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Clamoroso: FT afferma che al G20 di Cannes la Merkel in lacrime obbligò USA e Francia a mettere all’angolo l’Italia chiedendo l’intervento dell’FMI

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Oggi sono apparsi sulla stampa mainstream alcuni importantissimi articoli, prima di tutto la cronistoria del famoso incontro di Cannes del G20 in cui Frau Merkel si mise a piangere perchè non voleva mollare sugli eurobonds senza che l’Italia “cedesse” qualcosa. FT, in possesso di documenti “ufficiali” relativi a tale serata – vedasi commento di Zerohedge –

http://www.zerohedge.com/news/2014-05-11/angela-merkel-ledge-not-fair-i-am-not-going-commit-suicide

chiosa affermando che alla fine l’Italia fu la vera perdente, assieme alla Grecia: a seguito del summit i tassi sul BTP decollarono fino al 7% e passa, arrivando alla successiva fine politica di chi aveva pronunciato il gran rifiuto all’intervento dell’FMI (Berlusconi e Tremonti). Per inciso, la triade all’attacco dell’Italia sarebbe stata, secondo il rinomato newspaper inglese, la Francia, la Germania e gli USA, coordinati dai nostri “amici” d’Oltralpe.

Chi legge i commenti del sottoscritto sa che:

– ritengo che sia in atto un atteggiamento eurocentrico di tipo prevaricante nei confronti del Belpaese;

– sia in atto un tentivo di impossessarsi delle ricchezze italiche, siano esse aziende, risparmi delle famiglie o fin anche il possesso del suolo (vedremo con tempo che succederà);

– la Germania e, soprattutto, la Francia stanno cercando di approfittare della situazione post crisi (anche perchè sono più in crisi di noi, fatto certamente vero per la Francia…), la prima annichilendo la competizione manifatturiera italiana, la seconda comprando tout court le imprese della Penisola appena se ne presenti l’occasione, con parallelo boicottaggio degli interessi italiani all’estero (soprattutto Nord Africa e Russia).

Le vere colpe italiche, sempre secondo chi scrive, non sono necessariamente legate ad una ridotta competitività del Paese – un interessante studio della Fondazione Edison con Unincamere svela come dall’avvento dell’Euro al 2012 l’Italia sia sia comportata meglio della maggioranza dei “competitors” europei – ma piuttosto dalla percezione di malaffare associato all’Italia, incluso un sistema di gestione arcaico ed una classe politica che storicamente vive alle spalle di cotanta ricchezza. Vale la pena di ricordare che è comunque nell’interesse straniero stigmatizzare tali debolezze italiche, vere o false che siano (l’ultima volta, dopo tangentopoli, guarda caso nel pieno di un’amministrazione democratica negli USA,  l’Italia praticamente dovette svendere i gioielli nazionali, grazie Prodi!). Resta il fatto che l’Italia è ricca. E fa gola. Stessa storia da 2000 anni, incluse le invasioni tentate o riuscite.

Il problema degli italiani è che dopo l’avvento della bomba atomica hanno sviluppato una percezione buonista diffusa secondo cui le guerre non possono più accadere: se si fosse chiesto al nonno od al bisnonno cosa pensavano dei tedeschi o dei francesi si sarebbe ottenuta la risposta che non si attende, ossia che sono gente di cui è bene diffidare. Oggi le nuove generazioni percepiscono le vicine repubbliche, quelle molto più consolidate della nostra (Francia, UK, anche la Germania), come amici e maestri: poveri illusi, non capiscono che essi sono prima di tutto degli avversari – e qui si spiega il comportamento attuale in ambito europeo -, essendo lo scopo sempre quello di approfittarsi delle ricchezze altrui per il bene della propria gente. Perchè pensate che l’Europa sia stata la regione mondiale più belligerante fino al 1945? Oggi le guerre non si combattono più come prima di Hiroshima a causa delle armi strategiche, ossia la guerra va combattuta con altre armi, ad esempio con quelle economiche [come nella guerra attuale?]. Tanto per non sbagliarsi gli USA sembra abbiano ritirato dall’Italia gran parte dell’arsenale atomico, probabilmente anche quello italiano, non più tardi di un anno fa: un caso? O che forse immaginavano che si sarebbe arrivati al caos? A pensar male…

Detto questo, l’articolo di FT dimostra senza alcun dubbio che alla fine del 2011 ci fu in piano per annichilire il Belpaese salvando l’Euro e gli alleati attuali degli USA. Alleati USA che non sono precisamente gli alleati storici del paese d’oltreoceano: fino al 2008 la Germania e la Francia erano traditori, non avevano voluto combattere la guerra in medio oriente con Bush, mentre l’Italia era in prima fila. Oggi l’Italia è il maverick della situazione, si dice che Obama odii gli italiani (troppo spesso di fede Repubblicana), quindi sembra logico che i fieri paladini della libertè si sentano nel giusto ad approfittarsi dell’Italia. Leggete l’articolo originale di FT e fatevi un’idea sull’atteggiamento di Sarkozy nei confronti del Belpaese.

Chi oggi subisce la crisi e chi teme l’uscita dell’Italia dall’euro sono gli stessi paesi che non potrebbero svalutare tornando alla valuta precedente o meglio coloro che non trarrebbero grande beneficio dalla svalutazione. In primis non la Germania, che ha comunque un forte surplus ed aziende competitive, ma soprattutto la Francia, paese che ha un’industria cara e non competitiva (il caso Alstom insegna)! Chiaramente l’Italia svalutando spiazzerebbe molti dei prodotti stranieri….

E cosa dire della Germania? I teutonici sono sempre gli stessi, a loro è andata male in due guerre mondiali per il predominio coloniale globale, oggi gli resta solo la possibilità del predominio locale e regionale: non hanno armi strategiche e per questo devono appoggiarsi militarmente alla Francia, guarda caso il paese che ha coordinato l’intervento contro Gheddafi troppo amico degli italiens. Una coppia che non ti aspetti, ma perfettamente simbiotica. Esagero? A posteri l’ardua sentenza. Anzi, basterà aspettare le elezioni europee e la valanga di tasse che successivamente travolgeranno il Paese di Dante, tasse in grado di annientare la ricchezza italica come la conosciamo oggi. Tra l’altro oggi il ministro Padoan sembra aver ammesso su Repubblica che l’Europa lo ha costretto a promettere privatizzazioni per 40 mld di Euro, guarda caso ENI ed ENEL in prima fila. Scommettiamo che ho ragione?

Italiani senza palle, preferiscono una morte lenta [tasse, recessione e miseria, giocandosi il benessere costruito dai nostri padri] piuttosto che reagire al disastro che li aspetta [leggasi, non osano nemmeno pensare di dire no a questa Europa degli interessi asimmetrici]. E tutto questo per difendere i patrimoni delle elites (convertiti da instabile lira a solido pseudo marco) che oggi comandano i media sussidati e le imprese sistemiche mantenendo la popolazione nell’oscurità e mandandola sul lastrico – tali elites sì che ci perderebbero uscendo dall’euro! -…

Che enorme tristezza!

Mitt Dolcino

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