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Caos ISA: proteste e sciopero dei Commercialisti

 

Dopo spesometro, fatturazione elettronica forzata, esterometro e numerosi nuovi adempimenti fiscali (spesso doppi) introdotti dai vari governi negli ultimi anni, questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso!

Con un comunicato stampa del 16 settembre 2019, le Associazioni Nazionali dei Commercialisti hanno proclamato il primo sciopero generale della loro Storia.

Gli  iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili si asterranno nei giorni di sciopero dalle attività riguardanti:

  • la trasmissione telematica, quali intermediari, dei modelli di pagamento F24, nei giorni 30/09 e 01/10;
  • la partecipazione ad udienze presso le Commissioni Tributarie provinciali e regionali, nei giorni compresi dal 30/09 al 07/10.

Vediamo un pò di storia: correva l’anno 2016 quando diversi componenti dell’allora Governo in carica annunciavano con entusiasmo: abbiamo abolito gli studi di settore!!! E noi addetti ai lavori quasi non ci credevamo: uno degli adempimenti che ci aveva fatto più disperare negli ultimi anni era finalmente cancellato! Noi e i nostri clienti potevamo lavorare in pace e tranquillità da li in avanti (almeno sotto questo aspetto) , forse qualcosa stava finalmente cambiando!

Poi arrivò la proroga ! Studi di settore prorogati anche per l’anno fiscale 2017 (con applicazione dal 2018) e si è pensato resistiamo ancora un anno!

Poi ecco gli ISA!!! Annunciati ai tempi come se si trattasse solo di compilare qualche quadro aggiuntivo della dichiarazione dei redditi ai fini “statistici”.

I nuovi Indici Sintetici di Affidabilità invece stanno generando grosse difficoltà soprattutto ai Commercialisti ed altri addetti ai lavori che si trovano ad applicarli a fronte di incertezze e modelli continuamente in mutazione.  L’ultima versione è quella contenuta nel decreto del MEF pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17 agosto 2019, con il quale sono state apportate modifiche rilevanti ai dati necessari per il calcolo del punteggio di affidabilità fiscale di imprese e professionisti.

Il decreto inatteso, pubblicato nel pieno del periodo feriale ed a poco più di un mese dalla scadenza per il versamento delle imposte sui redditi, prorogata al 30 settembre proprio per via degli ISA, è “oggettivamente in contrasto con lo Statuto del contribuente che impedisce di apportare modifiche ai modelli e software dichiarativi senza concedere ai contribuenti un termine di almeno 60 giorni rispetto alla scadenza prevista per l’adempimento”

Oltre a quanto sopra descritto le criticità legate agli ISA  all’avvio nel 2019 (ma relativo all’anno fiscale 2018) dello strumento che ha sostituito gli studi di settore sono e restano molte. A far compagnia agli errori contenuti nei dati precompilati che poi sono stati rivisti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze vi sono almeno altre due problematiche: i bug del software di calcolo dell’Agenzia delle Entrate ed il ritardo ingiustificabile del software di controllo.

i commercialisti chiedono quindi con urgenza:

  • la disapplicazione degli indici ISA o, in subordine, la loro applicazione facoltativa per l’anno d’imposta 2018 , Paradosso: servono le coperture per 2 miliardi , ma non erano uno strumento più soft degli Studi di Settore? E addirittura prevedono in Finanziaria un maggiore gettito fiscale generato dagli stessi!
  • la sistematica e formale consultazione della categoria dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e delle scriventi Sigle sindacali nella formulazione di norme e procedure nelle materie di competenza della categoria professionale;
  • una concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti tributari;
  • la rigida osservanza delle disposizioni dello Statuto del Contribuente, la cui costante disapplicazione viola gravemente i diritti dei cittadini.

Vi terremo aggiornati!!!

 

Dario Polini


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