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Coalizione “Semaforo” prosegue in Germania, ma niente di buono per l’Italia

La coalizione rosso (SPD) Verde e gialla (liberali FPD) annuncia di aver trovato una piattaforma comune di discussione, per cui ora si proseguirà con i colloqui sui posti e per raffinare il tutto.

Per accontentare tutti si è fatto un mix delle proposte dei partiti, secondo me senza valutarne l’oggettiva omogeneità e compatibilità. Ad esempio:

  • L’unico tema che mette tutti d’accordo è l’onnipresente sburocratizzazione e digitalizzazione. Nessun politico al mondo, almeno a parole, desidera più burocrazia, e il digitale è la bacchetta magica per ogni male, a torto o a ragione.
  • I verdi hanno ottenuto un’anticipazione dell’uscita dal carbone, un “pacchetto anticipato” per la lotta al cambiamento climatico e più investimenti nel rinnovabile, con tetti solari per tutti e pale eoliche istallate molto in frequenza. Intanto però il carbone sarà sostituito da centrali a gas naturale, il che esporrà a fluttuazioni molto forti i prezzi;
  • La SPD ottiene il suo cavallo di battaglia, cioè l’innalzamento della paga base a 12 euro ora ed una revisione del sistema Harz IV.
  • I liberali portano a casa un buon bottino. Prima di tutto la promessa di nessun aumento fiscale. Quindi il ritorno del “Freno del debito” e l’adesione al patto europeo di stabilità e crescita “Per investimenti climaticamente più rispettosi del clima”. Inoltre più flessibilità nel mercato del lavoro con possibilità di mini job a sole 10 ore alla settimana. Più incentivi al lavoro attivo.
  • Le pensioni e l’età pensionabile non saranno toccati, ma è prevista una revisione della pensioni private;
  • Se le tasse non sentano è previsto che crescano, al contrario si prevedono dei forti contributi per le aziende che potranno svalutare i cespiti non green e portare a perdite le minusvalenze;
  • Naturalmente tutta l’offerta energetica dovrà essere più economicamente affrontabile per le famiglie;
  • Si conferma la fedeltà alla NATO, un maggior “Protagonismo” in Europa e la predisposizione di una commissione d’inchiesta sul ritiro dall’Afganistan.

Ci sono molte contraddizioni: freno del debito e forti investimenti, accompagnati da una riduzione delle bollette energetiche: chi paga gli investimenti? Nessuna riduzione pensionistica, ma nessun aumento delle tasse. Aumentala paga base, ma si fa lavoro più flessibile. Insomma un bel pasticcio. Una cosa è certa: noi non abbiamo da aspettarci niente di buono, perché l’unica cosa evidente è il desiderio di tutte le parti di tornare alla politica di austerità in Europa. La Germania appoggerà i paesi austeri contro quelli del sud, per cui la festa è finita e si torna alla “Tragedia greca”.


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