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CINA: tirano i consumi interni, che spingono l’industria. La Cina cresce, dentro.

Buoni dati industriali cinesi che spingono poi anche i mercati asiatici ed europei. I dati iniziano con un buon risultato sulle vendite al dettaglio:

Una crescita su base annua del 9,8% a giugno, molto più del 8,6% di maggio e molto più delle attese di un +8,5%. Crescono le auto, spinte dai potenti incentivi statali e da campagne di sconti aggressive con un +17,2%, quindi abiti +5,2% ed anche cosmetici +22,5%. In generale crescono voci di consumo frivolo, al gettaglio, a parte l’auto che vede il realizzarsi dell’efficacia dei contributi pubblici.

Una crescita così forte dei consumi viene seguita da una buona crescita anche della produzione industriale:

Con una crescita del 6,3%, superiore alle previsioni del 5,2%, abbiamo una pronta risposta dell’offerta industriale alla domanda,  con tutti i settori in crescita a parte i minerali non ferrosi e le telecomunicazioni. Al contrario di chi crede nella”Legge dell’offerta e dell’offerta” senza domanda, stimolata da contributi, reddito e credito, non c’è offerta, cioè produzione industriale.

Questo spinge il PIL cinese al 6,2% su base annua, ed +1,6%b su base mensile, risultato buono anche se non eccezionale

Ora se analizzassimo i consumi cinesi vedremmo che la crescita è legata al miglioramento della qualità della vita. Insomma Xi sta cercando di stimolare i consumi e l’economia facendo stare meglio, e consumare di più i suoi cittadini. L’esatto contrario delle politiche di austerità amate in Europa, ma è anche così che si mantiene un sistema politico stabile. I limiti potrebbero essere derivanti dalla stabilità del sistema finanziario e del credito, che ora si regge quanto mai sull’intervento del PBOC e dello stato. Inoltre un altro problema può essere l’inflazione, soprattutto per settori critici quali quello alimentare, scosso dal problema della febbre suina.

 


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