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Cina: la Banca Centrale taglia i tassi e apre i rubinetti del credito. Basterà a rianimare il Dragone?

Cina: la Banca Centrale lancia 900 miliardi di stimoli e taglia i tassi. I prestiti battono le attese, ma la crescita del credito tocca i minimi storici.

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La Cina sta provando a dare una scossa al proprio sistema economico, e lo fa nel modo più classico: aprendo i cordoni della borsa. La Banca Popolare Cinese (PBOC) ha annunciato una nuova, massiccia ondata di allentamento monetario, progettata per sostenere un’economia che, seppur non ferma, appare decisamente affaticata.

Zou Lan, vicedirettore della banca centrale, ha svelato un piano che prevede l’iniezione di 900 miliardi di yuan (circa 129,2 miliardi di dollari) di fondi aggiuntivi, mirati specificamente al settore privato e alle aziende tecnologiche. Una mossa chiaramente keynesiana: se la domanda privata langue, lo Stato (o meglio, la Banca Centrale) interviene per fornire la liquidità necessaria.

I dettagli dell’intervento

Il piano si articola su due fronti principali, un mix di tassi più bassi e liquidità mirata:

  • Taglio dei tassi di rifinanziamento: I tassi chiave per i prestiti di rifinanziamento (relending) vengono tagliati di un quarto di punto percentuale (0,25%). L’obiettivo è chiaro: rendere il denaro meno costoso per le banche commerciali affinché queste, a loro volta, prestino a tassi agevolati all’economia reale.

  • Supporto all’agricoltura e PMI: Vengono stanziati 500 miliardi di yuan extra per sostenere le piccole imprese e il settore agricolo, spesso i più colpiti durante i rallentamenti ciclici.

  • Boost tecnologico: Il programma di rifinanziamento per l’innovazione tecnologica e l’aggiornamento industriale viene ampliato di 400 miliardi di yuan, portando la quota totale a ben 1,2 trilioni di yuan.

Cosa ci dicono i dati di Dicembre 2025?

L’intervento arriva a commento dei dati sul credito di dicembre 2025, visibili nel grafico allegato, che mostrano luci e ombre.

Credito bancario concesso: fonte Tradingeconomics

Le banche cinesi hanno concesso 910 miliardi di yuan in nuovi prestiti in valuta locale. Un dato che merita una doppia lettura:

  1. È un netto rimbalzo rispetto ai disastrosi 390 miliardi di novembre.

  2. È superiore alle aspettative del mercato, che si fermavano a 800 miliardi.

Tuttavia, non è tutto oro quel che luccica. Come si nota dall’istogramma, i prestiti di dicembre restano comunque inferiori ai 990 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Anche il finanziamento sociale totale (una misura più ampia del credito e della liquidità nell’economia) è sceso a 2.210 miliardi di yuan, in calo rispetto ai 2.490 miliardi di novembre e ai 2.860 miliardi di un anno fa. Il dato più preoccupante, però, è la crescita dei prestiti in essere, che si è attestata a un minimo storico del 6,4%. Certo, è leggermente sopra le attese del 6,3%, ma siamo lontanissimi dal ritmo del 7,6% visto solo dodici mesi prima.

La strategia cinese sarà efficace?

La strategia di Pechino è evidente: tentare di invertire la rotta di un credit crunch strisciante attraverso strumenti di finanziamento basati su politiche mirate. Il taglio dei tassi, seppur limitato, e l’iniezione di liquidità sono segnali che il governo non intende restare a guardare mentre la domanda di credito si sgonfia. Resta da vedere se questa liquidità finirà davvero nell’economia reale o se, come spesso accade in queste fasi, resterà incagliata nel sistema finanziario.


Domande e risposte

Perché la Cina sta tagliando i tassi e iniettando liquidità proprio ora? L’economia cinese sta affrontando un rallentamento strutturale, evidenziato dal minimo storico nella crescita dei prestiti (6,4%). La domanda interna è debole e il settore privato esita a investire. La Banca Centrale (PBOC) interviene con strumenti classici di politica monetaria espansiva per ridurre il costo del denaro e incentivare banche e imprese a far circolare liquidità, cercando di evitare una stagnazione prolungata e sostenere settori strategici come tecnologia e agricoltura.

Il dato sui prestiti di dicembre è positivo o negativo? È un dato in chiaroscuro. Da un lato è positivo perché superiore alle aspettative degli analisti (910 miliardi contro 800 previsti) e in forte ripresa rispetto al mese precedente. Dall’altro, è negativo se confrontato con l’anno scorso (era 990 miliardi). Questo indica che, nonostante gli sforzi e il rimbalzo mensile, la tendenza di fondo rimane di una contrazione della domanda di credito rispetto al passato recente.

Cosa si intende per “Finanziamento Sociale Totale” e perché è importante? Il Finanziamento Sociale Totale (TSF) è una misura molto ampia utilizzata in Cina che include non solo i prestiti bancari tradizionali, ma anche obbligazioni, prestiti fiduciari e altre forme di credito ombra (shadow banking). È un indicatore cruciale perché offre una fotografia più completa della liquidità reale disponibile per l’economia rispetto ai soli prestiti bancari. Il suo calo suggerisce che, al di là delle banche, l’intero sistema finanziario sta erogando meno risorse all’economia reale.

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