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Cina: l’indice manifatturiero segna contrazione per il quarto mese successivo. Il Covid-zero colpisce ancora

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L’attività delle fabbriche cinesi si è ridotta a novembre a causa della diffusa limitazione del coronavirus che ha interrotto la produzione dei produttori, come ha mostrato giovedì un’indagine del settore privato, pesando sull’occupazione e sulla crescita economica del quarto trimestre.
L’indice Caixin/S&P Global dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero (PMI) è salito leggermente a 49,4 a novembre, rispetto al 49,2 del mese precedente, battendo le aspettative di un sondaggio Reuters di 48,9.
Comunque la lettura segna la quarta contrazione mensile consecutiva, dato che l’indice a 50 punti separa la crescita dalla contrazione su base mensile.


Il dato ha fatto seguito ai dati negativi di un sondaggio ufficiale di mercoledì, con l’attività manifatturiera che è scesa ai minimi di sette mesi a novembre, colpita da prolungate chiusure e limitazioni in diverse località, tra cui Pechino e Guangzhou. La politica Covid-zero sta avendo i suoi effetti pesantemente negativi sul paese e le recenti manifestazioni sicuramente non miglioreranno la situazione. Inoltre i tempi di consegna si stanno allungando a questo viene a rompere le catene logistiche, con forti probabilità che i risultati relativi al PIL dell’ultimo trimestre siano deludenti.

Quindi  i sottoindici della produzione industriale, dell’occupazione e dei nuovi ordini di esportazione sono scesi a novembre a un ritmo più sostenuto rispetto a ottobre. In particolare, sono state riscontrate maggiori difficoltà nell’occupazione del settore, con il tasso di riduzione dei posti di lavoro che ha raggiunto il ritmo più rapido dal febbraio 2020, in quanto alcuni lavoratori non sono potuti tornare al lavoro a causa delle restrizioni sui virus, mentre i vincoli di produzione hanno pesato sui livelli di personale.

L’economia a questo punto avrebbe bisogno di stabilità e della fine delle politiche restrittive, ma questo significherebbe un cambio netto nelle politiche imposte dal PCC e, anche se sono in corso aggiustamenti, non sembra che vi siano segnali di una vera inversione. Quindi l’economia cinese continuerà a essere sul grigio.


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