Economia
Claudio Borghi: un’ottima spiegazione sui dazi USA e cosa fare ora
L’economista Claudio Borghi, in un breve video, fornisce la migliore spiegazione alle cause dei dazi di Trump, ineludibili per gli USA, e su come reagire

Una delle migliori spiegazioni degli effetti, e delle cause, dei dazi USA l’ha fornita il Senatore Claudio Borghi, che riesce anche nella sintesi, e che quindi vogliamo fornirvi. In mezzo a tante parole al vento un’analisi chiara di quello che sta succedendo, e di quale sarebbe la risposta migliore.
Eccovi il video:
Se preferite i video basta chiedere.#dazi pic.twitter.com/xLpLPCjczW
— Claudio Borghi A. (@borghi_claudio) April 3, 2025
Ed eccovi un riassunto, quasi completo e facilmente leggibile, delle sue parole:
In un mondo normale, uno stato è bravo a produrre qualcosa, vende i suoi prodotti a qualcuno e compra i prodotti di qualcun altro che lui non riesce a produrre. Nel caso dell’Italia, per esempio, l’Italia è molto brava a fare prodotti di lusso, di tecnologia, di design, di stile, ma non ha l’energia, il petrolio, i gas. Quindi, il saldo commerciale dell’Italia dovrebbe tenersi in equilibrio fra i prodotti che vende e quelli che acquista.
Quel mondo senza confini, senza barriere, non piaceva a tutti. Io credo che 25 anni di stagnazione, immiserimento dei lavoratori e mancata crescita abbiano fatto sì che i nostri figli decidessero di andare all’estero perché qui non c’è futuro né crescita. Non mi sembra che fosse il mondo migliore possibile. Il risultato qual è stato? Che ci sono stati degli squilibri.
Questi squilibri tipicamente ruotano intorno a tre paesi:
- Gli Stati Uniti, che hanno deciso in modo scriteriato di comprare prodotti dal resto del mondo senza pareggiarli con vendite di propri prodotti, accumulando un deficit commerciale insostenibile (circa 2.000 miliardi all’anno, più del PIL italiano). Non possono andare avanti così.
- La Cina, che ha venduto a tutto il mondo prodotti a basso costo.
- La Germania, che grazie all’euro (invece del suo marco tedesco, che faceva costare di più i suoi prodotti) ha inventato questa “bella fregatura” che, a spese nostre e degli altri paesi, le consente di vendere automobili e altri prodotti senza che la sua moneta si rivaluti.
Questi tre paesi sono stati l’origine di tutti gli squilibri. Gli Stati Uniti, in questo momento, non possono far altro che cercare di riequilibrare la loro situazione: devono comprare di meno dal resto del mondo e produrre di più internamente. Quindi, i dazi di Trump non sono una cosa che si può eliminare dicendo che sono brutti o cattivi; bisogna capirne le origini e sistemare questi squilibri, perché è colpa anche della Germania, e noi come Unione Europea ne facciamo le spese.
L’Italia anch’essa è in surplus, ma il nostro surplus deriva sì dall’abilità dei nostri imprenditori e dalla bontà dei nostri prodotti, ma in parte deriva dal fatto che non spendiamo. Le politiche di austerità imposte dall’Unione Europea (fatte da Monti o similari) hanno portato come risultato che abbiamo sempre meno soldi e, non spendendo, non importiamo. Ecco all’incirca il disequilibrio di questo mondo senza confini.
I dazi, in questo momento, sono una scelta obbligatoria per gli Stati Uniti. È inutile pestare i piedi dicendo che sono brutti, cattivi o colpa dei sovranisti. Pensiamo invece a una cosa: i dazi sono per tutto il mondo, quindi non è che i nostri prodotti siano svantaggiati rispetto a quelli di altri. Dobbiamo però cercare di ottenere qualcosa che secondo me è alla nostra portata: possiamo negoziare bilateralmente con gli Stati Uniti per far capire loro che i nostri prodotti non sono in concorrenza diretta con i loro, e quindi ottenere esenzioni o riduzioni dei dazi. Confido che nel prossimo incontro tra il governo e gli Stati Uniti si andrà in questa direzione.
L’unica cosa che non possiamo fare è seguire la causa di questi problemi, vale a dire l’Unione Europea e la Germania (e quindi la Von der Leyen), e pensare di fare la guerra commerciale al mondo, perché sarebbe un suicidio. Che l’Unione Europea pensi piuttosto a togliere quella coltre di piombo che finora ha appesantito le nostre imprese con regole assurde e politiche economiche sbagliate. Vedrete che ci sarà molta più crescita rispetto a un eventuale danneggiamento da dazio.
Questo è quello che un politico serio deve saper dire ai propri elettori e alla propria popolazione. Se invece vogliamo ascoltare chi dice sciocchezze, chi dà la colpa ai populisti per i dazi, chi pensava
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