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CADUTA PIL: un disastro latino, e nessuna seria cura per superarlo

Ieri abbiamo visto il disastro americano, oggi abbiamo quelli europei. Italia , Spagna e Francia pubblicano i dati del PIL. I risultati sono drammatici, ma ce li aspettavamo. Il problema, paradossalmente, non è  quello che stiamo ma illustrarvi, ma il fatto che non ci sia nessuna reale strategia economica per rispondervi.

Vediamo i dati italiani: nel secondo trimestre del 2020 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia diminuito del 12,4% rispetto al trimestre precedente e del 17,3% in termini tendenziali, cioè su base annua.

La variazione congiunturale del Pil è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti i settori produttivi nessuno escluso, dall’agricoltura, silvicoltura e pesca, all’industria, al complesso dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. Sono crollati i consumi e sono crollate anche le esportazioni.

La variazione acquisita per il 2020 è pari a -14,3%. Abbiamo già superato, anzi doppiato, l’obiettivo di bilancio del governo e ci allineiamo alle peggiori previsioni.

Può andare peggio? Si, vediamo la Spagna, con un -18,5%. Su base annua siamo al -22%

Anche la Francia è stata duramente colpita, con  un -13,8 trimestrale, -19% su base annua. La Francia riesce perfino a fare meno spesa pubblica, -3,8%, elemento che mostra la scarsa efficienza nella risposta del governo Macron ed ha sicuramente aiutato ad un risultato così negativo:

Ecco una tabella che mostra i dati dei principali paesi europei sia su base trimestrale, sia annua:

Se consideriamo il valore del PIL italiano ben, siamo tornati al 1993. Io però non mi sento più giovane.

In teoria ora la scommessa viene giocata sul rimbalzo nel terzo trimestre, ma lo vedremo o assisteremo all’ennesimo gatto morto? Le premesse non sono buone: la Spagna paga adesso una seconda ondata con Regno Unito che impone la quarantena da chi torna da quelle terre e la Germania che sconsiglia fortemente i viaggi, quindi con una stagione estiva annullata. La Francia paga le precedenti difficoltà industriali legate ad un virus difficile da estirpare.

L’Europa latina è, anche politicamente, allo sbando, senza nessun governo che abbia il coraggio di effettuare delle politiche economiche di crescita serie ed i paesi che si attaccano al Recovery Fund che, come sappiamo e come è dimostrato, non distribuirà un  bel niente. In un’epoca in cui veramente dovremmo studiare nuove soluzione economiche e sociali per evitare il disastro totale  e turbolenze sociali, oltre che grandi sofferenze, invece sembriamo congelati in schemi economici ottocenteschi.

I governi Macron, Sanchez e Conte appaiono veramente vendere illusioni, ma la Spagna, con un calo del PIL del 22%, viene ad essere veramente un paese a rischio, come se non più dell’Italia. Sarebbe necessaria più democrazia, più condivisione, invece viviamo una società spaccata.


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