiano di più in vista di un futuro incerto anche dal punto di vista dell’ordine pubblico.

Si rischia di produrre una crisi che continua ad autoalimentarsi.

 

 


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