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CONSIDERAZIONI SULLE CONSIDERAZIONI DI VISCO (di Nino Galloni)

 

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Ci sarebbero quattro “considerazioni sulle considerazioni” finali del governatore Visco di ieri.

1) La ripresa: comprensibile che a certi livelli si cerchi di dire che è iniziata la ripresa. Con un tasso di crescita del PIL inferiore a quello di incremento della popolazione residente, quindi, con diminuzione del PIL pro capite, è difficile che i consumi si riprendano. Ovviamente se la classe media viene terrorizzata dal bail in (esproprio dei correntisti, depositanti e clienti in genere delle banche in difficoltà), può darsi che qualcuno – persa per persa – attinga al risparmio per comprarsi una macchina nuova o farsi un bel viaggetto. Può darsi ma non è una tesi economica molto fondata.

2) Riforme: necessarie per la ripresa secondo il Governatore; in genere, si è trattato, fin dai tempi di Monti (ma si può partire da quello Dini), di misure recessive; a parte le esortazioni liturgiche ed ecumeniche contro gli sprechi e la corruzione: cose vere, intendiamoci, ma per far prevalere l’onestà e la legalità, non credo ci vogliano “riforme”!

3) Grecia. Preoccupazioni? Beh, sì: per la Grecia se non esce subito dell’euro, anche per noi se tale uscita dovesse avvenire con caratteri di traumaticità (ma solo se il probabile deprezzamento dei titoli di Stato degli altri Paesi mediterranei rimasti nell’euro sui mercati secondari dovesse accompagnarsi ad una miope, pedissequa e assurda decisione delle autorità di far crescere i tassi di interesse sulle nuove emissioni). Con il ritorno alla moneta sovrana, la Grecia recupererà stabilità economico sociale nel medio termine; nell’immediato, o sarà aiutata a rinegoziare coi creditori un periodo di mora di due anni o farà default (con conseguenze per i creditori rigidi e miopi…). Altro discorso è se si sta solo facendo una commediola in cui una parte dell’attuale governo greco cerca solo di rimanere dentro l’euro a condizioni migliori, mentre l’unione europea fa vedere quanto sono seri e inflessibili.

4) Banche. Minaccia di bail in, distribuzione generosa di dividendi, scarsa dinamica del credito, rafforzamento della bad bank (un’altra bella “riforma”!), richiesta all’Europa di criteri meno rigidi, accorpamento delle popolari e quotazioni in borsa portano verso un’unica logica: investimenti finanziari a go-go, cercando un equilibrio tra insufficiente sviluppo (fatto passare come buono), boom finanziario in borsa e, cosa diversa, emissione di titoli di carta che consentono ai supermanager di guadagnare sulle continue emissioni stesse del tutto scollegate dalla sostenibilità dei titoli stessi. Quest’ultima resa possibile da cosa? Indovinate: dalle continue autorizzazioni monetarie delle Banche Centrali…ma guarda!

Nino Galloni

 

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