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Chi ha votato per insetti, classi energetiche e MES? C’è chi dice no

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Ci sono quattro decisioni, di diverso peso, che stanno fortemente irritando gli italiani, per le quali nessuno in Italia ha mai votato né ha mai dato un mandato esplicito all’accettazione. Parliamo di:

  • regolamento che ammette la farina di insetti negli alimentari;
  • regolamento che permette di indicare come “Pericolosi” i vini, applicato in Irlanda;
  • proposta di direttiva per la revisione delle classi energetiche delle abitazioni;
  • approvazione del MES.

Si tratta di regolamenti, direttive, o approvazioni estremamente irritanti o potenzialmente devastanti. Bruxelles si prende la briga di approvare l’importazione di farine di insetti provenienti dall’Estremo Oriente, il cui consumo è estraneo a ogni nostra tradizione culinaria. Perché? Non abbiamo un’agricoltura sufficiente a far fronte ai fabbisogni alimentari in Europa o pensiamo di demolirla? Quali interessi ci sono dietro questa approvazione, proprio mentre si indagano le ingerenze del Qatar e del Marocco nelle decisioni parlamentari? Il secondo regolamento è figlio de desiderio di controllo estremo della Commissione e del Parlamento, che ritengono i cittadini un gruppo d’idioti incapaci di prendere decisioni lucide (e forse hanno ragione, vista la tolleranza mostrata verso le decisioni europee) e che pensano di far vivere i cittadini in eterno perché rinunciano ad un buon bicchiere di rosso. Il regolamento sull’efficienza degli immobili, di cui vi scriviamo da mesi su Scenari, e la cui pubblicazione viene continuamente rinviata perché si è consapevole del suo impatto negativo è figlio dell’estremismo ecologista condotto sulla pelle dei cittadini. L’ultimo, la riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità che vuole cogliere due piccioni con una fava: predisporre uno strumento che da un lato ingabbi l’Italia, facendo trasferire il debito pubblico presso la BCE a un ente esterno che NON ha nulla a che fare con stati o banche centrali e che si comporta solo come un freddo incassatore dei debiti, dall’altro preparare uno strumento per finanziare la prossima crisi bancaria che colpirà Francia e Germania.

Sono tutte decisioni intollerabili per le quali gli italiani non hanno mai dato mandato né nelle votazioni nazionali né in quelle europee. Nei programmi elettorali vi hanno mai scritto “Se mi votate potrete mangiare insetti”? “Se mi votate dovrete avere case più efficienti, a vostre spese”? “Se mi votate allora volete che il vostro debito pubblico sia potenzialmente ceduto ad un ente che lo escuterà a qualsiasi costo”?  Eppure qualcuno ha reso queste normative operative, o sta cercando di farlo.

Prima di tutto che la soluzione a questo tipo di problemi è semplice e complessa nello stesso tempo: basta avere il coraggio di dire NO ed essere pronti a portare la decisione anche alle estreme conseguenze. Ad esempio non si vuole la normativa sulla classificazione energetica delle case? Si deve mettere in chiaro che il nuovo governo è pronto a porre una riga rossa sulle modalità intollerabili di applicazione, cioè sulla forzatura sulle case esistenti. Senza se e senza ma, senza dubbi, senza “Logiche del pacchetto”. No, puro e semplice. Lo stesso per quanto riguarda il MEs, sino all’estrema conseguenza del ritiro dal meccanismo che, comunque, non avrebbe le dimensioni per garantire il debito italiano. Meglio riavere indietro i 14 miliardi versati e cancellare le garanzie, da trasferire sul Fondo Interbancario di Garanzia dei Depositi, piuttosto che essere soci di minoranza ininfluenti in un fondo gestito da terzi. Sono due mosse semplici, in teoria, complesse in pratica, perché richiedono il bene più raro in politica: il coraggio.

Quindi bisogna rivedere il lavoro della Delegazione italiana presso l’Unione Europa, la nostra seconda ambasciata a Bruxelles, che deve cambiare focalizzazione, concentrandosi e agendo per tempo sui dossier più sensibili. Appare evidente che il lavoro sul dossier relativo all’efficientamento degli immobili è stato fatto male, non mettendo in guardia a sufficienza il governo sulle potenziali ricadute negative della decisione.

Se si vuole contare bisogna essere ben informati ed essere disposti a dire NO. Non c’è da dire molto altro.

 


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