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Visti i risultati, Poletti vuole dirci che sono 4 esecutivi che l’Italia ha a Palazzo Chigi non dei governanti ma semplici giocatori di calcetto

Notare la banca sponsor nella maglia dell’ex Primo Ministro (…)

Quello che nessuno vuole dire in merito alla vera essenza delle parole del ministro Poletti sul calcetto è la sostanza che ci sta dietro: avere dei giocatori di calcetto in ruoli chiave, che magari fanno anche i governanti, assumere non gente capace e brava per ruoli strategici ma solo impegnati nelle partitelle – evitando quindi i rompicoglioni che pensano e non leccano i deretani -, limita fortentente i risutati che dette persone possono portare nei ruoli per cui sono state scelte.

L’esempio dei governi italiani è lampante: dal 2011 si sono avuti 4 governi non eletti con il fine – e(s)terodiretto – di [temo, visti i risultati] NON fare gli interessi nazionali, un professore mi dicono disastroso nella didattica (Mario Monti, chiedete ai suoi ex alunni alla Bocconi o guardate ai parenti che l’hanno sostenuto, la moglie è una Mattioli, ora capite spero….), un nipote d’arte in sospettissimo odore di collaborazionismo con i servizi francesi fin dall’inizio del II millennio (Enrico Letta nipote di Gianni, in effetti è andato poi a lavorare per l’università degli spioni d’oltralpe, Science Po’), un ex boy scout/ex sindaco cittadino (Matteo Renzi, il cui circolo gigliato sembra essere rimasto impelagato in tutti gli scandali toscani degli ultimi anni) ed in ultimo un nobile di basso rango, certamente non ricco (Conte Gentiloni Silveri, a cui riconosco almeno il rispetto della forma, poche parole, per chi ha poco da dire è perfetto).

Bene, questa potrebbe essere tranquillamente assimilata ad una squadra di calcetto di stanza a Palazzo Chigi, squadra ben assortita per altro. Dunque, dobbiamo rendere merito a Poletti di averci fatto capire quale è la vera essenza dei governi che si sono succeduti negli scorsi 6 anni, lui parlava di sè stesso evidentemente. I risultati, beh, come da attese – un disastro. E Berlino esulta!

Il problema è che a mettere a fare cose serie gente capace solo all’equivalente del calcetto, appunto, se va bene non si portano risultati se va male si fa un disastro. Chi sa di azienda ha ben chiaro il concetto. Vedete i risultati italici degli ultimi 4 anni, tasse a non finire, e ne ricaverete un bel quadretto.

Lontani sono i tempi in cui l’Italia aveva i Maradona della politica, i De Gasperi, gli Andreotti, i Moro, i Craxi, anche i Berlinguer se volete, certamente i Lama: si poteva condividere o meno l’impostazione e/o anche gli errori dei vari DiegoArmandos, ma che l’interesse italico venisse messo in prima fila assieme ai risultati è indiscutibile, infatti il Belpaese macinava record di profitti aziendali ed accumulava oro. Oltre ad avere gente benestante e felice. E vinceva anche mondiali, regate di vela e coppe dei campioni di calcio. Oggi con le squadre di calcetto al governo l’oro bisogna venderlo, altro che balle!

In effetti, si sa, l’Italia è sempre stata una Repubblica a sovranità limitata come ebbe a dire il buon Flamigni. E nascondere il fatto che Berlusconi, sebbene antipatico a molti, fu mandato via da francesi e tedeschi nel 2011 con il supporto USA e britannico (quest’ultimo scellerato in quanto autolesionista, Cameron ha pagato caramente l’errore) per il fatto che non voleva piegarsi ad accettare la troika semplicemente perchè l’Italia non ne aveva bisogno, beh, è non volere vedere le cose per come stanno veramente. Anzi, nel 2011 l’Italia era messa meglio di tutti gli altri paesi EU post crisi subprime, le sue banche tranne Unicredit – salvata da Gheddafi, che così firmò la sua condanna a morte – erano le più sane d’Europa. Poi 6 anni di pesante di austerità euroimposta le stanno facendo fallire assieme al paese che rappresentano ma questa è un’altra storia…

Appunto, per affossare l’Italia, come sempre succede con i poteri coloniali “cattivi” (non con gli USA, che usano metodi diversi – magistratura -, soprattutto con l’Italia…) sono stati insediati dall’esterno governi non eletti molto bravi a giocare di calcetto, naturalmente cooptati da chi era interessato a mettere le mani sulle ricchezze italiche [il PD – capeggiato dal più acerrimo rivale del signore di Arcore, il miliardario Carlo Debenedetti tessera n.1 del partito – si è sempre dimostrato più interessato a smacchiare il Giaguaro che a difendere gli interessi del Paese, per abbattere il Cavaliere era disposto a tutto]. Ma letteralmente incapaci/e di difendere gli interessi nazionali! Niente di nuovo sotto il sole, è sempre successo, anche Vichy ebbe un governo di seconda schiera, se i nazisti mettevano uno bravo che faceva gli interessi della nazione si sparavano nei piedi per non dire più in alto…

Ecco dunque la metafora che si compie: Poletti – sigh – ha ragione, nella sua logica è corretto dire che bisogna sapere di calcetto per essere assunti ed anche per fare i governanti, mica essere bravi e sbattersi per mandare un CV. E così anche i 3 governi che lo hanno preceduto, meteore che verranno ricordate come si ricorda una cometa che passa prima dei disastri. Ed il disastro questa volta sarà la fine del benessere italico, senza nessuno al governo che difenda veramente il Paese il risultato per l’Italia e la sua gente sarà catastrofico.

E per chi spera nei Di Maio & Co., beh, auguri: mi hanno detto che anche lui è bravissimo nelle partitelle…

Temo che per l’Italia non ci sia speranza questa volta: mi vien da dire che è la prima volta in duemila anni in cui anche il Papa non tifa a favore di Roma…

Jetlag per Mitt Dolcino

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