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CFA: tutte le bufale sulla “bufala”

 

Il CFA è una moneta estera ad uso e consumo dei traffici internazionali esattamente come l’euro è una moneta estera ad uso e consumo dei traffici internazionali, una moneta per grosse banche e multinazionali che vengono a fare shopping nell’area valutaria a loro immagine.

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Il problema di queste monete è che IMPEDISCONO, nei fatti, l’esistenza di monete locali che sarebbero l’unico segno concreto e tangibile della libertà e dell’autodeterminazione dei popoli e l’unica garanzia del rispetto dei diritti dell’uomo. Non solo, ma in Africa, a riprova di questo fatto, in molti posti rurali non circola proprio nessuna moneta. Presto succederà da noi, o microchip o niente, nisba, muori di fame. E’ l’agenda digitale della Commissione europea, voluta anche tantissimo da Casaleggio: se così non fosse, perché non si esprimono chiaramente contro?

Questa bomba di verità – il CFA – andava distillata, e non lanciata, e maneggiata diplomaticamente in sede di negoziazione del deficit con l’UE, per sforare il 3% come hanno fatto Spagna, Portogallo e Francia per anni di seguito, e incentivare la crescita. In breve per non naufragare.

Tant’è, adesso che è scoppiata, nel frattempo ovunque i maggiordomi dei banchieri si apprestano a spegnerla, con argomenti del tutto faziosi, e fake, come:

Non c’è nessuna correlazione tra paesi che usano il CFA e il top 10 dei paesi di partenza dei migranti

E’ vero che ci sono anche i migranti di altri paesi, ma premetto un mistero: la lista ufficiale del Ministero dell’Interno è cambiata dal  23 gennaio, perché è stata aggiornata proprio il giorno 23, giorno in cui la polemica sul franco CFA impazzava,  ma per fortuna avevo fatto uno screenshot di prima e dopo:

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Prima del 23 gennaio 2019

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Dal 23 gennaio 2019

Mettiamo pure che Salvini abbia avuto la capacità magica di cambiare la provenienza dei migranti, la differenza è palese: prima del 23 gennaio avevamo comunque un’ingente presenza di immigrati da Costa D’Avorio, Mali e Guinea, del gruppo CFA, oltre a Tunisia e Algeria, sotto la sfera di influenza francese, il resto è Iraq, in seguito alle scriteriate guerre del Golfo, Sudan, Pakistan, Nigeria ed Eritrea sotto sfera di influenza inglese (eh no, è da un po’ che non è più italiana!).

Ilaria Bifarini ha dato una risposta oggettiva al dato della prima tabella qua https://www.quotidiano.net/economia/franco-cfa-immigrazione-1.4405461 facendo valere che sono stati tirati fuori i dati assoluti e non quelli relativi, poiché bisogna tener conto che il Mali ha meno di 20 milioni di abitanti, le 2 Guinee insieme 3 milioni. La Nigeria (non CFA) da sola fa 200 milioni di abitanti, più del totale dei 14 paesi CFA messi insieme, mentre la Costa d’Avorio (CFA) che era tra i primi 8 ha 24 milioni di abitanti.

Piuttosto, adesso che i dati ufficiali sono del tutto cambiati, ma anche gli sbarchi sono drasticamente diminuiti, c’è da sottolineare che questo non è il punto, il punto è che 13 dei 15 paesi della Françafrique sono considerati PMA, cioè Paesi meno avanzati, sempre che nel frattempo una manina non abbia cambiato i dati.

L’adesione al CFA è volontaria. I paesi escono quando vogliono.

Questa fa proprio ridere. L’adesione è forzosa, come è forzoso il CFA. Spintaneo è un’altra parola, e la presenza di basi militari francesi aiuta a controllare il burattino di turno, e se del caso a silularlo, eliminarlo, ucciderlo se avesse velleità di uscire. Alcuni esempi? Sankara, presidente del Burkina Faso, dopo il discorso contro il debito all’ONU, Sylvain Olympio del Togo che aveva deciso nel 1963 di stampare moneta,  Keito del Mali, nel 1966, Jean-Bédel Bokassa, Repubblica centroafricana, nel 1966, Maurice Yaméogo, Alto Volta futuro Burkina Faso, nel 1972, Hubert Maga, Benin, nel 1978 Aldo Moro, oops scusate, lui era italiano e aveva cominciato a stampare biglietti di Stato (derogando alla  gabbia del FMI?).
File:Lire 500 (Aretusa).JPG

Ma anche i cosiddetti “terroristi moderati” della Siria di Al Nousrah, affiliati e vicini ad Al Qaeda, per stessa ammissione dell’ex ministro Fabius, sono stati finanziati dalla Francia. O dobbiamo ricordare la guerra di indipendenza in Algeria voluta fortemente da personaggi come Jacques Soustelle, uno dei fautori del franco CFA ? E poi i 14 terroristi ospitati dalla Francia dagli anni di piombo, ah si scusate quelli sono italiani.

