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Caro Presidente, siamo proprio sicuri che si tratti di “norme liberamente sottoscritte”? (di Giuseppe PALMA)

 

Siamo proprio sicuri, come ieri sera ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dei consueti auguri di buon anno, che si tratti di “norme liberamente sottoscritte“?

Il Presidente della Repubblica, come dimostra il tweet del Quirinale, afferma: “Aver scongiurato la apertura di una procedura di infrazione, da parte dell’Unione europea, per il mancato rispetto di norme, liberamente sottoscritte, è un elemento che rafforza la fiducia e conferisce stabilità“.

Occorre essere precisi. La procedura di infrazione, dal 2012 in avanti, non riguarda più il mancato rispetto dei parametri di Maastricht (quelli, sì, sottoscritti liberamente), bensì gli ancor più stringenti parametri dettati dal Fiscal compact, un Trattato intergovernativo sottoscritto il 2 marzo 2012 da 25 Stati dell’Unione europea (per il nostro Paese c’era il governo Monti). Quantomeno per l’Italia non fu un Trattato sottoscritto liberamente, ma sotto il ricatto e l’imbroglio dello spread in nome del quale fu giustificato – pochi mesi prima – un vero e proprio Colpo di Stato finanziario. Dopo un mese e mezzo dalla sottoscrizione del Fiscal compact seguì la costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio (Legge costituzionale n. 1/2012), deliberata in seconda approvazione con voto favorevole di Pd, Pdl, Udc e Fli sotto un vero e proprio ricatto sovranazionale, altro che “norme liberamente sottoscritte“! E la maggioranza dei due terzi dei componenti di Camera e Senato raggiunta in seconda approvazione evitò al popolo di esprimersi in un referendum confermativo.

Del resto, il vincolo del pareggio di bilancio inserito in Costituzione è frutto proprio di quanto previsto dal Fiscal compact, il cui mancato rispetto produce – in teoria – l’apertura della procedura di infrazione da parte della Commissione europea. Ma v’è di più. L’autorizzazione alla ratifica del Fiscal compact da parte del Parlamento italiano avvenne in appena una settimana nel mese di luglio del 2012, senza alcuna discussione nel Paese e in un periodo in cui lo spread era tornato – nonostante la cura da cavallo del governo Monti – oltre i 500 punti base.

Il fatto che non si tratti di “norme liberamente sottoscritte” è confermato addirittura anche da Andrea Orlando (del Partito democratico) nel settembre 2016, durante la Versiliana. All’epoca Orlando era ministro della giustizia del governo Renzi. Ascoltate:

Non si tratta quindi, caro Presidente Mattarella, di “norme liberamente sottoscritte“.

Altro non aggiungo perché voglio evitare ogni tipo di polemica. Ma ascoltare quello che disse Orlando poco più di due anni fa aiuta a capire come ieri sera Mattarella abbia detto qualche inesattezza… diciamo così.

Giuseppe PALMA

 

 


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