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COME MAI LA COMUNITA’ CINESE SI AMMALA COSI’ POCO? Ordine o vaccini??

 

I dati ufficiali mostrano come, fra le comunità straniere, quella cinese venga a mostrare un numero di casi molto inferiore alla comunità italiana, ma anche a tutte le altre comunità straniere, con un tasso di positività e di ricoveri bassissimo se non nulla. Vediamo, proposto da Lavocedinewyork, in un articolo di Fabrizio Rostelli e Roberto Menichini, l’andamento demografico per alcune comunità nella provincia esempio di Parma.

 

 

 

I dati forniti permettevano quindi di osservare l’incidenza dei positivi (sintomatici e non), dei ricoveri e dei decessi su quattro   popolazioni straniere (Cinese, Albanese, Rumena, e Marocchina)  come mostrano delle  differenze  particolarmente marcate. Da marzo a novembre 2020 nessun cittadino cinese residente a Parma è stato ricoverato per Covid19 e solo 4 persone (2 a marzo e 2 a novembre) sono risultate positive su 1.694 cittadini censiti. Tra i circa 10mila rumeni invece ci sono stati 80 casi positivi, 29 ricoveri e 4 decessi. Un miracolo ?

Se consideriamo le comunità nel loro complesso a livello nazionale la situazione non cambia di molto:

Esaminando le 4 etnie (da un punto di vista meramente numerico) e incrociando i dati con quelli pubblicati dalla fondazione Gimbe (link Pandemia Coronavirus | GIMBE | Italia), salta all’occhio come i cittadini cinesi e quelli rumeni in Italia siano stati ricoverati circa 20 volte in meno rispetto agli italiani e almeno 3 volte in meno rispetto alle altre 2 etnie. Questo può anche essere dovuto a fattori di carattere sociale per i rumeni (popolazione residente più giovane e rumeni tornati in patria quando molti lavori stagionali o legati a turismo, ristorazioni e servizi sono cessati), questo non  vale per la comunità cinese. 

In realtà il virus uccide indipendente dall’etnia, solo che, dati alla mano, quella cinese sembra molto meno colpita rispetto a quella italiana, ma anche rispetto alle altre straniere. Gli italiani, che sono inseriti nel sistema, chiaramente al sistema sanitario, oltre ad avere un’età media molto superiore. Però i cinesi mostrano veramente una situa eccezionale.

I motivi sono due:

  • la comunità cinese aveva già un’abitudine al rispetto di certe norme, come le mascherine;
  • già dal mese di giugno i cittadini cinesi che tornavano in madrepatria avevano iniziato a ricevere il vaccino (SinoPharm o Sinovac) che era, del resto, utilizzato a livello sperimentare a Dubai proprio dalla scorsa estate;
  • come riporta anche l’ANSA sono stati grossi sequestri di medicinali non autorizzati per l’utilizzo in Italia, ma, evidentemente, prodotti e autorizzati per qualche parte del mondo. Quali sono gli effetti, magari positivi, di questi farmaci? Il Fatto che AIFA ed EMA non li abbiano ancora autorizzati non significa per forza che non siano utili, come dimostrano i recentissimi casi Idrossiclorochina e Sputnik V.

Quindi complimenti alla comunità cinese, ma sarebbe da comprendere meglio il motivo del loro successo terapeutico. La comprensione di questo segreto potrebbe aiutarci anche nella cura.

 

 

 

 


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