Quando un paese vuole uscire, nonostante gli attentati e i presidenti fantoccio, la Francia gli presenta un conto talmente salato, per il pagamento delle infrastrutture “donate” dal gentile colonialismo da mettere in ginocchio il paese o da dissuaderlo completamente. Anche noi, se volessimo uscire dall’euro, ci paventano già la “fattura” salata del TARGET2, non un vero debito, ma una mera partita di giro a livello della BCE.

Sono usciti dal franco CFA il Libano (48), il Marocco, la Tunisia, l’Algeria tra il 56-58 e la Guinea Conakry  nel 58, in seguito al referendum permesso da Charles De Gaulle, ma l’élite colonialista a Parigi si arrabbiò così tanto da ordinare  alla sua amministrazione in loco di distruggere  tutti i simboli della colonizzazione francese, prima di andarsene: scuole, asili, edifici dell’amministrazione pubblica, macchine, libri, medicinali, strumenti dell’istituto di ricerca, trattori, cavalli, mucche e stock di cibo (cfr. Koutonin).

Nell’insieme i dirigenti africani sono tenuti in piedi da una pesantissima corruzione nota a tutti. Quando vivevo in Belgio, ogni mattina passavo di fronte alla villa palazzo di Mobutu, il dittatore del Congo belga, e vi assicuro che era impressionante !

Non c’è solo la Francia ma anche la Cina in Africa

“Fallacia del pupazzo”: se lo fa anche la Cina, vuol dire che la Francia non lo fa? La questione CFA, CFP ed euro stampati dalla Francia riguarda l’UE, e la sua stabilità. O devo ricordare che siamo in una Unione monetaria con partner che barano e dove ci dicono che è vietato stampare moneta a livello nazionale? Allora sapete che vi dico? Questa è l’occasione d’oro per emettere moneta fiscale. Tanto per cominciare.

E poi è la Francia che tradisce l’Europa firmando il patto francotedesco, e che impedisce che le nostre aziende comprino le sue mentre le sue comprano tutte le nostre (vedi Fincantieri), quel paese, che ci ha detto “lebbrosi” e “vomitevoli”, perché non accettiamo le incursioni marittime francotedesche con la scusa dei migranti, mentre chiude tutti i suoi porti, quel paese che ha firmato con il PD traditore l’accordo di Caen per prendersi il nostro mare e che pur non essendo ancora ratificato ha arrestato i pescatori, per dimostrare chi comanda in quel mare.

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10216143815301788&set=p.10216143815301788&type=3&theater

Ma la Francia non ci guadagna anzi ci perde: lo fa per stabilizzare la loro valuta.

Se veramente la Francia non ci guadagnasse niente o ci perdesse, allora perché Chirac affermò in una intervista che la Francia senza l’Africa scivolerebbe al rango di terzo mondo? Perché intervenire ogni volta con colpi di stato voluti dai francesi? Perché non lascia i presidenti stampare moneta? Gbagbo, l’ex presidente della Costa d’Avorio, imprigionato all’Aia perché falsamente accusato dai francesi di terrorismo in seguito alle elezioni truccate per far andare al governo il burattino della Francia, è stato assolto con formula piena il 16 gennaio scorso. Che si sappia.

In quanto alla stabilità, è la stessa Stabilità decantata per i paesi europei votati alla religione dell’austerity, penso che gli africani ne facciano tranquillamente a meno. Quello che vogliono è potere gestire e sfruttare le loro stesse risorse, per farlo è semplice basta che le multinazionali la smettano di sfruttare il mondo – ricordate il tentativo di Mattei ? da chi è stato ucciso? – e per farlo è semplice, basta cambiare modello economico, e per farlo è semplice, basta cambiare paradigma monetario, e per farlo è semplice, basta lanciare un dibattito vero, a livello internazionale, e per farlo è semplice, basta toglierci tutte le ragnatele dalla testa. Denunciando e studiando.

Il povero Macron ha denunciato continuamente lo sfruttamento dell’Africa. Perché non chiedere invece conto di quanto fatto da Sarkozy in Libia?

In realtà denunciare a parole, ma non nei fatti, e massacrare il proprio popolo, che chiede anche la fine del CFA, è ipocrita. In quanto alla guerra alla Libia, ricordiamo perché fu fatta e da chi fu fatta. Come si legge nelle mail della Clinton, grazie a Wikileaks (https://scenarieconomici.it/clamorosa-intercettazione-guerra-sarkozy-allitalia-libia-gheddafi/ ):

Se facciamo così saremo sempre più isolati: vogliamo l’autarchia?

Questo è l’argomento più logoro e più dettato da manipolazione e paura. Nessuno vuole l’autarchia, ma tutti vogliamo un mondo più giusto. I cinici realisti non ci interessano, perché sono quelli che non sognano e che non cambieranno mai il mondo. Hanno già perso. Ma che non gufassero con chi ha altre ambizioni.

Nicoletta Forcheri 24 gennaio 2019

Altri riferimenti

Intervista a Byoblu/

Eurozona: tutte le eccezioni della Franciatte-le-eccezioni-della-francia/

Intervista a Border Night 22 gennaio

Fincantieri, CVD

Francia: lo Stato azionista “incarnato” in APE

Pillole africane

Sottobanco: cessione di risorse alla Francia

UE: il non mercato e la non moneta

Centenario armistizio: attenti ai déjà vus!


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