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CINA INQUIETA: la maggiore preoccupazione del governo è interna

La Cina ha ammorbidito la propria posizione sui dazi con gli USA, escludendo la carne di maiale, ma non si è trattata di una concessione a Trump, ma qualcosa di molto più complesso. Nel giorno in cui il presidente Xi Jinping festeggia i 70 anni della Cina comunista la maggiore insidia per Pechino non giunge dall’esterno o da Hong Kong, ma dall’interno, da un virus insidioso, la Febbre suina africana , detta anche “L’Ebola dei Maiali”.

Si calcola che questa malattia fortemente contagiosa dei suini, che ha copito la Cina ed i paesi confinanti come Corea, Russia siberiana e Vietnam, abbia fatto calare la produzione di maiale cinese di una proporzione fra il 33% ed il 50%, quando questo tipo di proteina è il più consumato ed amato dai cinesi. Il danno per l’economia di Pechino è calcolato pari a mille miliardi di Yuan, 140 miliardi di dollari. Ecco i principali casi recenti su una mappa mondiale:

Fino al 2017 la Cina era di gran lunga il maggior produttore mondiale di carne suina, elemento ovvio visto che l’oltre 1,2 miliardi di abitanti consuma per il 60% carne di suino sul tale delle carni

Se non ci fosse stata questa crisi era previsto uno sviluppo continuo e quasi inarrestato nella crescita della produzione di carne da allevamento,

Purtroppo questa malattia ha causato una crisi di approvvigionamento di difficile soluzione. Per dare un’idea della dimensione dei consumi cinesi basta notare che in una singola ora vengono consumate 6500 tonnellate di carne di maiale. A questo punto 10 mila tonnellate sono la fornitura per un’ora e mezza…

L’effetto del calo drammatico delle forniture è stata un’esplosione del prezzo e non solo per la carne suina, ma anche per le altre carni succedanee:

All’84% di aumento dei prezzi della carne di maiale si è accompagnato un +20% della carne bovina ,comunque costosa, ed un più 24% di quella avicola. Un disastro per le tasche dei consumatori che ha causato grande scontento in tutta la Cina.

Il problema è di non facile soluzione nel breve periodo perchè:

  • l’infezione non sembra estinguersi, anzi si allarga;
  • non è facile trovare produttori in volumi sufficienti da far fronte alla domanda cinese;
  • la popolazione inizia a protestare per la fiammata inflazionistica

Gli “Esperti” del governo cercano di elogiare le potenzialità e la maggiore salubrità di carni alternative, dalle ovine al pollame, ma da un lato è difficile convincere i consumatori a cambiare i gusti, dall’altro i consumi sono così elevati da portare a shock dei prezzi in qualsiasi prodotto succedaneo. Quindi la maggior minaccia del monocrate cinese non viene dagli USA, da Hong Kong o da Taiwan, ma da un minuscolo virus. E pensare che il 2019 è l’anno del maiale….


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