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CONFINDUSTRIA SI ACCORGE CHE IL SURPLUS TEDESCO E’ UN GROSSO PROBLEMA, MA NATURALMENTE NON HA SOLUZIONI

 

 

 

Cari amici

come certe volte “Anche i ricchi piangono”, altre volte “Anche gli industriali capiscono”.  Oggi Il Sole 24 Ore ha pubblicato un articolo, ad opera cel Centro Studi con un titolo estremamente chiaro “Il Surplus tedesco micaccia la crescita europea”.

Il problema è semplice : la media del surplus delle partite correnti tedesche tedesche rispetto al PIL degli ultimi 3 anni indica una media superiore all’8% e lo scorso anno è stata del 8,3%

 

In teoria sarebbe vietato dal trattato di Maastricht avere un suplus delle partite correnti superiore al 6%, ma questa regola non è stata mai applicata soprattutto perchè a subirla dovrebbe essere la Germania.

La causa di questo surplus non è tanto nella decantata efficienza tedesca, da molti decantata, ma dalla “Moderazione salariale”, cioè dal pagare pogo i lavoratori tramite i minijob. Aggiungerei poi una propensione tradizionale  fortissima tedesca a NON acquistare prodotti di provenienza estera, al di là della qualità degli stessi. Tutto questo però viene ad avere due effetti:

  • i salari non crescono e quindi non crescono i consumi interni;
  • i risparmi dei tedeschi si ripercuotono in crediti esteri per finanziare l’export , ma si tratta di crediti estremamente rischiosi perchè rivolti ad economie con dei gravi problemi , opposti a quelli teutonici, di bilancia commerciale.

Non possiamo che concordare con la diagnosi del Centro studi Confindustria, anche perchè chi segue Scenari Economici sa che ripetiamo questi dati da ANNI e che sono talmente ovvie che ormai ci siamo stancati di ipeterle

Naturalmente sono molto diverse le prognosi. Il Centro Studi Confindustria ritiene che la cura sia la seguente:

«i paesi periferici devono continuare a fare i compiti a casa, proseguendo lungo la strada delle riforme strutturali»,

Ma

«in assenza di una decisa politica tedesca di rafforzamento dei salari e dei consumi, con un forte stimolo alla domanda interna e una maggiore inflazione, anche con misure espansive di bilancio».

Quindi NOI dovremmo proseguire in un cammino di austerità che NON ci sta conducendo da nessuna parte, mentre i tedeschi, MOTU PROPRIO, dovrebbero aumentare i salari, i consumi interni, e , sempre motu proprio, ridurre il loro surplus. Già più volte questo problema è stato presentato al cancelliere Merkel nella vecchia Grosse Koalitione, ed è stato respinto al mittente. Con i Liberali nella “Coalizione Giamaica” sarà respinto ancora più duramente !

Il realtà la soluzione è un’altra, economicamente più sensata: dato che il surplus tedesco si avvantaggia anche, se non soprattutto, da una situazione di perenne sottovalutazione dell’area tedesca rispetto al resto dell’europa occidentale e del mondo, la soluzione vera è rompere l’euro e far rivalutare del 20% il neo-marco tedesco, come del resto indicato dai tecnici del FMI, ma questa soluzione non può essere accettata da una Confindustria drogata di delocalizzazione e di contributi europei.

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