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Calenda: «Se mi presento a Sindaco di Roma sono un cialtrone». Infatti…

La vita è una cosa strana ed alle volte ti porta a fare scelte che non prevedevi. però, nello stesso tempo, coerenza vorrebbe che, se uno fa un proclama assoluto, poi lo venga a rispettare a qualsiasi costo. i immaginate Garibaldi che grida “Qui si fa l’Italia o si muore” e poi, magari, manda un ufficiale a trattare coi Borbonici ? O Giulio Cesare che dice “Il dado è tratto” e poi, dopo un mese, se ne torna nella Gallia Cisalpina?

Poi ci sono quelli che cambiano idea ogni cinque minuti, a seconda di quello che il Guicciardini definiva “Il mio particolare”, il proprio interesse personale, cangevole come piuma al vento. Nulla di male di per se, ma questo rischia di avere delle ricadute devastanti sull’immagine..

Ecco qui Calenda che, in un evento con Rutelli, due anni f, diceva che se si fosse presentato a sindaco di Roma sarebbe stato un cialtrone.

Infatti. neanche dopo 24 mesi (manco fosse un’era geologica)….

Tra l’altro dopo mesi  nei quali la sua candidatura entrava ed usciva dai media.

Calenda non è un cialtrone. questa parola la lasciamo al peggio del piddinismo imperante. Semplicemente è una persona semplice che non riesce a valutare le evoluzioni del destino e della situazione politico economica. Un difetto non da poco per chi vuole amministrare la più grande città italiana….


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