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Come cambia la produzione elettrica Italiana dal 2011 al 2013 (tutti i dati): crolla il Turbogas, boom delle rinnovabili

Nei primi mesi del 2013 s’e’ registrato un tracollo della produzione termoelettrica a gas in Italia: si stima che solo il 32,4% dell’energia consumata venga da centrali a Gas Italiane (cifra che 3-4 anni fa era prossima al 50%).

Circa 10-15 anni fa vi furono enormi investimenti in Italia per realizzare un gran quantitativo dei Centrali Turbogas, in sostituzione delle vecchie centrali ad Olio Combustibile (derivato del petrolio). Oggi larga parte di questi impianti (nuovi) funziona a singhiozzo ed a ritmo ridotto, a causa tanto del calo dei consumi elettrici, quanto a maggior ragione del boom della produzione (spesso privileggiata e sussidiata) di fonti rinnovabili, che sono passate dal rappresentare il 24,2% nel 2011 dei consumi Italiani, al 33,9% nei primi 5 mesi del 2013 (eolico e fotovoltaico hanno raddoppiato l’incidenza dal complessivo 6,1% al 12,2%).

A Maggio 2013, complice anche un eccezionale piovosita’ che ha spinto la fonte idroelettrica, le fonti rinnovabili hanno per la prima volta da decenni superato le fonti termoelettriche, coprendo il 47% dei consumi, contro il 42% del Termoelettrico (col gas attorno ad uno striminzito 22%) e l’11% coperto da importazioni (depurato dai consumi dei pompaggi).

Nessuno ovviamente poteva 10-15 anni fa prevedere l’andamento declinante dei consumi elettrici italiani, certo e’ che gli investimenti fatti per fare nuove Centrali Turbogas (da tenere in buona parte in funzionamento ridotto) sono senza dubbio alla fine riversati sui prezzi dell’energia elettrica pagati dagli italiani, al pari di larga parte degli investimenti in rinnovabili (sussidiati e fatti pagare in bolletta). Non c’e’ da stupirsi se la bolletta elettrica italiana e’ la piu’ cara d’europa: oltre ad aver alimentato oltremisura investimenti anti-economici in rinnovabili negli ultimi 5 anni, s’e’ consentito 10-15 anni fa un investimento massivo in impianti turbogas, oggi tenuti in funzionamento ridotto, in larga parte proprio a causa delle decisioni successive, legate agli incentivi sulle rinnovabili.

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Rammentiamo al grande pubblico che:

– E’ verissimo che la Germania ha investito largamente in Eolico e Fotovoltaico, ma l’ha fatto in presenza di una produzione nazionale di pannelli e pale eoliche (cosa che in Italia e’ modesta), e l’ha fatto a scapito della produzione di centrali termoelettriche e nucleari costruite 30 anni fa (per cui gli investimenti erano stati ampiamente pagati) e non di centrali appena costruite (ed ancora da ammortizzare)

– E’ anche vero che la Spagna ha investito fortemente nell’eolico, al pari di altri paesi, ma c’e’ da dire che in Spagna spira vento con maggiore frequenza e le centrali producono l’equivalente a pieno carico di 3500-4000 ore/anno, contro le 1.600-2000 ore/anno in Italia.

– Altre nazioni da cui importiamo massicciamente (Francia, Svizzera) non hanno investito ne’ in Turbogas, ne’ in Eolico, e mantengono una massiccia produzione nucleare (ed idroelettrica) e prezzi dell’energia nettamente inferiori a quelli Italiani.

 

By GPG Imperatrice

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